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Signal, il tool creato da Facebook per aiutare i giornalisti | The Next News #9

Signal è l’ultimo strumento creato dall’azienda di Mark Zuckerberg. È stato realizzato per aiutare i giornalisti (seguendo le loro richieste) nell’analisi, cura e conservazione delle notizie di maggiore tendenza all’interno di Facebook.

«Siamo molto emozionati nel presentare Signal, uno strumento gratuito, per Facebook e Instagram, di ricerca, analisi e cura dei contenuti per giornalisti». Queste parole sono state pronunciate da Andy Mitchell, responsabile del settore news e media di Facebook, e riguardano l’ultimo tool sviluppato dall’azienda di Zuckerberg.

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Cos’è e cosa permette di fare Signal

Signal è nato tenendo in grande considerazione le richieste che i giornalisti hanno fatto a Facebook in questi ultimi anni. Soprattutto da quando il colosso ha annunciato di voler svolgere un ruolo sempre più importante nella creazione e diffusione delle notizie. Mostra quali sono i temi di maggior tendenza sul social network in un preciso e determinato momento. Ogni giornalista, in maniera ordinata e intuitiva, può osservare quali argomenti sono oggetto di discussione e cercare contenuti, articoli, citazioni ad essi legati. La stessa operazione può essere fatta analizzando le foto di Instagram (acquistata da Zuckerberg tre anni fa).

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La ricerca delle fonti

Le notizie, come avviene su Twitter, possono essere cercate su Facebook e Instagram attraverso hashtag, coordinate geografiche o parole chiave specifiche. Inoltre tutti i post che vengono trovati possono essere salvati e comparati per ottenere grafiche che mostrino, in maniera visiva, tendenze e dati. Tutto per capire come viene trattato e commentato un determinato evento.

I materiali che Signal mette in consultazione provengono sia dai profili privati che dalla pagine di Facebook ma solo se sono stati resi pubblici dai loro creatori. Nessun giornalista, quindi, sarà in grado di vedere un qualsiasi contenuto destinato ad una lettura privata. Per ora il suo utilizzo è riservato agli Stati Uniti ed avviene esclusivamente via desktop.

Attraverso Signal, infine, si potranno monitorare argomenti e trend seguendo personaggi pubblici influenti: politici e scrittori, attori e artisti, musicisti e sportivi. Tutti quelli che, ad esempio, hanno avuto il lasciapassare da Facebook per utilizzare “Mentions“.

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Signal potrà decretare la fine di Twitter?

Come suggerisce The Verge, l’uccellino più famoso del web rimane il social preferito dai giornalisti per scoprire notizie e aggiornarsi su ciò che accade nel mondo. Sintesi, velocità, facilità nel poter apprendere le ultime novità su qualsiasi argomento. Un flusso ininterrotto di aggiornamenti e la possibilità immediata di inserire i vari tweet all’interno degli articoli. Tutte qualità che hanno sinora premiato il social network dell’azienda guidata da Jack Dorsey nonostante la crisi in cui sembra caduta e da cui non riesce ad uscire.

Ma fino a quando? Finora era proprio questa unicità a rendere Twitter preferibile rispetto a Facebook nella ricerca di fonti e news. Perciò Signal sembra uno strumento realmente in grado di aprire ad un cambiamento. Un’alternativa efficace e una concorrenza più che qualificata. Un attacco, improvviso e mirato,  lanciato da Zuckerberg alle fondamenta, già traballanti, che tengono in piedi il rivale. Non resta ora che rimanere in attesa per scoprire cosa succederà nel prossimo futuro e se, come prevedono in molti, Signal riuscirà davvero a sovvertire le attuali gerarchie.

@ilmercurio85

 

Gli altri capitoli

1) 8 strumenti per creare storie lunghe e immersive

2) 7 tool per creare velocemente video (e animazioni) professionali

3) I migliori tool per creare mappe (geografiche) digitali

4) 7 tool per rendere le foto protagoniste di una storia

5) I migliori tool online per creare infografiche

6) 7 tool per raccontare storie con timeline multimediali

7) 6 strumenti (fondamentali) per fare data journalism

8) Il linguaggio visuale e simbolico di The Noun Project

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