Ambiente

Come si muove l’anidride carbonica nell’aria (e perché dovrebbe preoccuparci)

In un video della NASA è possibile osservare i movimenti dell’anidride carbonica nell’aria. Livelli in continuo aumento destano una grande preoccupazione. E non è un caso che l’agenzia americana abbia lanciato, in questi anni, diversi progetti per studiarne gli effetti.

La NASA ha pubblicato un video che mostra come l’anidride carbonica si muove intorno a noi. È stato realizzato con l’ausilio di un computer ad alta definizione con una precisione “64 volte superiore” a tutti i filmati precedenti. Ogni pixel, infatti, indica un’area di circa 6,4 chilometri per lato. È un modello climatico che è stato costruito per capire meglio alcune tendenze e prevedere cosa accadrà in futuro. E no, non ci sono buone notizie.

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Come leggere il video

Sono i colori a fare da legenda. Le più alte concentrazioni di CO2, ad esempio, sono evidenziate dalle tinte che si avvicinano al rosso. Alcune zone, come quelle che s’individuano in Africa, sono causate da fattori specifici, come gli incendi, e avvengono in determinati momenti, in questo caso i mesi estivi.

In altre zone del mondo, invece, come gli Stati Uniti e l’Europa, sono le stagioni dell’autunno e dell’inverno a determinare picchi elevati e preoccupanti. E non è un fenomeno così strano. È il periodo più freddo dell’anno in cui il riscaldamento è acceso perennemente. Quel lasso di tempo in cui disperdiamo calore e inquiniamo di più senza prestare troppa attenzione ai consumi.

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I progetti per studiarne gli effetti

L’anidride carbonica è un gas serra che viene immesso nell’aria a causa di attività umane, come la deforestazione e la combustione di combustibili fossili, o naturali, come la respirazione e le eruzioni vulcaniche. Nel 2014 la NASA ha lanciato un satellite, l’OCO-2 della NASA, per studiare con costanza la presenza di biossido di carbonio nell’atmosfera terrestre.

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All’inizio di quest’anno, invece, ha dato vita al progetto Orcas, una campagna scientifica che ha scrutato dall’alto, e con uno sguardo inedito, come ossigeno e anidride carbonica vengono scambiati tra l’aria e grandi distese d’acqua. L’obiettivo era quello di capire meglio quanta anidride carbonica siano in grado di catturare le acque gelide degli oceani del sud del pianeta. Tutto sperando che i livelli d’inquinamento si abbassino e si rispettino i limiti circoscritti durante l’ultima conferenza internazionale sul clima di Parigi.

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