Remo Gilli

Remo Gilli

Set 13, 2016, 5:13pm

Remo Gilli

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Set 13, 2016, 5:13pm

Aspettando Maker Faire Rome 2016 | FabLab Lecce

La storia del FabLab Lecce, nato dall'incontro di due studenti che hanno portato l'innovazione nel Salento, tra stampa 3D, realtà virtuale e progetti per l'accessibilità.

«È dall’incontro che si arriva all’idea»Luca Ciccarese, co-fondatore del FabLab Lecce, usa queste parole per spiegare quale sia lo spirito alla base della sua impresa. Il tema dell’incontro è ricorrente nella storia del laboratorio salentino, che pone le proprie basi sulla collaborazione tra persone e sullo scambio di idee e informazioni. Uno spirito perfettamente in linea con l’idea stessa di FabLab pensata dal professore Neil Gershenfeld del MIT, fondatore del movimento. Uno spirito in grado di portare questa realtà ad essere un punto di riferimento per il proprio territorio nel giro di tre anni.

Luca Ciccarese e Cristiano Maci con Riccardo Luna

Luca Ciccarese è un giovane imprenditore che ha dimostrato di saper fare impresa senza perdere di vista lo sviluppo del territorio. Parla con semplicità di come nel 2013, assieme all’amico Cristiano Maci, suo ex compagno di università, abbiano avuto l’idea di creare un fablab nel capoluogo salentino all’indomani della prima Maker Faire Rome. Un progetto ambizioso in un periodo in cui la parola maker era ancora sconosciuta al pubblico italiano, nonostante si stia iniziando a parlare sempre più spesso di stampa 3D.

Decidono così di fondare una società a responsabilità limitata e di partire con la loro avventura nel mondo dell’innovazione.

Per iniziare, Luca e Cristiano si affidano al bando nazionale Smart and Start di Invitalia, riuscendo a ricevere il finanziamento di 40mila euro necessario all’acquisto dei macchinari per avviare la loro attività. In accordo con il Comune di Lecce, riescono a ottenere in comodato d’uso per cinque anni un locale del MUST, il museo storico di Lecce. Finalmente anche Lecce ha il suo FabLab, in una location invidiabile e alla portata di tutti.

Un’opportunità per Lecce e per i leccesi

Luca spiega che la scelta di fondare il FabLab a Lecce è stata dettata dal desiderio condiviso con il socio di fare qualcosa sul territorio che potesse anche essere finalizzata al suo sviluppo. Infatti, oltre ai servizi offerti ai clienti dall’impresa, il FabLab Lecce è stato sin dall’inizio partecipe di iniziative volte all’insegnamento delle nuove tecniche di produzione e dell’uso delle nuove tecnologie, alla divulgazione tecnologica e all’educazione a tutti i livelli, anche professionale.

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Presso il FabLab Lecce, infatti, si tengono mensilmente corsi di vario tipo, dalla stampa 3D ad Arduino, e vengono accolte le scolaresche per mostrare da vicino agli studenti quali siano le diverse prospettive dell’“Industria 3.0”. Il FabLab è in collaborazione con tre scuole professionali per un programma di alternanza scuola-lavoro e aperto a coloro che desiderano condividere le proprie conoscenze e le proprie idee per fare nascere un bel progetto.

Per questo motivo il FabLab Lecce è letteralmente diviso in due parti distinte e separate.

Nella prima stanno i macchinari, si tratta del vero e proprio laboratorio per la produzione dei pezzi necessari ai vari progetti o richiesti dai clienti esterni. Nella seconda parte è invece allestita una zona di incubazione e coworking in cui vengono portati avanti tre progetti nati sul territorio: un laboratorio formato da alcuni ragazzi che lavorano sulla modellazione e la grafica 3D, il progetto Montessori 3D e il progetto “La Città tra le Mani”.

Tre progetti che hanno pari importanza e che sono utili al territorio in un’ottica di sviluppo. Per esempio, “Città tra le Mani” è un progetto che mira a creare dei percorsi per non vedenti attraverso la città, rendendola di fatto più accessibile, frutto anche in questo caso dell’incontro tra diverse persone all’interno del FabLab. L’impegno del laboratorio è quello di far crescere i progetti il più possibile, dando loro la possibilità di presentarsi al pubblico in occasioni di manifestazioni importanti come la Maker Faire Rome e di ottenere quindi la giusta visibilità. In questo senso, il lavoro del FabLab Lecce è importantissimo per promuovere progetti che, diversamente, sarebbero meno conosciuti e realizzabili.

FabLab Lecce: innovazione da (e per) tutti

Il FabLab di Luca e Cristiano oggi conta circa 15 collaboratori ed è dotato di diverse tipologie di macchine e strumenti che spaziano dalle classiche stampanti 3D, di varie dimensioni, alle frese a controllo numerico. Inoltre, nell’ultimo mese si è deciso di sviluppare progetti sulla realtà virtuale e aumentata. Per questo motivo il FabLab Lecce si sta dotando di un dispositivo Oculus Rift e di un visore Ericsson BT300, entrambi strumenti di ultima generazione. L’impegno costante nei confronti dell’innovazione ha reso questa realtà un punto di riferimento del settore non solo nella regione Puglia, ma anche a livello nazionale.

FabLab Lecce

Adam’s Hand, protesi “low cost”

Un esempio di questo circolo virtuoso è il progetto Adam’s Hand. Il progetto è stato concepito, studiato e portato a compimento tra le mura del FabLab. Ancora una volta grazie all’incontro di persone dal giusto spirito e dalla grande determinazione. L’organizzatore della Sfida del Cuore, una manifestazione annuale in provincia di Lecce, frequentando il laboratorio ebbe l’idea assieme a Giovanni Zappatore di destinare per un anno la raccolta fondi allo sviluppo di una “componente speciale” per una persona in particolare.

Si trattava di progettare una protesi per un bambino disabile privo del braccio destro.

Così è nata Adam’s Hand, che è stata progettata da Zappatore e poi fabbricata nel FabLab di Lecce. Visto il successo della raccolta fondi, Luca spiega che sono in fase di sviluppo altre tre protesi per altrettanti ragazzi.

Ieri le protesi artificiali, oggi la grafica 3D, la produzione di materiali montessoriani tramite stampa 3D ed i percorsi tattili per non vedenti, domani la realtà virtuale e aumentata e ancora tanto altro. Quello di Lecce è un esempio dello spirito che sta alla base del movimento FabLab, che deve essere dinamico e aperto alla collaborazione, al networking per dare modo a tutti di sviluppare la propria idea. Magari insieme.