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Se l’aria diventa più pulita, il WiFi è gratis: le casette di TreeWiFi

L’idea delle TreeWiFi arriva da Amsterdam. Quando l’inquinamento cala, le casette si illuminano di verde e premiano i cittadini con il WiFi gratuito intorno all’albero. Se non cala, niente WiFi. Così alcuni ragazzi olandesi cercano di sensibilizzare la popolazione sul tema ambiente, premiandola.

Quelle di TreeWiFi sono piccole casette da appendere agli alberi, simili alle bat-box. Solo che non contengono famiglie di pipistrelli bensì un sensore per l’inquinamento e un router WiFi. Quando l’inquinamento cala, le casette si illuminano di verde e premiano i cittadini con il WiFi gratuito intorno all’albero. Se non cala, niente WiFi: l’idea è creare mappe iperlocali della qualità dell’aria, coinvolgendo i cittadini di ogni quartiere nel monitoraggio e incoraggiandoli a prendere parte al cambiamento.

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L’importanza del coinvolgimento civico

Il merito di questa iniziativa, prevista ora per la sola città di Amsterdam, è di Joris Lam. Che ha installato la prima casetta, pianificando di procedere con almeno altre cinque nei quartieri più inquinati della città, entro l’anno. «Qui nei Paesi Bassi sentiamo spesso parlare di come la nostra qualità dell’aria sia una delle peggiori di tutta Europa, ma l’inquinamento non è qualcosa che puoi vedere», racconta Lam in un’intervista a City Lab. Così ha deciso di provare a cambiare le cose con le casette TreeWiFi, progettate e realizzate insieme ai colleghi Jeroen Bults, Martijn Schut, Olger Warnier e Antoine Zenieer. Guardando agli ultimi rapporti sull’inquinamento ad Amsterdam, che nell’European clean air ranking ha ricevuto una “D+” (ben al di sotto di Londra, Parigi e dei suoi livelli degli anni precedenti), 11 aree della città superano il limite d’inquinamento stabilito come tetto massimo dall’Unione Europea.

Come i cittadini di molte altre grandi città nel mondo, quelli di Amsterdam sono ben consapevoli che l’aria che respirano nelle aree urbane è tutto fuorché salubre. L’obiettivo di Lam non era solo ribadire il concetto, ma convincerli a prendere parte al cambiamento con un monitoraggio che li coinvolgesse, a livello di quartiere, spronandoli a fare scelte più environmental-friendly nella vita di tutti i giorni.

Ad esempio organizzarsi con il vicino di casa per utilizzare una solo auto negli spostamenti che lo consentono.

Perché non fare la spesa insieme, o raggiungere il centro con un solo mezzo ma trasportando più persone? Rientrati i livelli di inquinamento eccessivo, le casette lo segnalano con un’apposita indicazione luminosa: diventano verdi e regalano la connessione intorno all’albero. Se l’inquinamento non rientra, la casetta resta verde e non ci si connette. Vi siete mai imbattuti in questa immagine?

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L’importanza di premiare un impegno

Difficile non pensarci di fronte a un progetto come TreeWiFi. Lam e colleghi vedono il loro lavoro come un paradigma diverso rispetto alle classiche iniziative per ridurre l’inquinamento, che finiscono per «farti sentire limitato come cittadino…come se ti puntassero il dito addosso», dice Lam. Lo sa bene chi si vede costretto a lasciare l’auto a casa nelle giornate a targhe alterne, tanto per dirne una, ma nonostante le migliori intenzioni a fare la sua parte non ha a disposizione un efficiente sistema di trasporti pubblici per spostarsi in modo alternativo. A quel punto hai cittadini non solo limitati, ma potenzialmente arrabbiati. E di sicuro poco propensi a farsi coinvolgere. Lam voleva lasciarsi alle spalle tutto questo, partendo dall’iperlocale e premiando le persone che partecipano.

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Quanto costa TreeWiFi

Una casetta ha un costo di circa 500 euro, non ancora “inexpensive” come la vorrebbero ma sulla strada per diventarlo, con una versione più economica in arrivo per i consumatori. Nella città di Amsterdam ci sono già alcuni sistemi di monitoraggio, implementati anche in funzione dei cattivi risultati negli ultimi ranking, ma alcune zone restano al di fuori dei controlli ufficiali. I dati raccolti da TreeWiFi saranno a disposizione delle autorità per meglio comprendere l’inquinamento, mentre i cittadini si serviranno di una app per fare lo stesso nei loro quartieri.

Accedendo all’app potranno leggere anche consigli e indicazioni su come ridurre l’inquinamento, dalle “domeniche car-free” fino a pratiche linee guida per diminuire le emissioni quando si sta al volante. Lam vede tutto questo come una sorta di ponte verso la conversione alle auto elettriche, che si augura avvenga il prima possibile ed è già incoraggiato a livello cittadino.

@Eleonoraseeing

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