Robotica

OceanOne, il robot subacqueo che recupera reperti e oggetti preziosi

Nato in collaborazione tra la Stanford University e l’Ateneo Saudita Kaust, OceanOne è un robot umanoide che promette di rivoluzionare il mondo delle esplorazioni subacquee. Soprattutto per recuperare preziosi reperti e curare ambienti delicati come le barriere coralline.

Grazie a OceanOne il mondo delle esplorazioni subacquee non sarà più lo stesso. Questo robot umanoide è capace, infatti, di perlustrare le profondità marine e riportare in superficie reperti preziosi o campioni naturali dal grande valore scientifico. A differenza di altri prototipi è un esemplare molto avanzato, ricco di sensori su braccia e mani per avvertire il peso degli oggetti e proteggerli una volta che sono stati individuati e recuperati.

[youtube id=”p1HmgP9l4VY”]

Chi ha creato OceanOne

Il robot è nato da una collaborazione tra la Stanford University e la King Abdullah University of Science and Technology, in Arabia Saudita. Il progetto iniziale mirava a creare una macchina, non particolarmente complessa, che fosse in grado di aiutare scienziati ed esploratori a conoscere in maniera più approfondita i segreti del Mar Rosso. Ma per realizzarla c’era il bisogno di affidarsi a chi già avesse sviluppato competenze ed esperienze nel settore della robotica, come l’Università americana.

Così, pian piano, il progetto si è ingrandito, aprendosi a nuove possibilità e raggiungendo nuovi traguardi.

scubabot-04-5f339a514b77e2ec40f220dfd3f9c2fdb

Le caratteristiche del robot

La prima cosa che colpisce è la somiglianza di OceanOne con l’essere umano. Gli arti superiori possono compiere azioni complicate essendo dotati di sensori di forza che informano il pilota sul peso degli oggetti. Ma quello che stupisce è la quantità di dati che OceanOne può analizzare, in pochissimo tempo. Dati che utilizza per muoversi correttamente e completare la missione senza danneggiare reperti di inestimabile valore. La sua presa, infatti, è salda ma anche delicata, i suoi movimenti decisi ma non avventati. Pochi rischi, insomma, e una certa affidabilità.

Il robot viene controllato da remoto tramite una coppia di joystick sofisticati. Il pilota, grazie a particolari sistemi, può sentire ciò che robot tocca e trattiene tra le mani. OceanOne possiede un cervello artificiale per lavorare in modo il più possibile autonomo. Non particolarmente alto, appena 150 centimetri, possiede anche diverse batterie, un computer e otto propulsori multi-direzionali.

tumblr_o6cpzue5MY1uqe00xo1_1280

I casi di emergenza e pericolo

La navigazione subacquea del robot è governata da telecamere e sensori che misurano tutto quello che accade nelle profondità oceaniche: dalle correnti alle turbolenze, dagli ostacoli agli “ospiti”. Quando il sistema si accorge che qualcosa non va il robot, automaticamente, si predispone per mantenere una posizione stabile e sicura. Questo vale anche per le emergenze: se il tutto non andasse a buon fine entrano in gioco alcuni motori per tenere ferme almeno le braccia e salvaguardare il materiale ripescato. E se l’impatto è inevitabile, l’umanoide attutisce il colpo con le braccia, minimizzando le conseguenze.

Una delicatezza che gli permetterà anche di lavorare tra le fragili barriere coralline

scubabot-03-4370d94c237b5e1d68302463daa384b2b

La prima missione, in Francia

Per testare l’efficacia di OceanOne si è deciso di affidargli una spedizione relativamente facile. La missione riguardava una nave appartenuta alla flotta di Re Luigi XIV, La Lune, affondata nelle coste meridionali della Francia, nel 1664. Il robot è stato in grado di individuare e recuperare un vaso del 18° secolo che oggi è affidato all’Università di Marsiglia. E vista la riuscita dell’operazione, l’Ateneo ha già identificato altri relitti da esplorare, tutti tra i 400 e i 1000 metri di profondità. Missioni complicate per l’uomo ma non per OceanOne.

Ti potrebbe interessare anche

Il monaco robot che spiega e racconta il Buddismo

Xain’er, pur essendo alto appena 60 centimetri, è un monaco robot “novizio” in grado di diffondere all’esterno la dottrina buddista. È programmato per rispondere a 20 argomenti diversi. Così la robotica unisce scienza e religione.

Il robot per velocisti che corre come Usain Bolt

Commissionato dalla Puma è stato realizzato da ingegneri della NASA e del MIT di Boston. Può raggiungere la velocità toccata da Usain Bolt, per il suo record del mondo, durante i mondiali del 2009.

La spesa a casa con un robot: la nuova startup dei co-founder di Skype

Costi contenuti, nessun impatto ambientale e tempi di attesa (quasi) annullati: la rivoluzione per la consegna di merce a domicilio si chiama Starship. E arriva dai co-founder di Skype

Liam, il robot della Apple che smonta e ricicla gli smartphone

Liam è il robot della Apple che avrà un compito importantissimo: smontare i vecchi iPhone e riciclarne i pezzi. Rappresenta, una volta di più, l’impegno che l’azienda ha deciso di prendere nei confronti dell’ambiente.

Il motore di ricerca della moda cresce e aggiunge altre città | Papèm

La startup, guidata da Alberto Lo Bue e Carlo Alberto Lipari, dopo aver ricevuto il premio Endeavor ai MYllennium awards, ha annunciato che l’espansione non si fermerà fino a quando Papèm non sarà presente in ogni angolo di tutte le città

Efficienza energetica in edilizia. La call di Klimahouse Startup Award

C’è tempo fino al 20 novembre per partecipare alla seconda edizione della call per startup europee attive nell’ambito delle tecnologie legate allo smart building, allo smart living e alla smart city che mettano al centro del proprio operato la sintonia tra uomo e natura

Prodotti tech certificati in base alla (cyber) sicurezza | La proposta di Andrus Ansip

Il vicepresidente della Commissione europea pensa ad una rete di uffici di cybersecurity diffusi in tutti gli Stati dell’Unione, incentrati sulla certificazione delle misure di sicurezza informatica attuate dai prodotti