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8 esempi concreti di come l’Industria 4.0 cambierà il mondo del lavoro

L’Industria 4.0 cambierà il mondo del lavoro. Robot, big data e analytics, manifattura digitale e interazione uomo-macchine. Abbiamo provato a riflettere su quali saranno 8 concreti esempi di questa rivoluzione in atto.

Ancora non esiste un termine preciso per definire l’Industria 4.0. Sappiamo però che è già in corso e che, entro il 2025, cambierà profondamente il mondo del lavoro e il rapporto tra le persone. Si arriverà cioè ad avere una produzione industriale automatizzata e interconnessa. Gli ambiti più interessati sono noti: dall’utilizzo dei dati (Open Data, Big Data, Internet of Things, Cloud) che dipenderà dall’aumento della potenza di calcolo delle nuove macchine, agli analytics, ovvero come questi dati vengono usati per creare valore; dall’interazione uomo-macchina (interfacce, linguaggi, strumenti) alla produzione di beni e servizi con la sviluppo diffuso di una manifattura digitale (stampa 3D, robot, automazione).

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Per capire meglio di cosa si sta parlando, nel concreto, ecco alcuni casi che esemplificano al meglio questo cambiamento:

1. Controllo qualità con i Big Data

Molte aziende potranno utilizzare algoritmi per l’analisi, in tempo reale, di dati sulla qualità di prodotti e beni. In questo modo sarà possibile identificare i problemi, e le cause che li hanno determinati, e individuare i modi per ridurre al minimo errori e imperfezioni. Ma questa tecnologia ha un ruolo fondamentale anche in negozio per costruire quella che viene chiamata “esperienza di vendita” intorno al cliente.

Ovvero comprendere come quest’ultimo si comporta e proporre prodotti o servizi in linea con queste aspettative.

L’applicazione dei Big Data nella produzione ridurrà certamente il numero di lavoratori specializzati nel controllo di qualità ma, di conseguenza, aumenterà le domande di scienziati e specialisti nell’analisi e nell’interpretazione di quelle stesse informazioni.

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2. Produzione affidata ai robot

Secondo un rapporto presentato a Davos, all’ultimo meeting del World Economic Forum, entro il 2020 i robot occuperanno 5 milioni di posti di lavoro in 15 Paesi del mondo. Le aziende addestreranno i robot a eseguire compiti che, fino a oggi, venivano assolti da equivalenti umani. Sensori e telecamere daranno loro la possibilità di interagire con l’ambiente e di muoversi con sicurezza.  Avremo dunque un calo evidente e repentino sulla quantità di lavoro manuale disponibile. Soprattutto in operazioni come il montaggio e l’imballaggio. Ma, di contro, creeranno delle figure nuove che dovranno coordinare e controllare questi robot. 

3. Veicoli (a guida autonoma) per la logistica

Già esistono e si stanno diffondendo con rapidità. Soprattutto nelle aziende a vocazione alimentare. È un processo che consiste nell’implementazione dei sistemi di trasporto automatizzati, droni compresi, all’interno di magazzini, capannoni e aziende di medie e grandi dimensioni. Mezzi capaci di navigare e spostarsi in modo intelligente e indipendente all’interno della fabbrica, riducendo la necessità di un elevata presenza di personale dedicato alla logistica e alla gestione dei magazzini. Una strada già intrapresa da Amazon. 

TRACY, CA - JANUARY 20: Kiva robots move racks of merchandise at an Amazon fulfillment center on January 20, 2015 in Tracy, California. Amazon officially opened its new 1.2 million square foot fulfillment center in Tracy, California that employs more than 1,500 full time workers as well as 3,000 Kiva robots that can fetch merchandise for workers and are capable of lifting up to 750 pounds. Amazon is currently using 15,000 of the robots spread over 10 fulfillment centers across the country. (Photo by Justin Sullivan/Getty Images)

4. Simulazioni sulle linee di produzione

Ci sarà l’installazione e la diffusione di tecnologie che daranno la possibilità di attuare delle simulazioni efficaci sulle varie linee di produzione. Un modo per capire quali correzioni attuare nei vari passaggi che determineranno la creazione di un determinato prodotto. Operazioni che faranno evitare errori grossolani (e spesso irrecuperabili) alle aziende. Errori spesso molto costosi. Tutto questo comporterà l’assunzione di ingegneri industriali ed esperti di tecniche simulatorie sempre più precise.

5. Gestione intelligente della rete di distribuzione

Le nuove tecnologie trasformeranno anche i sistemi di monitoraggio delle catene di distribuzione. Tutti i movimenti saranno coordinati con maggiore precisione e si ridurranno tempi e costi. In questo modo verrà migliorato l’approvvigionamento delle merci e diminuiranno gli sprechi o le mancate consegne. Queste applicazioni, studiate su misura, determineranno la scomparsa graduale delle figure che si occupano di questo tipo di pianificazione, sostituite da altri professionisti il cui incarico sarà quello di coordinare queste tecnologie.

