Sara Mauri

Sara Mauri

Lug 21, 2016

Il piccolo “origami robot” che salverà la vita ai bambini che ingeriscono le batterie

Al MIT lavorano ad un robot in grado di catturare ed espellere elementi estranei dal corpo umano, come micro oggetti ingeriti dai piccoli

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) stanno lavorando alla sviluppo di un piccolissimo robot ingeribile. L’esperimento è stato chiamato origami robot, perché si tratta di un piccolo oggetto a forma di fisarmonica piegato come un origami e congelato in una capsula di ghiaccio. Il robot potrebbe ricucire ferite, veicolare medicinali e anche rimuovere corpi estranei. «Quando arriva allo stomaco, il ghiaccio si scioglie e il robot si sviluppa. Possiamo anche guidarlo in una posizione ben precisa» ha dichiarato la professoressa Daniela Rus, che dirige la sezione Computer Science e il Laboratorio di Artificial Intelligence del MIT.

origami robot

Catturerà le batterie ingerite dai bambini

C’è ancora molta strada da fare prima che il dispositivo possa essere utilizzato nella pancia di un uomo (e anche di un animale). Nel frattempo, i ricercatori hanno provato il dispositivo in uno stomaco artificiale di silicone. Daniela Rus ha dichiarato che una delle missioni più importanti del robot potrebbe essere quella di salvare la vita dei bambini che ingoiano le pile che tutti abbiamo in casa. In caso di ingestione, una batteria arriva a bruciare rapidamente il rivestimento dello stomaco: un incidente che può essere fatale. I robot potrebbero riuscire a trovare la batteria, catturandola ed espellendola prima che causi troppi danni. Una volta catturata, la batteria verrebbe espulsa attraverso il tratto gastrointestinale.

Si sposterà nello stomaco guidato da un joystick

La struttura flessibile del robot è anche biodegradabile: il robot è costruito con lo stesso intestino di maiale che viene utilizzato per confezionare i budelli delle salsicce. Prima di riuscire a trovare il materiale giusto per riuscire a far sciogliere il corpo del robot (una volta terminata la sua missione) i ricercatori hanno perlustrato i mercati di Boston «hanno cercato carta di riso, carta da zucchero, idrogel: i più disparati tipi di materiale. Ma, ha aggiunto Ruz – abbiamo riscontrato che budello ha le migliori proprietà quando si tratta di piegatura, dispiegamento e controllabilità. Non sarebbe difficile averne anche una versione kosher. Incapsulato nel suo corpo carnoso, contiene un magnete al neodimio e si presenta come un cubo di metallo molto piccolo». Sono le forze magnetiche a controllare i suoi movimenti. I ricercatori usano dei joystick per il controllo remoto e riescono, così, a modificare il campo magnetico: questo permette al robot di scivolare e scivolare attraverso lo stomaco.

Come ingoiare un un cubetto di ghiaccio

Ma fa male ingerire un robot? Secondo un membro del team di ricerca Steve Guitron, laureato al MIT in ingegneria meccanica, no: «Ingoiare un cubetto di ghiaccio sarebbe molto simile». La squadra del MIT ha richiesto il brevetto per l’invenzione. La ricerca è stata presentata questa primavera, in Svezia, durante una conferenza di robotica. La direttrice del Computer Science e del Laboratorio di Artificial Intelligence del MIT ha detto che le aziende mediche hanno espresso interesse per le possibili applicazioni cliniche. I trial, per condurre studi umani e animali, richiedono di passare attraverso un processo di regolamentazione.

Utile anche nelle biopsie

Potrebbero volerci almeno una decina di anni prima che il dispositivo possa effettivamente venire usato negli ospedali. Potrebbe essere una promessa nell’esecuzione di biopsie sostiene William Messner, professore di ingegneria meccanica presso la Tufts University del Massachusetts (non coinvolto nel progetto). Sempre secondo Messner, la Food and Drug Administration dovrebbe essere coinvolta in qualcosa di simile perché alla FDA sono molto attenti a qualsiasi tipo di strumento medico. Ma«il vero problema è: cosa potrebbe succedere se il dispositivo si bloccasse?». Il progetto del “robot origami” è un progetto multidisciplinare che si inserisce nel crescente settore della robotica morbida. Boston, in particolare, è un hub importante. Qui si studiano e progettano macchine realizzate con materiali flessibili che possono cambiare forma e dimensione.

Sara Mauri

@SM_SaraMauri

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