Realtà Virtuale

Gli occhiali di Eyefluence ci permetteranno di usare il computer solo con gli occhi

Grazie al sistema di interazione visiva si può navigare sullo schermo e cliccare icone senza usare le mani. Ora la startup californiana punta a integrare la sua tecnologia nella realtà virtuale e aumentata

Serve del tempo perché il cervello reagisca a quello che vedono gli occhi e decida di agire e comandare alle mani o ad altri arti cosa fare. È un tempo infinitesimale, certo, che, però, può essere ulteriromente ridotto. Prova a farlo Eyefluence, la startup californiana che ha sviluppato degli speciali occhiali in grado di permettere il controllo visivo del computer. In sostanza, l’utente può navigare e spostarsi sullo schermo del pc muovendo semplicemente gli occhi, senza bisogno di ricorrere alle mani.

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Il Ceo di Eyefluence Jim Marggraff mentre indossa il dispositivo

Cliccare sulle icone usando lo sguardo

Il dispositivo si chiama Eyefluence iUi. È dotato di un HMD (head mounted display) e sfrutta la tecnologia dell’interazione visiva. Trasforma cioè l’intenzione in azione attraverso gli occhi. È il primo prototipo di questo genere al mondo ed è in grado di sincronizzare la biologia con la tecnologia. Gli occhiali da realtà aumentata permettono all’utente di cliccare sulle icone usando solo lo sguardo. «E non c’è bisogno di muovere le palpebre o aspettare», precisa a Techcrunch  Jim Marggraff, founder e Ceo di Eyefluence. Eyefluence iUi può essere utilizzato per fare qualsiasi cosa, dalla scrittura di testi agli acquisiti in rete. Lo scopo della startup della Silicon Valley è quella di integrare il sistema nella realtà virtuale, in quella aumentata e in quella mista che al momento non hanno a disposizione una possibilità di interazione diretta con lo schermo come questa. Sarebbe perciò un’innovazione in grado di assicurare all’utente un’esperienza del tutto naturale. «Stiamo lavorando con le maggiori aziende produttrici di dispositivi HMD», aggiunge Marggraff.

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Marggraff dimostra l’utilizzo di Eyefluence iUi

L’importanza della user experience

Il dispositivo richiede una minima autonomia energetica e si adatta alle diverse condizioni di illuminazione dell’ambiente e ai diversi utenti perché è in grado di riconoscere l’iride. Tutto quindi si concentra sulla user experience, dagli algoritmi che permettono il funzionamento di iUi, all’hardware e al design del dispositivo. Gli sviluppatori di Eyefluence hanno per prima cosa studiato la biologia interna ed esterna dell’occhio e hanno così realizzato dei sistemi di simulazione visiva. È a partire da quei test che sono arrivati a iUi. Ed è proprio in virtù di questo lungo studio che sono convinti di poter superare gli altri esperimenti simili rivelatisi poi fallimentari come Google Glass. Il team di Eyefluence comprende esperienze diverse nel campo dell’ottica, dell’ingegneria meccanica, dell’intelligenza artificiale, dell’informatica. Tutte al servizio della realizzazione di un sistema di interazione visiva efficace.

21, 6 milioni di dollari in 3 anni per Eyefluence

La startup Eyefluence ha sede a Milpitas in California. È stata fondata da Jim Marggraff e da David Stiehr nel 2013. Nel 2015 ha raccolto 21,6 milioni di dollari di investimenti in due round. A puntare su Eyefluence sono stati cinque investitori: Jazz Venure Partners, Motorola Solutions Venture Capital, NHN Investment e Intel Capital.

 

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