Biologia

Rimossi i geni dell’HIV da animali vivi. È la prima volta al mondo

Un nuovo passo avanti nella cura dell’HIV: un team della Temple University è riuscito a rimuovere geni HIV da animali vivi, usando le sequenze CRISPR. I ricercatori hanno creato un paio di “forbici molecolari” per rimuovere i geni virali e infettivi.

Per la prima volta al mondo alcuni scienziati della Temple University (Philadelphia) sono stati capaci di eliminare i geni dell’HIV dal genoma di animali infetti, ottenendo il 50% di successi nel campione. Uno storico passo avanti nella ricerca sulla malattia, messo a segno dal team guidato da Kamel Khaili del Comprehensive NeuroAIDS Center.

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Forbici molecolari fatte di DNA

Lo studio, pubblicato nella rivista Gene Therapy, è stato condotto su topi e ratti. Il team ha manipolato le cavie per introdurre nel loro corpo i geni dell’HIV. Grazie ai segmenti di DNA denominati CRISPR, i ricercatori hanno creato un paio di forbici molecolari che hanno usato per rimuovere i geni virali che infettano il cervello, le orecchie, il fegato, i reni, i polmoni, la milza e anche il sangue.

Khalili ha già usato CRISPR per rimuovere l’HIV da cellule prelevate da persone sieropositive, ma il successo ottenuto usando la stessa tecnica su animali vivi è un significativo passo avanti verso lo sviluppo di un possibile trattamento o persino cura per i pazienti affetti da HIV e AIDS.

Secondo gli esperimenti condotti dal team, questo metodo è riuscito a eliminare il virus nel 50% delle cellule infette.

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E per l’uomo?

«Non sarà difficile applicare questa tecnologia a veri pazienti. Non si deve nemmeno portare il paziente in una clinica per un trapianto di midollo spinale o altre tecniche complicate. Lo si potrà fare in ogni tipo di circostanza», ha spiegato Khalili a Futurism.com.

Il team attualmente sta studiando il dosaggio ideale e monitorando i possibili effetti collaterali. Ma dato che la molecola CRISPR colpisce solo i geni HIV, il team crede che sarà improbabile riscontrare effetti indesiderati. «Il primo passo è rendere permanentemente inattivi questi virus incorporati nelle cellule», ha dichiarato Khalili. «Se potremo farlo, se raggiungeremo quel livello, allora saremo in grado di mettere a punto cure individuali o ottenere una cura sterilizzante». Sarà una lunga strada, ma sembra diventare giorno dopo giorno un po’ più luminosa.

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