Robotica

Il robot pianista made in Italy, fatto con stampa 3D, Arduino e tanta passione

Il core business dell’azienda di Matteo Suzzi fino al 2013 è stato la riparazione di lettori di banconote e carte magnetiche. Poi il successo con TeoTronico, il robot pianista, un mix di arte e tecnologia.

Da Imola a Berlino, poi Spagna, Turchia, Cina: Teotronico, il robot pianista, ha ormai suonato ovunque. La fama cresce, come il numero di visualizzazioni dei video su YouTube, che lo riprendono seduto al pianoforte e nell’accompagnamento di orchestre sinfoniche di livello assoluto. Certo, l’espressione e il tocco non sono ancora paragonabili a quelle di un umano, ma la rapidità, la tecnica e la precisione d’esecuzione non si discutono.

Teotronico è l’opera e l’ingegno di Matteo Suzzi, maker di Imola dove ha fondato nel 2007 la sua azienda, Teotronica, crasi tra il suo soprannome, Teo, ed elettronica. A StartupItalia Matteo ha raccontato come «fin da bambino ho sempre avuto la passione e la voglia di creare, smontare, rimontare e curiosare dentro ogni oggetto minimamente tecnologico o che attirava la mia attenzione. Poi ho deciso di aprire la mia azienda, il cui core business, fino al 2013, è stato la riparazione di lettori di banconote e carte magnetiche. Poco alla volta ho iniziato a guadagnare dai robot per l’intrattenimento ideati, progettati e realizzati tutti all’interno del mio laboratorio, rigorosamente a mano e molte volte utilizzando materiale di riciclo».

TeoTronico, il robot pianista giramondo made in Italy

«Teotronico è nato per caso, dopo vari esperimenti per “robotizzare” un arpa, progetto che è stato poco dopo abbandonato, a causa dell’instabilità dell’accordatura dello strumento». Matteo, chitarrista autodidatta, è quindi riuscito a mixare la propria passione per la musica con quella per l’elettronica: «quando ho iniziato la costruzione non avevo le idee molto chiare sul progetto finale, nemmeno sulle sue possibili utilità. Ero spinto soltanto dalla voglia di progettare e costruire un intero robot».

Com’è fatto

Teotronico è composto da schede elettroniche realizzate da Matteo Suzzi, che controllano la parte della potenza e quella della conversione dei file MIDI da riprodurre. I movimenti della testa, invece, sono gestiti da una scheda Arduino Mega 2560. Il telaio è in ferro saldato a mano, mentre tutti i componenti della testa sono stampati in 3D.

Per ora il progetto non è open source ma presto renderò pubblico il codice sorgente per il controllo da remoto.

TeoTronico, il robot pianista giramondo made in Italy

Le funzionalità

Il robot è estremamente robusto, affidabile ed è facilmente trasportabile. TeoTronico è dotato di 53 dita in plexiglas retroilluminato ed è capace di gestire 127 livelli di dinamica (dal pianissimo al fortissimo). Può funzionare con qualsiasi dispositivo che disponga di un browser per potersi collegare al web server del robot, in cui sono contenuti tutti i MIDI, che riproducono un vasto repertorio di musica classica, ma non solo.

«Dopo qualche anno passato a caricare video su YouTube – racconta Matteo – sono cominciate le telefonate e le richieste. Una delle prime è stata quella più inaspettata: il Maestro Roberto Prosseda, uno dei più grandi interpreti italiani di musica classica, aveva già in mente un tipo di spettacolo da proporre insieme a Teotronico».

Lo spettacolo è in realtà un progetto di educazione all’ascolto della musica classica, e ha il compito di far comprendere la differenza che c’è tra l’interpretazione (quella umana) e l’esecuzione (quella del robot). Il tema “uomo vs robot”, interpretato in maniera quasi comica da Teotronico e il Maestro Prosseda, attira un pubblico eterogeneo, di famiglie e di giovanissimi.

TeoTronico, il robot pianista giramondo made in Italy

Il futuro di Teotronico

Dopo aver viaggiato per tutto il globo, con spettacoli a teatro e in TV, Teotronico non ha intenzione di fermarsi, e l’evoluzione delle sue capacità è costante: «il progetto non si ferma mai. Sono in corso continue modifiche sul telaio e sopratutto sull’espressività facciale, e ho intenzione di aumentare il numero delle dita a 88, per coprire l’intera tastiera del pianoforte».
Matteo, infine, ci rivela che non sta pensando a una produzione di un modello più piccolo per il pubblico, bensì ad uno per il noleggio, riservato a hotel di lusso e navi da crociera.

@LuS_inc

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