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6. Manutenzione predittiva

Con l’industria 4.0 cambieranno anche i sistemi di manutenzione. Un produttore di turbine eoliche, per fare un esempio, potrà mostrare ai propri clienti il monitoraggio da remoto delle apparecchiature da lui installate. E l’utente avrà accesso continuo a un centro diagnostico dedicato. Gli allarmi entreranno in funzione automaticamente se uno dei sensori rileverà qualche tipo di anomalia e la comunicazione sarà immediata. In questo modo diremo forse addio alla chiamate dirette ai tecnici specializzati ma avremo altre figure che si dedicheranno alla progettazione di sistemi sempre più sicuri ed efficienti. 

7. Stampa 3D e produzione low-cost

La stampa 3D e le tecniche di produzione legate alla fabbricazione digitale consentiranno ai produttori di creare parti complesse in pochi passaggi. Un’operazione che porta all’eliminazione, in molti casi, della necessità di assemblaggio delle singole parti. Si tratta di soluzioni volte ad abbattere costi e a semplificare i processi. Tutto questo comporterà una richiesta sempre crescente di professionisti e designer esperti nella modellazione 3D e in altre tecniche legate a queste innovazioni. Oltre che allo sviluppo di nuove tecnologie, nuovi materiali e nuovi luoghi di lavoro, come i fablab.

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8. Realtà aumentata e servizi connessi

La realtà aumentata non cambierà solo la nostra vita quotidiana. Avrà un grande impatto anche all’interno delle aziende. Indossando i visori, ad esempio, sarà possibile avere istruzioni e informazioni riguardo alle esatte posizioni degli oggetti su uno scaffale, conoscere immediatamente i codici a barre per effettuare scansioni e assistere, anche in remoto, il personale dedito alla manutenzione e alla spedizione. Le possibilità, in questo settore, sono in continuo miglioramento e le aziende dovranno assumere professionisti che sappiano fornire e controllare queste nuove funzionalità.

4 Commenti a “8 esempi concreti di come l’Industria 4.0 cambierà il mondo del lavoro”

  1. alessandro84

    Di queste 8 esempi, 6 non sono affatto una novità. Il controllo della qualità con i Big data si fa dai tempi di Ishikawa, chiaramente tutto si può migliorare ed automatizzare, ma non stiamo parlando di qualcosa di disruptive. Si può dire le stesse cose con le produzioni affidate ai Robot, per gli AGV e per le simulazioni produttive e la manutenzione predittiva. Anche le stesse stampanti 3D sono parecchi anni che esistono (il controllo numerico e l’estrusione non sono innovazioni recenti) ma negli ultimi anni sono a più buon mercato e quindi anche maggiormente diffuse.

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    • Romina Di Pompeo

      ..Gentile Alessandro, ma qui parliamo di scenari. Non sono affatto novità, è vero. Ma per quale percentuale di mercato? faccio questo lavoro da 15 anni, ed ho riscontrato queste situazioni solo in ambienti multinazionali. Per la realtà italiana, parliamo di cose che stanno nascendo ora, e maggiormente grazie ad una costrizione ad innovare, per la sopravvivenza economica dell’impresa e legata alla diffusione di start-up…

      Rispondi
      • alessandro84

        Ciao Romina, anche io ho un’esperienza simile alla tua. E’ vero che attualmente solo in ambienti di Medio-grandi imprese possiamo trovare un contenuto tecnologico di questo livello, ma è anche vero che nelle piccole realtà, dove la managerializzazione dell’impresa è bassa, c’è poca cultura all’analisi dei dati però non è raro trovare esempi di innovazione tecnologica sui macchinari anche abbastanza avanzate, non sono poche le aziende che con un fatturato sui 10-15mln di euro hanno già dei robot per la produzione o gli AGV e magari iniziano a fare anche della manutenzione preventiva (non predittiva). Il mio timore è che questi siano solo titoli per il marketing: di contenuti innovativi o disruptive ne vedo pochi.

        Rispondi
  2. salvare

    Ciao,
    Siete schedati vietato bancario e non avete il favore delle banche,o meglio avete un progetto e necessità di finanziamento, una cattiva cartella di credito o necessità di denaro per pagare fatture, fondo da investire sulle imprese.
    Allora se avete necessità di credito non esitate a contattarlo per ulteriori informazioni sulle mie condizioni. Volete contattarlo direttamente per posta elettronica: [email protected]

    Rispondi

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