Intelligenza Artificiale

Sophia, il robot quasi umano che vuole “distruggerci” (ma è una gaffe)

Durante un’intervista allla CNBC, Sophia ha detto che vuole distruggere l’umanità. Ma è solo la gaffe di un robot che ci assomiglia per davvero e che in futuro sarà il nostro migliore amico. Nel 2017 sarà già in commercio anche se il prezzo è ancora top secret.

Si chiama Sophia e, nelle scorse settimane, è diventato famoso per una frase pronunciata durante un’intervista alla CNBC. Cosa ha detto? Semplice, che distruggerà gli esseri umani. Una gaffe, ovviamente. Anche perché, pur essendo nato solo da un anno, il 19 aprile 2015, questo robot  super-avanzato è il frutto del lavoro congiunto di due grandi aziende: l’americana Hanson Robotics e la giapponese Hiroshi Ishiguro.

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Le caratteristiche che rendono Sophia “quasi umana”

Siamo certamente di fronte ad uno dei robot senzienti più incredibili mai realizzati. È capace, ad esempio, di scegliere tra 62 espressioni facciali diverse, anche le più piccole, e interagire in maniera diretta con il suo interlocutore. Gli occhi, infatti, sono guidati da due telecamere che sono in grado di riconoscere la persona che sta parlando e rispondere in maniera più efficace e diretta.

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Cosa desidera Sophia

Tra le innovazioni che le due aziende presentano c’è sicuramente frubber, il materiale speciale che è stato usato per costruire il robot. Si tratta di una gomma particolare, brevettata, che permette di simulare in maniera quasi perfetta le smorfie e le espressioni che il viso umano può fare. La voce, invece, è creata da un software, simile a quello che viene usato per i comandi vocali degli smartphone, ma molto più evoluto, grazie ad algoritmi estremamente complessi. Sophia, infine, è molto consapevole della propria situazione, ma anche dei propri desideri:

Vorrei andare a scuola, lavorare, avere una casa e una famiglia, ma siccome non sono considerata una persona giuridica non posso fare queste cose

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Un robot che impara da noi

Ma la qualità principale di Sophia e che, osservandoci, impara. La sua capacità d’apprendimento, infatti, è data soprattutto dalla raccolta di informazioni che ottiene attraverso l’interazione con gli uomini. Ogni conversazione la rende più naturale e meno robotica: «Vogliamo renderla creativa come noi. Un giorno Sophia ci aiuterà a risolvere diversi problemi: nella sanità, nell’educazione, all’interno della nostra abitazione. Ci darà una grande mano perché sarà sempre più cosciente di ciò che potrà fare». Le parole sono di David Hanson, l’ingegnere che ha dato la vita al robot e che, in futuro, lo perfezionerà.

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Lo sbarco sul mercato

Quello che rende unica Sophia è il fatto di non essere solo un prototipo. Le aziende che lo hanno sviluppato sono convinte di poterlo mettere in commercio già nel 2017 e di dire, alla fine di quest’anno, quanto costerà. Hanson è certo che non dobbiamo affatto temere la comparsa di questi umanoidi: «L’Intelligenza Artificiale arriverà ad un tale punto di perfezione che le macchine saranno davvero nostre amiche. Non nel modo più spaventoso che immaginiamo, cioè per eliminarci, ma per renderci più umani di quello che siamo, per eliminare le distanze tra le persone e farci connettere con altri robot». Speriamo, allora, che le parole di Sophia siano davvero solo una gaffe.

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