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Un giro, a Torino, nella prima piazza smart d’Italia

Abbiamo fatto una passeggiata nella prima piazza smart d’Italia. Si trova a Torino ed è sviluppata da una società che sta costruendo una Social Smart City in Brasile. Un piccolo laboratorio che mostra come cambieranno le nostre città nei prossimi anni.

Piazza Risorgimento è la prima piazza “smart” d’Italia. Si trova a Torino, quartiere Campidoglio, non lontano dalla Stazione di Porta Susa. Non è una zona particolarmente turistica e neanche particolarmente affascinante. Però è una zona viva e vissuta. Ogni giorno. Ci arrivo in tarda mattinata. È domenica e si vede. È una giornata calda, nonostante sia già ottobre. Le foglie gialle e le castagne m hanno già ricordato l’avvento dell’autunno. Non c’è frenesia. Molti torinesi sono a casa a vedere la Juventus che gioca, in trasferta, all’ora di pranzo.

Mi guardo intorno per ritrovare gli elementi che mi sono appuntato. Li trovo tutti. Ci sono gli attrezzi per chi ama fare esercizi fisici all’aperto e che producono energia da ogni sforzo; ci sono i pannelli solari travestiti da mattoni di vetro; c’è il totem interattivo con tutte le informazioni; la colonnina per chiamare i soccorsi in caso di pericolo; ci sono le panchine intelligenti per ricaricare gli smartphone e i dispositivi per il monitoraggio dei consumi.

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Eppure tutto è ben mimetizzato e inserito nell’ambiente. Mi siedo sulla panchina e leggo il giornale. Mi accorgo di essere in un luogo “speciale” ma che non condiziona le mie azioni. Mi potrei comportare come se mi trovassi in Piazza Castello, Piazza San Carlo o altri luoghi della città. Come se intorno a me la tecnologia non esistesse.

In futuro, mi dico, sarà proprio così.Avrò la possibilità di vivere la città senza dovermi abituare a chissà quali tipi di metamorfosi o stravolgimenti.

Il progetto è sviluppato grazie al bando “Torino Living Lab” e promosso dal Comune con Fondazione Torino Smart City e Circoscrizione 4. È un piccolo laboratorio a cielo aperto. Perfettamente riuscito. Un salto nel tempo, di qualche anno. Un’oasi in cui respirare quello che sarà.

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Un’app per monitorare ogni cosa

Il cellulare è ancora attaccato alla panchina mentre controllo l’app che ho scaricato questa mattina. Presto, grazie ai sensori distribuiti per la piazza, saprò quando si libera un parcheggio o vedrò la mappatura della raccolta dei rifiuti dei vari cassonetti. E potrei farlo anche di notte, circondato da un’illuminazione intelligente che limita i consumi e aumenta la sicurezza di ogni singolo avventore. Insomma, un modo per premiare il comportamento virtuoso, incentivando il senso civico. 

E c’è un wifi che funziona perfettamente, fornito da TIM. Sembra una banalità ma non lo è.

Planet Idea, dal Brasile a Torino

Dietro questa trasformazione c’è una società torinese, Planet Idea, nata nel 2015, che si occupa proprio di costruire gli edifici del futuro: «Ogni spazio e ogni architettura devono essere progettati per rappresentare luoghi più sostenibili a livello economico, ecologico e sociale». Non solo in Italia. Piazza Risorgimento, infatti, rappresenta un piccolo esempio di un’operazione più grande che sta nascendo in Sud America. Parliamo di Lagura Residential, la prima Social Smart City del mondo, di nuova fondazione, che sta prendendo vita nel nord-est del Brasile.

Un progetto, i cui lavori sono iniziati lo scorso anno, che si estenderà in una superficie di 300 ettari, comprendendo moduli abitativi e negozi commerciali. Una piccola cittadina che ospiterà 25mila persone e che può vantare collaborazioni con società come Enel, Tim, Tyco e Clevergy.

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Tre mesi per costruire il futuro della città

La sperimentazione torinese, invece, durerà tre mesi. Serviranno all’amministrazione comunale per capire come agire nei prossimi anni per modificare, passo dopo passo, l’intera città. Come ha ricordato l’assessore comunale all’Ambiente Stefania Giannuzzi: «La piazza è uno scampolo di città del futuro che conferma Torino laboratorio della sostenibilità e dell’innovazione». Un processo iniziato già da diversi anni fa e che non intende fermarsi.

«Le città sono grandi luoghi d’innovazione ma portano con sé numerose problematiche: consumano molta energia, producono inquinamento e rendono spesso complicate le relazioni sociali tra le persone». Anche Gianni Savio, Presidente di Planet Idea non ha dubbi: «Con questa piazza smart intendiamo dimostrare che una progettazione attenta, basata sui quattro pilastri di Planet, permette di ottenere grandi benefici sul piano economico, ecologico e sociale per le comunità locali interessate».

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Arriva una coppia con un passeggino e un altro bambino, di 7-8 anni, che corre subito verso gli attrezzi. Si arrenderà presto, appena 5 minuti per provare quelle strane sculture che sono destinate ad annoiarlo. Ma anche lui, nel suo piccolo, ha contribuito a generare energia per dare vita alla città. La coppia, invece, si siede su una panchina per godersi l’aria pulita e i raggi del sole. Neanche loro sembrano accorgersi più di tanto della novità tecnologiche. Sono curiosi ma fino ad un certo punto. Io chiudo gli occhi e penso che il cambiamento, fatto in questo modo, è davvero un toccasana. Per tutti. Avviene, senza essere invasivo o “presuntuoso”. Anche di domenica, anche mentre Higuain sta mettendo a segno la sua, ennesima, doppietta.

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