Ambiente

Oas1s, il progetto che mostra come saranno le case sull’albero del futuro

L’architetto olandese Raimond de Hullu ha realizzato un concept abitativo sostenibile per umani e alberi. Il progetto si chiama Oas1s e offre l’illusione di poter davvero vivere sospesi da terra.

È il sogno di ogni bambino: costruire e vivere in una casa sull’albero. L’architetto olandese Raimond de Hullu sembra aver trovato il modo di realizzare questo ancestrale desiderio, sviluppando un concept abitativo sostenibile per umani e alberi. Il progetto si chiama Oas1s e offre – anche se solo sulla carta per ora – l’illusione di poter davvero vivere sospesi da terra e circondati da rami e foglie.

Oas1s - RaimundDuHullu

Una architettura più green

L’architetto de Hullu ha immaginato una mini giungla possibile da ricreare anche in un centro cittadino, in cui “natura e architettura diventerebbero un tutt’uno”, creando “una comunità simile a una foresta”, popolato da foglie e case sull’albero, inserite in un contesto “organico e pubblico, compatto e privo di automobili“.

Sembra un sogno, vero? Ma ci si può davvero abitare?

Questi lussureggianti boschi pensati da de Hullu innanzitutto non sembrano economici. Tuttavia le strutture pensate dall’architetto olandese potrebbero essere potenzialmente installate ovunque. Si tratta di costruzioni realizzate rispettando il 100% dei criteri di eco-edilizia, ispirate agli standard Cradle to Cradle. Ogni mini grattacielo verde è pensato per avere le dimensioni di una media di tre alberi.

OAS1S Raimond De Hullu

Come sono fatte

Fatte in legno riciclato, le case saranno costituite da tre stanze e sovrastate da pannelli solari. Saranno dotate di un sistema per la raccolta dell’acqua piovana e prevederanno la possibilità di incorporare altre tecnologie che rendano l’abitabilità sostenibile, proprio come le tradizionali case sull’albero sognate dai bambini di tutto il mondo. “Le unità abitative saranno fatte con legno e foglie, raccoglieranno sole e acqua e sprigioneranno ossigeno, riparo e cibo”, spiega de Hullu.

Anche gli interni delle case prefabbricate del progetto Oas1s rispecchieranno le “cabin” americane, con circa 160 metri quadri distribuiti nei quattro piani della struttura personalizzabile. Certo la vista dalla torre-albero potrebbe essere problematica in un centro urbano. “Ogni piano ha luce garantita da larghe finestre con una loggia o un balcone francese”. I tripli vetri sono perfettamente isolati per evitare dispersioni energetiche.

Accanto alle case unifamiliari, de Hullu ha immaginato strutture più ampie, che possano adattarsi alle esigenze di più famiglie o da destinare a usi commerciali.

1469880893

La nascita dell’idea

L’idea viene dal passato di de Hullu. “Sono cresciuto nella campagna sud-orientale olandese e ho trascorso molto tempo nel bosco o in spiaggia. Ecco perché amo molto la natura, mentre l’amore per l’architettura è sbocciato quando mio padre ha iniziato a costruire una casa. Sono sempre stato affascinato da entrambi gli elementi e ho cercato di creare una fusione tra i due”.

Nonostante le costruzioni di de Hullu possano sembrare costose, l’obiettivo di Oas1s è di creare una comunità egalitaria, non esclusiva, che possa vivere alla pari nella natura. Infatti il progetto già sulla carta dichiara di voler seguire il modello Community Land Trast (CLT), un programma che offre alloggi a prezzi accessibili, in cui la terra è di proprietà di organizzazioni non profit che l’affittano a singoli individui. Al momento de Hullu è alla ricerca di una città a stretto contatto con la foresta in cui erigere il primo stabile Oas1s.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’incredibile storia di Mashape e Augusto Marietti (che ha fatto bene a lasciare l’Italia quando gli dicevano “sei troppo giovane”)

A 18 anni aveva inventato Dropbox prima di Dropbox, ma nessuno lo finanziò. Poi, quando con 2 amici ha lanciato Mashup, un marketplace dove gli sviluppatori vendono “pezzi” di software, ha scelto di lasciare l’Italia, destinazione San Francisco. L’idea piace, e ci credono anche il papà di Uber e quello di Amazon e oggi la sua azienda vale decine di milioni di dollari. No, non è un film: è la storia di Augusto Marietti

Dal sushi alla Coca-cola, un progetto ci mostra quanto zucchero c’è negli alimenti

SinAzucar è il progetto spagnolo che fotografa gli alimenti che si trovano comunemente nelle nostre case per mostrarci quanto zucchero raffinato effettivamente contengono

Dai soldi al network, i 4 contributi delle corporate alle startup. Il caso Tecno a Napoli

Il contributo di una corporate alla startup, secondo L’advisor Giovanni De Caro, dovrebbe essere erogato secondo una precisa scala di priorità. L’open innovation di una società di Napoli e le modalità di investimento nelle startup