Il wi-fi capace di leggere le nostre emozioni (anche quelle più nascoste). EQ-Radio

Al Computer Science and Artificial Intelligence Lab (CSAIL) del MIT hanno da poco realizzato il prototipo di un nuovo dispositivo che usando onde radio è in grado di captare e registrare il nostro stato emotivo. Il sistema sfrutta la stessa tecnologia dei moderni router wi-fi.

Vi trovate nel bel mezzo di una cena a lume di candele, a casa con la vostra dolce metà: il cuore inizia a battere più velocemente, il respiro lo segue. Tutto attorno le luci iniziano ad abbassarsi, cambiano tonalità e una musica di sottofondo accompagna con cura questi momenti, nascondendo tutto il resto. Stimoli giusti al momento giusto, grazie ad una tecnologia made in MIT capace di leggere le vostre emozioni e adattare l’ambiente al vostro mood.

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Al Computer Science and Artificial Intelligence Lab (CSAIL) del MIT hanno da poco realizzato il prototipo di un nuovo dispositivo che usando onde radio è in grado di captare e registrare il nostro stato emotivo. Il sistema sfrutta la stessa tecnologia dei moderni router wi-fi ed è capace di scansionare l’ambiente circostante, ottenendo una ricca gamma di informazioni su tutti gli ostacoli e oggetti che le onde radio incontrano nel loro cammino e sui quali rimbalzeranno per tornare al dispositivo stesso. Nel caso di esseri umani, il sistema riesce a registrare alcuni segnali fisiologici come il battito cardiaco, la temperatura, il ritmo del respiro che riuniti in un unico quadro darebbero la possibilità di arrivare a un verdetto finale chiamato emozione.

EQ Radio MIT CSAIL

Monitorare lo stato emotivo delle persone

Il sistema si chiama EQ-Radio e il team che lo sta sviluppando, guidato dall’ingegnere Dina Katabi, punterebbe inizialmente al suo impiego in ambito sanitario. Opportunamente integrato in strutture come cliniche e ospedali, EQ-Radio potrebbe servire da monitor dello stato emotivo (oltre che strettamente fisiologico) dei pazienti, cogliendo in tempo derive negative come depressione e malessere generale. Nello studio alla base dei primi prototipi si è riusciti a delineare emozioni fondamentali quali gioia, eccitazione, rabbia e tristezza con un’affidabilità fino all’87% qualora siano stati misurati prima del test i valori di base del ritmo cardiaco e respiratorio.

Nell’analizzare pazienti casuali senza riferimenti iniziali tuttavia la precisione della scansione risulta ancora bassa, quasi del 25%.

Tutte le applicazioni possibili

Percorrendo questa strada i campi di applicazione sarebbero tuttavia ben al di là dell’ambito ospedaliero, in primis l’industria dell’intrattenimento. Microsoft aveva già pensato a qualcosa di simile, concentrandosi tuttavia su studi basati sul riconoscimento facciale, offrendo una sensibilità inferiore del progetto del MIT. EQ-Radio potrebbe diventare una killer application di dispositivi come TV, videogames e cinema. Potrebbe ad esempio permettere ai content provider di adattare la loro offerta al pubblico, addirittura di modificarne le caratteristiche, il ritmo, le scene sulla base del coinvolgimento degli spettatori, elaborato in tempo reale. Lo stesso potrebbe tradursi in atmosfere personalizzate in locali, hotel, tecnologie smart home per creare sempre il mood giusto in base alle vostre preferenze emotive. Anche quelle di cui non vi rendete conto.

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Dati e raccontano tanto di noi

E il punto da sottolineare è anche questo. Spesso il nostro stato emotivo è un messaggio che offriamo all’altro con discrezione, nascondendolo ai più. È un bene personale che talvolta esiste senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, in cui il nostro corpo cambia anche se non lo desideriamo. Soprattutto, può essere convertito in un dato intimo che racconta molto bene cosa ci piace e cosa no, utilissimo per fini di marketing e profilazione degli utenti.

EQ-Radio rappresenta una tecnologia tanto soft e innocua quanto invasiva, emotivamente parlando, perché capace di scandagliare aspetti della nostra persona verso cui abbiamo poco o nessun controllo e nei confronti dei quali risulta difficile tracciare una chiara linea di confine tra ciò che accettiamo di scoprire e cosa vogliamo invece mantenere privato. La caccia ai dati personali si spingerà sempre più nelle profondità del nostro inconscio, la tecnologia ce lo permette. Dipende da noi accompagnare questa evoluzione, senza dubbio anche estremamente utile, con la giusta dose di chiara legislazione, confronto pubblico e consapevolezza.