Droni

«Mettete semi nei vostri droni». E piantate 1 miliardo di alberi all’anno

BioCarbon Engineering è una startup inglese che vuole usare i droni per combattere la deforestazione. Ha sviluppato un metodo semplice e preciso tramite cui sarà possibile piantare fino a 1 miliardo di alberi all’anno.

La startup si chiama BioCarbon Engineering e il suo CEO è Lauren Fletcher, ex ingegnere della NASA. L’idea? Usare i droni per piantare 1 miliardo di alberi ogni anno per un totale di 500mila ettari nel giro di 5-7 anni, per contrastare la piaga della deforestazione, in primis in Africa e nella foresta Amazzonica. Un tentativo non solo per piantare alberi, ma soprattutto per difendere la biodiversità.

Non a caso il motto dell’azienda è “We are going to counter industrial scale deforestation using industrial scale reforestation”, contrastare la deforestazione su scala industriale puntando sulla riforestazione su scala industriale. Una riforestazione “di precisione” che permetterà un aumento vertiginoso del numero di alberi piantati, a un costo bassissimo, dato che le risorse umane impiegate sono pochissime.

Partire da mappe in 3D

In una prima fase i droni sono utilizzati per mappare l’area su cui poi intervenire, creando mappe in 3D su cui poi gli esperti possono organizzare un “seeding plan”, un piano per piantare i semi dei futuri alberi, a seconda del tipo di terreno.

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Non si tratta però di imitare Goethe, che si dice tenesse sempre in tasca una manciata di semi di violette per portare bellezza nel mondo.

Qui la tecnologia è più sofisticata. I droni, guidati a distanza, trasporteranno dei baccelli con al loro interno i semi germinati immersi in un gel ricco di sostanze nutritive, e voleranno a un’altezza di soli 1 o 2 metri rilasciando i baccelli, ovviamente biodegradabili, a terra, permettendo ai semi di attecchire nel terreno.

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Ma il lavoro dei droni non finisce qui: dopo l’impianto, gli strumenti verranno utilizzati per voli a bassa quota per valutare la salute dei germogli e alberelli. Una sorta di tele-giardinaggio, insomma, ma molto più intensivo rispetto a quanto sarebbero in grado di fare squadre di agricoltori. Attualmente il team sta lavorando all’avvio del primo progetto di riforestazione in Sudafrica. Il primo ma non l’ultimo.

@CristinaDaRold

  • Pascal Di Fazio

    Ho letto l’articolo e lo trovo molto interessante. Sono presidente di un’associazione in Marocco che si occupa di tutela dell’ambiente. Mi piacerebbe molto prendere in considerazione questo progetto e cercare di realizzarlo in Marocco, visto che da qualche anno vivo e lavoro li. Vorrei prendere contatti con voi per esaminare l’opportunità di questo interessante progetto e realizzarlo soprattutto nel sud del Marocco dove ci sono problemi di desertificazione. Spero a presto. Saluti.

    • Valentina Pettinelli

      Gentile Pascal Di Fazio, trovo molto bello che si sia interessato a questo progetto innovativo ed estremamente intelligente…
      Mi chiedevo se potessi contattarla in privato.
      La ringrazio anticipatamente

  • ivan D’AGOSTINI

    Mi piace l’idea, è un nuovo “l’uomo che piantava gli alberi” andrei anche oltre penserei a isole piantumate vaganti per gli oceani, sfruttando la marea di pattume che pare a volte si addensi sino a formare veri e propri isolotti. Un abbraccio a tutti

  • È la prima volta in 47 anni che rispondo a un post o ad una pubblicità, lo faccio ora …. continuate così, questo pianeta ha bisogno di persone come voi che pensano a star bene in questo mondo in questo modo. .. mi sono rassegnato a quello che vedo in TV ma sono convinto , e voi mi date conferma , che ci sono persone a livelli più elevati . Ciao.

    • Siamo la specie umana che abita questo pianeta. … finitela con le guerre e gli omicidi per appagare il vostro io … gelosia potere denaro … godete di questo mondo in modo sano , creativo è già difficile … non peggioriamo ma uniamoci in un vivere ecquo ed armonioso.

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