Story

Le innovazioni italiane che cambiano il futuro (il meglio dei primi mesi del 2015)

Sono passati sei mesi dall’inizio del 2015 e tre dalla nascita di The Next Tech. Ecco le migliori innovazioni italiane che abbiamo raccontato per voi. Dai makers all’IoT, dalle tecnologie green ai robot umanoidi.

Sono passati sei mesi dall’inizio del 2015 e tre dalla nascita di The Next Tech. In questo breve periodo abbiamo raccontato moltissime storie di persone, spesso giovanissime, che stanno cambiando realmente la società che ci circonda. Attraverso le loro invenzioni, device app, droni. Tecnologie e innovazioni che, ispirate da un fabbisogno reale, si stanno ritagliando un ruolo importante in questo mondo.

112014_header

Vi abbiamo portato in giro per tutto il pianeta spostandoci di nazione in nazione. Senza trascurare affatto le startup e le aziende che in Italia sono nate, si sono sviluppate e hanno deciso di rimanere. E prima di questo giro di boa è lì che vogliamo tornare. Per segnalare le storie che più rappresentano insieme il talento e l’ingegno del nostro Paese. Almeno per quanto riguarda le tecnologie che contribuiscono a cambiarlo.

TABBY EVO, l’automobile che si monta in un’ora

Nel 2013, alla prima edizione della Maker Faire Rome, OSVehicle mostrò al mondo l’inizio di una piccola rivoluzione. Si chiamava TABBY ed era la prima automobile che potevi montare e smontare in meno di un’ora. Un veicolo elettrico, open source, a cui collaborarono due grandi personaggi del calibro di Ampelio Macchi (60 anni) e Francisco Liu (66 anni). Da allora sono passati due anni. Ampelio e Francisco si stanno dedicando ad alti progetti, la Maker Faire si appresta a festeggiare la sua terza edizione, e il lavoro intorno a questo progetto è cresciuto, anzi si è evoluto. Anche grazie ai due soci dell’azienda, basata a Honk Kong: Tin Hang Liu (Co-Founder e CEO) che nel 2008, in Silicon Valley, ebbe per primo l’idea da cui sarebbe scaturito il tutto e Yuki Liu. Entrambi nati e cresciuti in Italia. L’azienda, che si sta allargando grazie anche a partnership che si stanno definendo in città come Londra, Tokyo e San Francisco, ha rilasciato TABBY EVO, una versione migliorata del prodotto originale: «Now it’s harder, better, faster and stronger!».

5D3_1356 (1)

Casa Jasmina, il futuro della smart home

In ambito making, una delle novità più interessanti che il panorama italiano ha offerto è sicuramente Casa Jasmina. Si tratta di un progetto, realizzato da Officine Arduino, che abbraccia quei temi fondamentali che oggi sono legati al “fare innovazione” come l’internet of things, open design, open source, open hardware, smart home, making. L’obiettivo che persegue è ambizioso ma affascinante: «La nostra vittoria sarà nel riuscire a integrare la grande tradizione italiana nel settore del mobile e del design degli interni con le competenze emergenti in ambito open-source». Le parole sono di Bruce Sterling che (insieme a Jasmina Tesanovic e Lorenzo Romagnoli) è l’anima della casa più smart del mondo.

11287417_10205418707999602_221895354_n (1)

Istituto Italiano di Tecnologia di Genova

C’è un luogo in Italia in cui l’innovazione è di casa. Si trova in Liguria e al suo interno si sviluppano alcune delle tecnologie più interessanti dell’intero panorama nazionale. Anche perché sono altamente variegate ed eterogenee. Spicca, tra tutte, Walk-man, il robot umanoide che può camminare, superare ostacoli e addirittura guidare. Aiuterà l’uomo in caso di disastri. Ha partecipato al Darpa Robotics Challenge, il 5 e 6 giugno in California, classificandosi diciassettesimo.

Marco Carvelli, ricercatore dell’istituto, realizza invece delle celle fotovoltaiche stampabili, ecologiche ed economiche. Senza l’utilizzo di silicio, perché fatte di composti del carbonio. Proprio come il Pet, polietilene tereftalato. Esattamente il materiale di cui sono fatte le bottiglie d’acqua. Stampare delle celle come fogli di giornale. Ora si può.

Un altro ricercatore, Emanuele Guglielmino, ha invece inventato una microturbina grande come una moneta da un euro, che riesce a trasformare piccole quantità di energia meccanica e fluidica in energia da utilizzare in aree dove la rete elettrica non è disponibile.

microturbina_dimensioni_IIT

Le innovazioni Green

In ambito green tech l’Italia può vantare una squadra di fenomeni. In questi 90 giorni abbiamo raccontato alcune startup realmente particolari, capaci di inventarsi dei metodi originali e innovativi. Come Eco-sistemi, una startup trentina, che sfruttando i tappi di bottiglia riesce a ripulire le acque reflue fino a contribuire a creare una birra vera. L’azienda ha già ottenuto vari riconoscimenti, tra i quali la vincita del bando Seed Money della Provincia Autonoma di Trento, un fondo che promuove le iniziative imprenditoriali innovative e di alta tecnologia.

Anche Directa Plus, azienda del comense, depura le acque inquinate. Ma il metodo che usa è differente: sfrutta il grafene e le sue grandi capacità di assorbimento (cinque volte più delle tecnologie tradizionali). La sperimentazione rientra nel progetto biennale GEnIuS, acronimo che sta per Graphene Eco Innovative Sorbent.

Ultima segnalazione, ma non meno importante, è quella che riguarda Idrowash, la startup di Alessandro e Marco Florio, due giovani programmatori veronesi hanno trasformato l’eredità del nonno in un lavoro, assemblando una innovativa pompa a pressione per ripulire capannoni e spazi aperti in maniera ecocompatibile. Un metodo rivoluzionario che ha permesso ai due ragazzi di fatturare 100mila euro nell’ultimo anno.

Il senso del round di MoneyFarm con Allianz, secondo Paolo Galvani

A quasi un anno dal primo grande round da 16 milioni e all’indomani dell’annuncio di un altro round con il gruppo Allianz, abbiamo intervistato il presidente di MoneyFarm Paolo Galvani. Consigli alle startup fintech? «sfatiamo il mito delle banche che cercano startup, bisogna puntare tutto sul team per impressionare gli investitori».

Un modello virtuoso di Open Innovation: l’accordo Lanieri lanifici biellesi, spiegato

Il ceo del lanificio biellese spiega la scelta della sua società di investire in una startup: «È una mossa strategica per presidiare un mercato nuovo e portare in azienda stimoli e idee che altrimenti non avremmo potuto conoscere»