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Alberi fotovoltaici e sensori negli edifici. Così Singapore è al centro di una smart nation

Singapore non è solo una città innovativa. È la capitale di uno stato che investe in ricerca e startup, che è attento all’ambiente e che nella raccolta e nell’utilizzo dei dati vede la chiave di un futuro più efficiente per i cittadini

Mentre ogni nazione del mondo combatte per l’economia digitale e per la tecnologia, allo scopo di rendere almeno una delle sue città iperconnessa e in grado di rispondere a tutte le esigenze dei cittadini con un click, Singapore ha un progetto più ambizioso. Ha superato l’idea che l’innovazione alla massima potenza possa essere condensata in un’unico centro urbano e sta lavorando per rendere l’intero Paese smart. Il suo programma si chiama Smart Nation Singapore ed è stato avviato nel 2014 dal premier Lee Hsien Loong. Singapore vuole rispondere pirma degli altri alle sfide globali: la densità abitativa urbana, l’invecchiamento della popolazione, l’assistenza sanitaria, la mobilità, la sostenibilità energetica. Per farlo ha deciso di investire sull’innovazione e si è aperta all’ecosistema delle startup. Il governo ha già reso accessibile a tutti un portale che raccoglie i dati della città e, grazie a quello, sono già state sviluppate 100 app che puntano a migliorarne la vita. Un cambio di prospettiva importante rispetto al resto del pianeta che alimenta la curiosità di vedere cosa già è stato fatto in questo senso nella città-stato asiatica, da molti considerata l’icona delle smart city a livello mondiale.

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Abbasso le auto, viva la metropolitana

Partiamo con la mobilità. Avere un’automobile a Singapore è davvero costoso: per comprare un veicolo bisogna acquistare i diritti in un’asta pubblica e il prezzo può arrivare addirittura a 75mila dollari. In più, le tasse di possesso sono molto elevate. Anche quando si riesce a mantenerla una macchina, si deve fare i conti con il pagamento dei permessi per circolare in città. I sensori disseminati ovunque permettono di monitorare lo spostamento di ogni veicolo e di registrarne il passaggio in determinati orari: entrare in centro nelle ore di punta costa davvero parecchio. Fortuna, però, che Singapore offre un’alternativa valida. Innanzitutto la metropolitana. La rete di Singapore è stata la prima al mondo ad aver introdotto le porte scorrevoli per l’accesso ai binari in modo da evitare le cadute. Le linee attive al momento sono 5, ma sono già stati avviati i progetti di costruzione di altre due linee. Un sistema di trasporti pubblico così efficiente ha permesso di ridurre di molto la congestione del centro dovuta al traffico e soprattutto l’inquinamento.

Gli alberi fotovoltaici amici dell’ambiente

Singapore è la città asiatica più attenta dal punto di vista ambientale. A sancirlo è stata una ricerca di Siemens: la città è dotata di un sistema per la raccolta delle acque piovane e per il loro riutilizzo. È possibile anche disporre dell’acqua marina dopo la sua desalinizzazione. Per quanto riguarda l’accumulo dell’energia che viene dal sole, a Singapore c’è un bosco che svolge proprio questa funzione. Sono i Supertree Grove, gli alberi fotovoltaici alti fino a 50 metri che portano sulle foglie i pannelli per trasformare i raggi del sole in una risorsa. E, perché no, sono diventati anche un’attrazione turistica: le luci e i colori che li contraddistinguono di notte sono uno spettacolo che è riuscito a ispirare anche il famoso albero della vita di Expo 2015 a Milano. Per non dare l’impressione che si tratti solo di cemento, poi, il tronco dell’albero è ricoperto di piante vere. In tutto ci sono 18 supertree nei Gardens By The Bay di Singapore, un’area verde che contiene più di un milione di piante ed è riuscita ad attrarre 20 milioni di visitatori in 3 anni.

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Supertree Grove

Un angolo di Mediterraneo a Singapore: il Flower Dome

Al centro dei giardini che dominano la baia di Singapore c’è anche una grande serra per i fiori, il Flower Dome. La struttura è fatta di vetro e di una griglia di acciaio. In tutto ci sono 3332 pannelli di 42 diverse dimensioni. La serra è la più grande al mondo a non avere colonne: potrebbe ospitare quasi due campi di calcio e mezzo. Un complesso sistema di tubi provvede a raffreddare l’aria attraverso il passaggio dell’acqua fredda e la ventilazione dell’aria calda. Questo permette di riprodurre in un’area geografica dal clima equatoriale, un angolo di Mediterraneo con una temperatura costante compresa tra i 23 e i 25 gradi e un’umidità fino all’80 per cento. Nei giardini trova spazio anche una foresta che si sviluppa su una montagna alta 35 metri. La Cloud Forest ospita una straordinaria biodiversità.

