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Toronto, la città multiculturale che consuma poco e innova tanto

Sistemi per il controllo dei consumi nelle case, produzione di energia dal gas ricavato dai rifiuti, stampa in 3D alla portata di tutti: la capitale economica del Canada entra così a pieno titolo tra le smart city più importanti del mondo

La leggenda dice che la città di Toronto abbia avuto per molti anni anche un altro nome, anzi un soprannome: Hogtown. Un appellativo composto che richiama la vecchia vocazione economica della città dove molta carne di suino veniva lavorata e commerciata. E pare ci fosse addirittura una tassa per chi lasciava scorrazzare indisturbati i maiali per le strade cittadine. Tempo ne è passato da allora e oggi Toronto è una città moderna che rientra a tutti gli effetti tra le 10 smart city a livello mondiale, accanto a New York, Berlino e Barcellona. Oggi la capitale della regione dell’Ontario ha una popolazione di due milioni e mezzo di abitanti con un tasso di multiculturalità molto elevato dato che più della metà dei residenti non è nata in Canada. E una grande vocazione al business e alla finanza che l’ha portata a essere la capitale economica del Canada: grattacieli, multinazionali, sedi di grosse banche sono i segni evidenti di questa evoluzione. Così come il municipio, inaugurato nel 1965, e che oggi è forse l’edificio più rappresentativo della città.

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Il City Hall di Toronto. Foto di Jerome Decq da Flickr

L’efficienza energetica delle case per il bene della città

Da una decina di anni Toronto è avviata lungo un percorso di modernizzazione che passa soprattutto attraverso l’attenzione all’ambiente. È diventata quella che si potrebbe definire una low-carbon city, un centro urbano che fa di tutto per ridurre le emissioni di Co2 in atmosfera. Non è la sola in questa impresa: Toronto fa parte delle città del gruppo C40 che si sono impegnate per contrastare il cambiamento climatico nel mondo. L’idea che sta alla base di questo progetto è che la collaborazione e la condivisione delle conoscenze tra le città possa aiutare a raggiungere presto gli obiettivi prefissati. Il sindato di Toronto dal 2003 al 2010, David Miller, spiegava così nel 2006 l’azione della città per la riduzione dell’inquinamento: «Quando i governi nazionali non riescono ad agire, le città possono e devono farlo». Nel frattempo Toronto è stata appena inserita tra le 35 finaliste del premio C40. La sua categoria è finanza e sviluppo economico. In questo senso, la città ha portato avanti due programmi. Il primo si chiama Hi-Ris, un piano di sostegno ai proprietari di edifici residenziali per il raggiungimento dell’efficienza energetica e di un uso ottimizzato delle risorse idriche. Dieci milioni di dollari da spendere per finanziare la partecipazione al progetto di circa 10 edifici. L’altro programma ha un acronimo che parla da solo, Help. Parliamo ancora di efficienza energetica e idrica delle case. Questa volta, però, da raggiungere con un coinvolgimento diretto dei proprietari che chiedono dei prestiti a tassi agevolati per ridurre le loro bollette. In media il rispamio si aggira intorno al 25 per cento, 800 dollari in meno all’anno nel bilancio familiare. Per tutti i cittadini che vogliono tenere sotto controllo l’uso dell’acqua in casa c’è poi una piattaforma alla quale è possibile collegarsi. Si chiama MywaterToronto che permette di avere informazioni sul consumo giornaliero, settimanale e annuale e identificare sprechi e perdite, tutto sul proprio pc o dispositivo mobile. E magari avere anche qualche consiglio su come conservare l’acqua.

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Spostarsi in città in maniera innovativa

Se si parla di ambiente e inquinamento non si può fare a meno di pensare al sistema dei trasporti cittadini. Una delle soluzioni più innovative trovate da Toronto è un sistema di sostegno reciproco per i pendolari che si rivolge anche ai datori di lavoro. Smart Commute Toronto si propone di incentivare il car-pooling, i mezzi pubblici, ma anche l’utilizzo delle biciclette e le camminate per raggiungere il posto di lavoro. Tutto nell’area urbana detta Greater Toronto e Hamilton Area (Gtha). Il punto di riferimento è una piattaforma che aiuti a mettere in contatto i vari utenti dopo averne analizzato spostamenti abituali e necessità. Il piano include anche laboratori, sconti, politiche, offerte, infrastrutture e campagne per incoraggiare i pendolari a sperimentare sistemi di spostamento salutari, vantaggiosi e sostenibili.

Passando al capitolo energia pulita, Toronto ha trovato un modo per ricavare energia anche dai rifiuti. Una discarica della città, non più attiva dal 1983, è diventata una risorsa per lo sfruttamento del metano prodotto dalla decomposizione dei rifiuti. In questo modo i gas non finiscono in atmosfera e riescono anche ad essere riutilizzati come fonte di energia rinnovabile. E ne ha beneficiato anche l’area residenziale attorno alla discarica che ha visto diminuire di molto i cattivi odori provenienti dall’impianto.

I centri dell’innovazione

Torniamo, però, alla vocazione economica della città. Dal 2009 Toronto ha un grattacielo nel suo distretto finanziario e aspetta il completamento dell’area con altri due edifici. È il Bay Adelaide Centre. Non si tratta di semplici palazzoni. Questi edifici rispondono al paradigma Leed (Leadership in Energy and Environmental design) che permette di risparmiare il 40 per cento sul consumo energetico. Le torri del Bay Adelaide Centre sono pensate anche per essere comunicanti grazie a un percorso sotterraneo. Altro centro importante per Toronto è quello dedicato all’innovazione che Cisco ha deciso di aprire qui. L’Innovation Center di Toronto è uno dei nove che l’azienda ha distribuito in tutto il mondo ed è il primo del suo genere in Nord America. Lo scopo di questo centro è aggregare clienti, partner, startup, università e comunità. Tra le iniziative organizzate, un premio rivolto alle startup canadesi e un programma ad hoc per l’iniziativa imprenditoriale femminile. Il Cisco Women Enterpreneurs Circle si propone di aiutare con risorse e formazione le donne che vogliano mettersi a capo di piccole e medie imprese.

Il Financial District di Toronto. Foto di Alessio Bragadini

Il Financial District di Toronto. Foto di Alessio Bragadini

Le stampanti in 3D nella biblioteca pubblica

Infine, uno sguardo alla biblioteca pubblica, la Toronto Public Library. All’apparenza una delle cose meno moderne che ci possa essere in una città. Nei fatti, un esempio di innovazione grazie a tutto il materiale digitale, audio e video che ospita. E alla possibilità di sperimentare nuove tecnologie: la presenza di stampanti in 3D permette a chiunque ne abbia voglia di approcciarsi a un mondo, quello della fabbricazione digitale, che è ancora terreno di pochi. Unico requisito per farlo? Il possesso di una tessera della biblioteca.

 Scopri tutte le tappe del nostro viaggio:

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