Redazione

Mar 14, 2016

Lo specchio smart (e connesso) creato da un ingegnere di Google

News, notifiche e molte altre funzionalità: Max Braun, ingegnere informatico di Google, ha creato, nel suo tempo libero, uno specchio da bagno intelligente che gli permette di rimanere sempre connesso anche quando si prepara per uscire.

«Benvenuti nel mio bagno». Max Braun, ingegnere informatico di Google, è riuscito a dare vita allo specchio in cui ogni mattina osserva la sua immagine. E oggi, mentre si prepara per uscire, può leggere le ultime novità sul traffico e sul meteo, avere un promemoria degli impegni della giornata, ricevere notifiche dai social e avere sempre sott’occhio un orologio per non rischiare di fare tardi. Tutto mentre si lava i denti o si taglia la barba.

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Parola d’ordine: sperimentazione

«L’anno scorso mi sono trovato molte volte a desiderare uno specchio diverso da quello che possedevo e più vicino a quelli che si vedevano al cinema nei film di fantascienza». Così ha controllato sul web e ha visto che, in vendita, non c’era un oggetto di quel tipo. Niente che lo soddisfacesse per davvero.

Ma se una cosa non c’è, l’unica cosa che puoi fare è costruirtela.

Braun, come spiega su Medium, ha deciso di migliorare quello che era già stato fatto altrove (ne trovate un esempio su GitHub), praticando una via diversa e personale: «Ho ordinato uno specchio bidirezionale, un monitor LED da 15 pollici, una scheda di controllo che vendevano su eBay e altre componenti». Materie prime, nelle mani giuste.

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Niente touch ma comandi vocali.

Il resto? Pura sperimentazione. «Mi sono ritrovato a percorrere qualche vicolo cieco ma alla fine sono riuscito a trovare la via da seguire». I contenuti sono determinati da alcune API di Android, dall’Associated Press e da Forecast.io. Un flusso di informazioni personalizzate, soprattutto utili, che prende vita e si aggiorna autonomamente, ogni singolo giorno.

Lo specchio creato da Braun, infine, non prevede l’uso del touch screen ma funzionerà tramite il programma “Ok Google”, il supporto Android per le ricerche vocali. Il motivo è facilmente intuibile: in quei frangenti mattutini, in cui la fretta governa ogni nostro movimento, è sempre meglio avere le mani libere.

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Un lavoro (per ora) incompleto

Lo stesso Braun ammette che si tratta di una tecnologia costruita senza particolari pretese, nel tempo libero. Un vero “work in progress”: «Non ho dedicato molto tempo allo sviluppo del software. Ho scritto solo qualche centinaia di righe di codice e sto sperimentando diversi dispositivi per eseguirlo». Ma non per questo è certamente finita qui. L’ingegnere informatico ha deciso di occuparsene ancora e di aggiornare i suoi lettori sui progressi che seguiranno. E noi faremo lo stesso.