Ambiente

L’incubatrice che alle Hawaii fa crescere velocemente i coralli | Video

Nasce l’incubatrice per i coralli hawaiani: accelerarne la crescita per salvare le coste dall’erosione. E diventano grandi quanto palloni da pallavolo, in pochissimo tempo.

I coralli hawaiani hanno un ritmo di crescita lento, rispetto a quelli che vivono nel resto del mondo. Questa caratteristica rende più difficile l’attuazione di progetti di conservazione. Alcuni biologi marini, che lavorano nell’arcipelago, hanno però ideato una soluzione che permetterebbe ad alcuni grandi blocchi di corallo di poter crescere in un lasso di tempo nettamente inferiore rispetto a quello di solito necessario per le specie hawaiane.

Credits foto: Hawaii DLNR

Credits foto: Hawaii DLNR

Una delicata ricostruzione

Secondo i dati diffusi dalla Aquatic Resources Coral Nursery, i coralli hawaiani crescono in media di un solo centimetro l’anno, contro i trenta centimetri annuali tipici di un qualsiasi corallo equatoriale. I coralli hawaiani sono inseriti in ecosistemi particolarmente ricchi, dove vivono migliaia di specie di pesci e invertebrati; per questo, la ricostruzione delle barriere non può assolutamente rischiare di compromettere il delicato equilibrio che caratterizza i fondali.

Credits foto: Hawaii DLNR

Coralli grandi come palloni

«Con l’attuale progetto avremo coralli della dimensione di un pallone da pallavolo entro l’anno», ha spiegato David Gulko, responsabile della Coral Nursery, «avere coralli di grandi dimensioni è importante perché aiuta a preservare il litorale dalla continua erosione. Abbiamo quindi dovuto mettere a punto una tecnica per accelerarne la crescita». 

Per raggiungere quest’obiettivo, gli scienziati stanno utilizzando i coralli che crescono vicino al porto, non facenti parte quindi delle barriere naturali. Una volta raccolti, vengono messi in quarantena, per assicurarsi che siano in buone condizioni e non siano stati a contatto con specie invasive.

Credits foto: Hawaii DLNR

Credits foto: Hawaii DLNR

Quindi, vengono tritati in parti molto piccole, perché i biologi possano lavorare su un numero più alto di campioni. Successivamente, i piccoli coralli vengono sistemati in vasche contenenti acqua di mare ed esposti a un tipo di luce molto simile a quello dei fondali marini.

Una volta cresciute a sufficienza, le porzioni di corallo geneticamente identiche vengono riassemblate, per essere poi trapiantate nuovamente nella barriera. Ecco il video sul progetto promosso dalla Hawaii Department of Land and Natural Resources:

[vimeo id=”155013389″]

Sara Moraca

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