Social Innovation

FINDER, il radar della Nasa che ascolta il cuore dei dispersi in Nepal

La nuova tecnologia della Nasa, adottata dal governo degli Stati Uniti D’America, ha permesso di salvare quattro persone in Nepal sentendo il battito del loro cuore sotto cumuli di macerie

Si chiama FINDER (Finding Individuals for Disaster and Emergency Response) la tecnologia che ha salvato quattro uomini rimasti intrappolati sotto le macerie dopo il terribile terremoto in Nepal. È accaduto nel paese di Chautara, uno dei tanti centri abitati che sono stati colpiti, il 25 aprile, dalla forza distruttiva del sisma. FINDER, sviluppato dalla Nasa e adottato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, è stato portato in Asia, in fase ancora prototipale, per aiutare le autorità locali nelle ricerche dei dispersi.

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Come funziona

FINDER è in grado di individuare il battito del cuore, e in qualche caso anche il respiro, delle persone seppellite dai detriti causati dal cataclisma. Senza che siano svegli o coscienti. Progettato nel 2013, FINDER utilizza un radar a microonde che localizza i segni vitali fino a circa 9 metri di profondità in caso di macerie, 6 metri in caso di materiali più solidi come il cemento e 30 metri in spazi liberi e aperti. È capace inoltre di distinguere se questi segni appartengano a uomini o ad animali. In questo modo si riduce notevolmente il margine di errore e si determina con più precisione i punti dove scavare per recuperare eventuali superstiti.

Un ulteriore elemento da non sottovalutare è la sua portabilità. Complessivamente non supera le dimensioni di una comune valigetta. Questo permette agli esperti di trasportarlo quasi ovunque, anche in quei luoghi di difficile accessibilità a causa degli effetti delle devastazioni di terremoti, maremoti o violenti uragani.

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La prima volta di FINDER

Il sisma in Nepal è stata la prima vera occasione in cui questa tecnologia è stata applicata: «Si può verificare l’efficacia e l’importanza di queste innovazioni solo quando operano in missioni di salvataggio in cui in ballo ci siano delle vite umane». Queste le parole di soddisfazione di Reginald Brothers, sottosegretario alla difesa del governo degli Stati Uniti nell’ambito delle scienze e nuove tecnologie. «Ovviamente nessuno di noi vorrebbe che questo tipo di tragedie accadessero nel mondo. Ma strumenti come questo sono stati programmati proprio per soccorrerci quando gli incubi peggiori diventano realtà». FINDER è uno strumento che potrà, anche in futuro, aiutare paesi devastati come il Nepal, dove i morti ufficiali sono stati oltre 7000. Soprattutto perché garantisce alle comunità colpite un margine maggiore per il recupero e per il salvataggio dei sopravvissuti nelle settimane direttamente successive alla catastrofe.

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