Shecall, il bracciale (italiano) che protegge le donne in caso di aggressione

Avvisa i numeri scelti per le situazioni di emergenza inviando un messaggio con numero di telefono, un tasto per una chiamata rapida e una mappa per sapere dove raggiungere la persona in pericolo. Allo stesso tempo il bracciale si illumina e vibra, mentre il telefono inizia a suonare.

“Una situazione di pericolo si presenta quasi sempre in modo inaspettato…cogliendoti impreparata”. Che sia durante una passeggiata con gli amici, un pomeriggio di shopping oppure al rientro a casa dal lavoro: Shecall  è nato proprio per far sentire le donne più sicure nella loro vita quotidiana. È un bracciale elettronico che entra in azione quando ce n’è bisogno. Studiato nei minimi dettagli, sa essere “discreto, amico, tacito e alleato”, ascoltando i battiti del cuore di chi lo indossa.

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Grazie a dei biosensori integrati, è in grado di rilevarne i cambiamenti e si attiva collegandosi all’app. Avvisa i numeri scelti per le situazioni di emergenza inviando un messaggio con numero di telefono, un tasto per una chiamata rapida e una mappa per sapere dove raggiungere la persona in pericolo. Allo stesso tempo il bracciale si illumina e vibra, mentre il telefono inizia a suonare.

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Un’idea nata da una necessità

“Una sera ero fuori con mia cugina e abbiamo notato un’auto con quattro uomini all’interno che stava passando più volte davanti a noi” racconta Daniele Treccani, CEO di Shecall. “A un certo punto si sono fermati, hanno tirato giù il finestrino e le hanno chiesto a lei di salire.  All’ennesimo ‘no’ hanno spento la macchina e sono scesi. Ho pensato che ormai era fatta, che sarebbe successo qualcosa di spiacevole. Stavano cercando un pretesto per avviare una rissa con me. Fortunatamente in quel momento sono passate delle persone che hanno visto la scena e sono intervenute. Hanno minacciato di chiamare i carabinieri e così i quattro sono andati via.”

 

 

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Daniele Treccani, CEO di Shecall

 

La nascita di un’idea (e di una società)

Dopo questo episodio, Treccani inizia a informarsi su un dispositivo che potesse essere d’aiuto a sua cugina, ma quello che trova sul mercato chiede in ogni caso un’azione da parte dell’utente. “Ripensando a quella sera ho capito che si vive l’attimo, non si ha il tempo di riflettere. Allora mi è venuto in mente che noi abbiamo una reazione fisica nel momento in cui percepiamo che la nostra vita è in pericolo. Se fosse stata così forte da non essere considerata ‘normale’, poteva anche essere rilevabile, permettendo al sistema di sentirla e di intervenire.”

Un’intuizione poi confermata dai medici che Treccani consulta per avere dei riscontri precisi sull’idea che sta sviluppando.

È il 2013 e lui, da sempre appassionato di innovazione e startup, decide di andare avanti, confortato anche dalle loro reazioni estremamente positive. Dopo un periodo trascorso a cercare professionisti – di software, elettronica, meccanica e design -che potessero lavorare con lui alla realizzazione di Shecall, e a elaborare le caratteristiche che potessero rendere il prodotto pratico, bello e funzionale, nel febbraio 2015 viene costituita la società Dares Technologies srl.

 

Shecall ("Il render non è ancora definitivo" fa sapere Treccani )

Shecall (“Il render non è ancora definitivo” fa sapere Treccani )

 

Il futuro di Shecall

Shecall è considerato un dispositivo interessante e il gruppo trova dei primi investitori, tra cui anche un medico che crede da subito nella bontà di questo progetto. Vengono realizzati diversi prototipi, fino ad arrivare a quello che più si avvicina alle qualità e le funzionalità che il team sta cercando. Ora la società sta individuando nuovi investimenti per affinare l’ultima versione. Il design è curato da Stefano Soave: grazie a lui l’azienda ha potuto depositare un ulteriore brevetto per modello di utilità legato proprio a un particolare elemento del bracciale.

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Il regalo perfetto per San Valentino

Tra i piani di Daniele Treccani e il suo team c’è il lancio, in diversi colori, entro febbraio 2017, una volta ottenuti i fondi per avviare la produzione di massa. “Non sarà facile perché la natura del progetto lo rende complicato e l’aspetto produttivo comporta un importante fabbisogno finanziario” spiega il CEO. “Ciononostante Shecall è più di un prodotto. Abbracciare la visione legata al progetto, immaginando un mondo dove è già presente da anni, può aiutare a comprenderne la rilevanza. Saranno le persone a decidere se meriti o meno di proseguire. Così com’è nato dovrà crescere: dal basso”.

Il riscontro che stanno ottenendo nel frattempo è incoraggiante: hanno ricevuto diverse richieste di informazioni e anche di acquisto. In un futuro non molto lontano potrebbe salvare delle vite o essere utile, ad esempio, per rendere i luoghi pubblici più sicuri mediante sistemi di sicurezza centralizzati sul dispositivo. Shecall è probabilmente il device che molte donne stavano aspettando.