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Con Bioo ricarichi (tre volte) lo smartphone con le piante

Bioo è una tecnologia in grado di sfruttare la fotosintesi clorofilliana per produrre elettricita e ricaricare i device. Da dicembre sarà sul mercato.

Energia elettrica prodotta con la fotosintesi clorofilliana delle piante. Fantascienza? No, è la promessa di Bioo, tecnologia realizzata dalla Arkyne Technologies, che si ripromette di cambiare il mondo in cui ricarichiamo il nostro smartphone. Gli scienziati dell’azienda con sede a Barcellona stavano lavorando al progetto da diversi anni e la tecnologia è stata finalmente realizzata.

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Come funziona Bioo

Il meccanismo è geniale: si sfrutta infatti il processo fotosintetico, attraverso cui le piante usano la luce solare per trasformare l’anidride carbonica e l’acqua in ossigeno e composti organici. Bioo, grazie ad alcuni batteri, rompe i legami chimici dei composti organici e canalizza gli elettroni che vengono rilasciati in alcuni nanofili.

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La potenza elettrica che ne deriva è quella di una classica porta Usb, a cui si può connettere un device per ricaricarlo. La capacità elettrica così generata da ogni pianta è in grado di garantire tre ricariche complete dei device al giorno (il dato dipende però dal tipo di pianta e dal device).

Alcune piante, come il cactus, sono in grado di generare meno elettricità.

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La campagna crowdfunding

Gli scienziati che hanno sviluppato Bioo sottolineano come un altro importante fattore di incidenza sia determinato dalla salute della pianta: una pianta in condizioni ottimali dovrebbe produrre fino a 40 watt. Per trasformare il progetto in realtà la Arkyne Technologies ha lanciato una campagna di crowdfunding su Indiegogo, che ha permesso all’azienda di raccogliere il tempo record la cifra necessaria (17mila euro) per realizzare il prototipo. Chi ha deciso di investire almeno 79 euro nella campagna, riceverà Bioo prima del suo lancio ufficiale sul mercato, previsto per dicembre 2016.

 

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