Sara Mauri

Sara Mauri

Lug 13, 2016

Pink Light, la luce rosa che ti ricorda di lasciare il posto ad una donna incinta

In Corea del Sud la sperimentazione di un dispositivo wireless che si attiva quando una donna incinta sale sui mezzi pubblici.

Siamo tutti assorti e concentrati sui nostri schermi e spesso non ci rendiamo conto di quello che vediamo attorno a noi. Non ci accorgiamo di un cielo azzurro, della bellezza di un monumento, di una piccola via, della gioia di un sorriso. A volte, dimentichiamo che siamo esseri umani con bisogno di socialità non mediata. Questo è un inconveniente della società moderna, diffuso soprattutto nei paesi dell’est (come la Corea del Sud).

I cellulari catalizzano sempre di più la nostra attenzione: mangiamo con il cellulare davanti, camminiamo con il cellulare, dormiamo con il cellulare sotto il cuscino. Ma guardare sempre lo schermo può essere un problema: mentre camminiamo, a volte, non guardiamo neppure dove stiamo andando. Pink Light è un progetto nato in Sud Corea per risolvere quello che ormai è diventato un problema sui mezzi di trasporto cittadini, dove i cellulari sono il mezzo principale per passare il tempo.

The Pink Light

Una luce rosa

Tutti i coreani, ormai, sui sedili di bus, tram e metropolitane hanno in mano un dispositivo. La nuova campagna, lanciata nella città coreana di Busan, mira a ricordare alle persone che utilizzano i mezzi di trasporto metropolitani di cedere il proprio posto quando si trovano davanti una donna incinta. Le donne in stato interessante hanno a disposizione un chip wireless da portare con sé e, quando una donna con il chip entra in un mezzo pubblico, nella corsia dedicata alle sedute per donne incinte si attiva una luce rosa.

Questo segnale serve ad avvertire i passeggeri, a ricordare loro che devono cedere il proprio posto e ad evitare alle donne il fastidio di “chiedere”.

La luce rimane accesa fino a quando la donna non si è seduta. Il progetto pilota è durato 5 giorni e ha coinvolto 500 donne (come riferisce la BBC).

E in Italia?

In teoria, alzarsi e lasciare il proprio posto a sedere dovrebbe essere un dovere morale, oltre che un atto di gentilezza e civiltà. Progetti simili sono stati attivati anche a Londra e in Giappone. In Corea del Sud e a New York, alzarsi è anche un dovere civico ed è stabilito per legge. Sarebbe bello che “alzarsi per lasciar sedere” donne incinte, bambini, persone con disabilità e anziani fosse la regola. A New York è anche prevista addirittura una multa per gli inadempienti. Ma anche in Italia siamo molto sensibili a questo tema. La città di Milano, a marzo 2016, ha lanciato bellissimo progetto: negli Atm-Point sono state distribuite gratuitamente 1000 spille colorate con la scritta “posso sedermi?”E, sì. Certo che puoi sederti. Non ci dovrebbe essere neanche bisogno di chiedere.

Sara Mauri

@SM_SaraMauri

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