news

DeepText, così Facebook imparerà a capire tutto quello che scriviamo

DeepText analizzerà migliaia di frasi e parole scritte dagli utenti in ben 20 lingue diverse, cercando di coglierne non solo il significato ma anche le connessioni. Più scriveremo su Facebook, più DeepText imparerà dai nostri post (e ci fornirà contenuti personalizzati)

Ogni minuto su Facebook vengono condivisi 400 mila post e 125 mila commenti. Scrivere è il modo più diretto in cui interagiamo con i nostri contatti, per non parlare di quanti messaggi scorrono dietro le quinte del diario, su Messenger. Mark Zuckerberg ha dato poco soprannominato la sua creatura “piattaforma per le idee”, una cassa di risonanza capace di far emergere pensieri, punti di vista e dichiarazioni da ogni parte del mondo. Finora si è limitata a fare da ponte digitale tra persone fisiche, ma se questo medium passivo diventasse in grado di ascoltare le nostre parole e risponderci?

facebook-claims-new-deeptext-ais-accuracy-nearly-humane

DeepText, l’Intelligenza artificiale di facebook

Questo è l’obiettivo del nuovo sistema di intelligenza artificiale che verrà introdotto nel social network. Si chiama DeepText e analizzerà migliaia di frasi e parole scritte dagli utenti in ben 20 lingue diverse, cercando di coglierne non solo il significato ma anche le connessioni. Gli sviluppatori puntano inoltre a comprendere forme di slang, modi di dire e intenzioni nascoste in ciò che scriviamo.

Una comprensione che vada oltre la mera registrazione dei contenuti, ma capace di offrire risposte attinenti e reazioni contestualizzate al messaggio ricevuto.

Qualche esempio? Immaginate di scrivere un post su un tema o un evento particolare. Sulla Timeline, Facebook lo renderà visibile soprattutto alle persone che potrebbero interessarsi al contenuto per ottimizzare le interazioni utili. Volete vendere un oggetto in un gruppo? Appena descriverete il prodotto con relativo prezzo, il sistema carpirà al volo la vostra intenzione proponendovi strumenti adeguati per un annuncio efficace in grado di intercettare possibili acquirenti.

1a

Un progetto “deep learning”

DeepText è un progetto per la comprensione del testo che rientra nel cosiddetto deep learning, campo di ricerca che ha lo scopo di permettere alle macchine di imparare da sole. Si basa su diversi tipi di reti neurali, software usati per simulare il comportamento dei neuroni e del cervello biologico, riuscendo ad analizzare sia le parole che le singole lettere. Grazie a questi programmi, il sistema diventa capace di imparare con l’esperienza e di adattarsi alle più svariate situazioni.

Più scriveremo su Facebook, più DeepText imparerà dai nostri post. In questo modo il social network fornirà contenuti sempre più congeniali ai temi che cerchiamo, attirando facilmente la nostra attenzione. I risultati influenzeranno anche il nascente campo dei bot, gli assistenti digitali che l’azienda di Zuckerberg sta già implementando in Messenger.

I bot, a cui possiamo scrivere come a qualsiasi nostro contatto, diventeranno abili a interpretare le nostre richieste proponendo le giuste soluzioni senza quasi renderci conto di parlare con un robot.

Ma la privacy?

L’analisi verrà attivata sia per i contenuti pubblici sia… per i messaggi privati. Si, avete capito bene, anche ciò che scrivete ai vostri amici e conoscenti verrà letto dalla IA di Palo Alto. Una situazione che potrebbe sollevare qualche nuovo dubbio sulla privacy del servizio, aprendo azioni legali sempre più frequenti nei confronti dell’azienda. Di contro Facebook cerca di sottolineare gli aspetti positivi di questo “grande orecchio”, ossia la possibilità di intercettare prontamente anche messaggi offensivi, abusi e bullismo online. Ma siamo sicuri che per ogni violazione della privacy, un aspetto positivo sia una giustificazione soddisfacente?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare anche

Apple, Facebook, Google: così la Silicon Valley diventerà una nuova Versailles

Un articolo dell’Economist racconta i progetti architettonici che stanno cambiando la Silicon Valley. Rinnovabili, open space e moltissimo verde. Così presto si parlerà di nuova Versailles portando molti più turisti. Ma c’è un rischio? Forse sì.

Arrivano dal Giappone gli occhiali che proteggono la nostra privacy (rendendoci invisibili)

Creati dal National Institute of Informatics nipponico, nascono per contrastare le tecnologie per il riconoscimento facciale. Grazie a delle lenti speciali non consentono alle fotocamere di mettere a fuoco il volto. Si chiamano Privacy Visor e saranno in commercio da giugno.

Bird, l’anello che trasforma il mondo in un grande schermo touch

Bird, inventato da una startup israeliana, è il device che, una volta infilato al dito, consentirà di scorrere uno schermo, spostare e afferrare le cose, rendendo qualsiasi spazio completamente interattivo.

E se la Stampa 3D fosse già superata? Ecco il futuro 4D printable

In un presente in cui il progresso corre veloce è possibile già affermare che la stampa 3D inizi a essere “obsoleta”. Il motivo? C’è un mondo in divenire, quello del 4D printable, che si fa sempre più spazio. Ecco come.

Exit per Tilt, l’app di social payment comprata da Airbnb per 12 milioni

Airbnb ha versato 12 milioni in cash nelle casse startup che facilita lo scambio di soldi tra persone via mobile, ma tra decine in bonus per i fonunders e scambi di quote l’ammontare totale dell’operazione ammonterebbe a 60 milioni

Disney ha acquisito MakieLab, la startup della prima bambola stampata in 3D

MakieLab dal 2012 produce giocattoli con la fabbricazione digitale. La famosa casa di intrattenimento per bambini l’aveva già accolta nel suo programma di accelerazione nel 2015 e ora ne assorbirà tecnologia e piattaforma