Arrivano le batterie per smartphone (e per auto elettriche) a base di funghi champignon

Ionobell è una startup che lavora per sviluppare batterie economiche ed eco-friendly (per smartphone, tablet e veicoli elettrici) basate su biomassa, come i funghi: «In questo modo la batteria del tuo cellulare, dopo due anni di utilizzo, durerà il 20% in più e non il 20% in meno»

«Immagina la batteria di uno smartphone che dopo due anni di utilizzo dura il 20% in più, non il 20% in meno». In così poche parole Brennan Campbell, PhD alla University of California Riverside e Chief Technological Officer di Ionobell, ha attirato la nostra attenzione.

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Cos’è Ionobell?

Una giovane startup, figlia di scienziati e ingegneri che lavorano a batterie economiche e soprattutto eco-friendly (per gli smartphone, i tablet, ma anche per i veicoli elettrici) basate su biomassa. Ad esempio i funghi champignon. «Oggi si lavora con materiali come la grafite sintetica, che oltre a essere piuttosto costosa ha bisogno di passare attraverso vari processi chimici che richiedono molta energia e non sono affatto environmental-friendly», come lunghi e complessi stadi di purificazione.

Un fungo? Gli bastano il suolo e l’acqua

Racconta Campbell, oltre a essere piuttosto semplice da produrre su più ampia scala e relativamente economico. «Noi siamo convinti che la natura possa essere un’ottima ispirazione per lavorare a tecnologie che migliorino il modo in cui utilizziamo l’energia».

Grazie all’elevato contenuto di carbonio e l’ovvia ecosostenibilità, una biomassa come quella dei funghi sembra un’ottima alternativa alla grafite. Soprattutto ora che la richiesta di batterie sempre più efficienti continua ad aumentare, non solo per i device che usiamo nella vita di tutti i giorni ma per dare una marcia in più alle auto elettriche, garantendo maggior autonomia senza che sia l’ambiente a pagare i costi extra.

Creare batterie dai funghi? Ora si può

Sulla rivista Nature Scientific Reports, Campbell e gli altri membri della neonata startup (Robert Ionescu, Zachary Favors, Cengiz S. Ozkan e Mihrimah Ozkan) hanno pubblicato i risultati delle loro prime sperimentazioni con anodi creati a base di champignon, la specie Agaricus bisporus, destinati a batterie agli ioni di litio.

La chiave del processo è l’elevata porosità dei funghi, una caratteristica di cui possiamo renderci conto facilmente osservandone e maneggiandone uno: tutti questi pori permettono all’aria e ai liquidi di passare rapidamente e, nel caso di una batteria, consentono all’energia di fare lo stesso. In questo modo una batteria avrà più spazio per accumulare e trasferire energia, con performance decisamente migliori rispetto a quelle consentite da materiali sintetici.

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La concentrazione di sali di potassio negli champignon, inoltre, fa sì che nel tempo si “attivino” sempre più pori, aumentando così la durata della batteria.

Ovvero il contrario di quanto succede con quelle che si trovano oggi nei nostri smartphone, che nel tempo durano sempre meno.

L’impatto più significativo del portare sul mercato una batteria del genere (non solo per durata, ma per i materiali eco-friendly con la quale verrà prodotta) riguarda il mercato dell’auto elettrica, sempre più in fermento vista anche l’attesa delle nuove generazioni di EV, electric vehicles. Secondo i dati del Gruppo Acquisto Auto Elettriche (GAA), in Italia nei primi nove mesi del 2015 sono state immatricolate 1.154 vetture elettriche, un aumento del 49% rispetto alle 773 dello scorso anno.

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Brennan Campbell, Ionobell

Un mercato in crescita anche in Italia

Anche se quella italiana è una fetta di acquisto minuscola (circa lo 0,1%) su un mercato in crescita, ci si aspetta che entro il 2020 serviranno circa 900mila tonnellate di grafite naturale per la fabbricazione di circa sei milioni di auto elettriche nel mondo. Una lavorazione che richiederà trattamenti con sostanze chimiche come l’acido solforico, che a loro volta producono scarti pericolosi per la salute. Con numeri simili, i funghi e le altre biomasse sembrano decisamente l’alternativa più virtuosa, specialmente nell’ottica di produrre veicoli eco-sostenibili.

Cosa c’è nel futuro di Ionobell, con un aiutino su Kickstarter? La costruzione di un prototipo, l’ottimizzazione dei materiali per costruire le batterie, la ricerca di altre biomasse alternative ai funghi e un’indagine più estesa sul funzionamento (cioè banalmente far scaricare e ricaricare le batterie-fungo qualche centinaio di volte). Complicato? No, solamente costoso. Ed è qui che entra in gioco il crowdfunding.

@Eleonoraseeing