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Il Flower Dome

Una città piena di sensori

Oltre che per il traffico e la gestione dell’ambiente, Singapore fa leva sulla tecnologia in pratica per qualsiasi cosa. I dispositivi di rilevamento come telecamere e sensori permettono di monitorare il flusso di automobili, segnalare eventuali emergenze o ostruzioni. Nelle case questi sistemi informatici servono a registrare anche le minime scosse di terremoto. Ma la tecnologia che pervade la città serve anche a denunciare in tempo reale infrazioni e comportamenti scorretti, perfino quando si tratta di una sigaretta fumata in un luogo proibito. Insomma, un’attenzione piuttosto elevata alla sicurezza dei cittadini che da molti è stata vista in contrasto con la tutela della privacy. In altre parole, un grande fratello di orwelliana memoria, come l’ha definito il Wall Street Journal. Le informazioni sulla vita della città e dei suoi abitanti sono senza dubbio un patrimonio non quantificabile e iniziative come queste potrebbero in realtà rivelarsi pericolose se in mano alle persone sbagliate. Tutti i dati raccolti nelle varie strade confluiscono in Virtual Singapore. Si tratta di una piattaforma realizzata dalla National Research Foundation con immagini e mappe in 3D della città, ormai in fase di completamento. È proprio questa centralizzazione della raccolta dei dati a preoccupare di più coloro che non vogliono sconti alla privacy dei cittadini. Tuttavia, gli abitanti della città asiatica sembrano nel complesso appoggiare questo progetto e sono disposti a rinunciare a una parte della loro libertà in cambio di maggiore efficienza.

Virtual Singapore entra negli edifici della città

Virtual Singapore sarà messa a disposizione sia delle istituzioni, che potranno così esercitare un controllo sulla città e sui suoi edifici, prevedendo ad esempio possibili piani di evacuazione in caso di emergenza, sia ai privati che potranno usare questo materiale per effettuare delle simulazioni per lo sviluppo di nuove tecnologie. Virtual Singapore è un sistema talmente avanzato che riuscirà anche a entrare negli edifici, per aiutare le persone disabili o quelle non autosufficienti a orientarsi. Società private potranno offrire alle famiglie la possibilità di posizionare dei sensori all’interno delle loro abitazioni per poter monitorare di continuo il movimento all’interno delle mura domestiche e segnalare eventuali anomalie. Le potenzialità di questo progetto sono, però, più ampie. Grazie a una precisa rappresentazione della città e del suo skyline, questo sistema potrà aiutare a prevedere eventuali modifiche del flusso dei venti e della propagazione dei segnali delle telecomunicazioni a causa degli edifici, oppure disegnare in anticipo la possibile diffusione di malattie nella popolazione.

Gli edifici della modernità

Tra tutti gli edifici che Virtual Singapore sarà in grado di rappresentare ed esplorare ce ne sono alcuni che hanno contibuito a dare negli anni una fisionomia moderna alla città. Il condominio intrecciato “Interlace“, per esempio, ha trasformato la concezione del palazzo come di un unico blocco di cemento. E poi c’è il Marina Bay Sands, che oggi ospita il terzo casinò più grande al mondo. La struttura è composta da tre grattacieli che sono sormontati dallo SkyPark, una piattaforma sospesa a forma di nave lunga 340 metri. E c’è spazio anche per una piscina, la più alta al mondo, a 200 metri dal suolo.

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Il Marina Bay Sands. Foto di Someformofhuman

L’investimento sui talenti

Oltre agli investimenti per la costruzione dei simboli del futuro di questa repubblica asiatica, Singapore ha deciso di puntare anche sui suoi talenti, attraverso le università. Ha fatto della National University of Singapore e della Nanyang Technological University due dei migliori atenei al mondo. Il governo ha finanziato anche la ricerca e lo sviluppo delle compagnie private. Negli ultimi 10 anni sono stati stanziati più di 22 miliardi di dollari a questo scopo. La Infocomm Development Authority di Singapore (Ida) ha anche lanciato un programma per attrarre i migliori ricercatori da tutto il mondo e sfruttare le loro competenze per la costruzione di una città e di una nazione sempre più innovative.

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