Social Innovation

Kingii, il braccialetto che non ti fa annegare, raccoglie 400 mila dollari in un mese

Semplice da usare, ricaricabile e adatto a tutti, in un mese ha già ottenuto il 700% di quanto si era prefissato. Un’idea, quella di Tom Agapiades, che punta a rivoluzionare il mondo della sicurezza acquatica

È piccolo e facile da indossare come un braccialetto, ma può salvarti la vita in mare. Si chiama Kingii, ed è il dispositivo di galleggiamento più piccolo mai costruito, da meno di un mese al centro di una campagna su Indiegogo che in pochi giorni ha già fruttato agli ideatori oltre 400 mila dollari, quasi il 700% in più di quello che si aspettavano.

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, quella di Kingii sarà una vera rivoluzione nel mondo della sicurezza in acqua.

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La tecnologia è molto semplice: se sei in difficoltà, Kingii lancia un segnale in alto che può essere visto anche a notevole distanza. Nell’intervallo di un secondo dall’attivazione si gonfia come un salvagente e può rimanere così anche per 48 ore. È inoltre dotato di un fischietto e di una bussola.

Il braccialetto ha una leva che, se tirato, attiva un “cilindro”, che altro non è che una cartuccia di CO2, che riempie una piccola sacca, che a sua volta permette il galleggiamento. Inoltre, una volta acquistato, Kingii può essere riutilizzato togliendo il cilindro, confezionando nuovamente il sacchetto sgonfio, e inserendo un nuovo cilindro.

Secondo le stime sarebbero 372 mila le morti per annegamento ogni anno, e gli ideatori stessi del prototipo non sono stati esenti da questa sciagura. Un caro amico di Tom Agapiades, il fondatore di Kingii, è infatti annegato in un lago, quando avrebbe potuto essere salvato.

Kingii è un dispositivo importantissimo, secondo il fondatore, anche in quelle situazioni in cui i bambini o i ragazzi sono da soli o con gli amici, senza la presenza di un adulto vicino. È infatti adatto sia ai bambini, sopra i sei anni, che agli anziani.

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Un aspetto decisamente interessante di questa invenzione è la rapidità con cui l’idea ha preso piede. Sebbene Kingii stia letteralmente “battendo il banco” infatti, tutto è cominciato poco più di un anno fa, nella primavera del 2014, quando è stato messo a punto il primo prototipo, testato solo ad agosto. Nel giugno 2015 è partita la campagna di Crowdfunding e a un mese di distanza le persone coinvolte sono state un milione e mezzo, una cosa non comune nemmeno per Indiegogo. Ad agosto – si legge sul sito – dovrebbe iniziare la produzione di Kingii su larga scala, in modo da lanciare il prodotto sul mercato già a settembre.

@CristinaDaRold