Le grotte della Sardegna dove si allenano gli astronauti del futuro. Il progetto CAVES

C'è un luogo, in Sardegna, dove ogni anno gli astronauti si allenano per prepararsi alle missioni nello spazio. Due settimane, d'estate, per testare le proprie capacità nelle profondità di grotte e anfratti naturali. Il progetto CAVES.

Due settimane in Sardegna prima di volare tra le stelle. Accade nella valle di Lanaitho, tra Dorgali e Oliena, tra il Supramonte e i mari della costa centro-orientale. Una delle zone più affascinanti dell’isola. Una di quelle dove il patrimonio storico e culturale è capace, ogni anno, di richiamare turisti e studiosi, archeologi e naturalisti da tutto il mondo. In quel territorio, solo per fare qualche esempio, ci sono i villaggi nuragici di Tiscali e Carros o le grotte Corbeddu, Sa Oche e del Guano. Un paradiso che anche gli astronauti dell’ESA (Ente Spaziale Europeo) hanno imparato a conoscere. Nel sottosuolo sardo, infatti, tra grotte e anfratti naturali, si svolge un training di preparazione per le future missioni nello spazio: CAVES.

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CAVES, come preparasi ad affrontare lo spazio

Passare alcuni mesi nella stazione spaziale internazionale è una vera impresa. Oltre a condizioni ambientali molto diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati, gli astronauti devono riuscire a superare tutte le problematiche psicologiche che si possono verificare durante un lungo periodo di isolamento e di forzato adattamento. Anche per questo, nel 2011, è nato CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising human behaviour and performance Skills). Un nome che ben si sposa con il territorio che lo ospita fatto di cave e stretti passaggi, grotte e volte, stalattiti, stalagmiti, laghi naturali e atmosfere in cui si respirano le storie di altre epoche e di altri uomini.

Nelle grotte si registra una temperatura costante di 14 gradi, poco più fredda di quella presente nella Stazione Spaziale Internazionale.

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Credits: ESA-V.Crobu (foto via Flickr)

Un training particolare

Durante i 14 giorni dell’addestramento, gli astronauti si trovano ad affrontare condizioni simili a quelle che ritroveranno nel loro prossimo futuro. Il sottosuolo diventa una porzione di spazio in cui testare condizioni fisiche e mentali. In cui gli allievi possono mettere alla prova ciò che hanno imparato in anni di addestramento. Insieme a loro si muovono tre istruttori del CAI, uno speleologo, e Loredana Bessone, l’ideatrice di CAVES.

Le sfide che gli astronauti devono affrontare sono diverse e servono a migliorare alcune delle qualità che sono essenziali per la buona riuscita della missione: dalla capacità di lavorare in squadra all’adattabilità più ardua, dal problem solving alla leadership. In più ci sono degli obiettivi da raggiungere come il rispetto rigido di protocolli di comportamento o il completamento di esperimenti scientifici di grande rilevanza. Ben cinque al giorno. Dalla meteorologia alla microbiologia, dalla “caccia” e la “pesca” (riconoscimento e cattura di alcune specie) alla geologia. Nelle due settimane, inoltre, vengono studiate intensivamente le caratteristiche del vento, della temperatura e dell’umidità di quei luoghi. E non è un caso se, in passato, gli astronauti hanno contribuito a svelare i segreti delle grotte della Sardegna e le loro scoperte sono finite in articoli scientifici e pubblicazioni di settore.

Testare nuove tecnologie

Uno degli elementi più importanti è il confronto quotidiano in cui si riflette sulle difficoltà e sui successi ottenuti durante le esplorazioni delle profondità delle grotte. È di vitale importanza cercare di capire come provare a riproporre le strategie vincenti nello spazio e, contemporaneamente, evitare gli errori più gravi. Non sorprende, dunque, se ogni anno vengano invitati astronauti che hanno già completato delle missioni e altri che sono pronti a vivere la loro prima esperienza.  

Ma CAVES è anche l’occasione per testare alcune delle tecnologie che sono destinate ad essere usate all’interno della Stazione Spaziale Internazionale: dai sistemi di comunicazione di ultima generazione ai nuovi strumenti di rilevazione e raccolta dati. Fino ad arrivare a quelle soluzioni che mirano a facilitare la vita degli umani in condizioni difficili come quelle che si trovano nello spazio. 

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Credits: ESA–S. Sechi (via Flickr)

Il team del 2016

Per la prima volta è stato ospitato anche un astronauta cinese della CNSA, Ye Guangfu. I suoi compagni di viaggio sono stati due americani della NASA, Jessica Meir e Richard Arnold, uno spagnolo dell’ESA, Pedro Duque, un giapponese della JAXA, Akihiko Hoshide, e un russo del ROSCOSMOS, Sergei Korsakov. Nonostante in passato CAVES abbai avuto l’onore di ospitare anche Luca Parmitano e Paolo Nespoli, quest’anno non ci sono stati italiani. Ora l’appuntamento è per il 2017 per una nuova ondata di test e allenamenti. Altri uomini e altre donne avranno la possibilità di scendere nelle profondità della Terra per imparare a camminare tra le stelle. In Italia, in Sardegna. Tra i misteri più belli che la natura possa riservarci.