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Workplace, lo strumento di Facebook (per le aziende) che sfida LinkedIn e Slack

È disponibile da lunedì 10 ottobre dopo l’annuncio di Zuckerberg. Workplace è il nuovo prodotto di Menlo Park dedicato ai gruppi di lavoro all’interno delle aziende. Uno strumento a pagamento per sfidare Slack e LinkedIn.

È arrivata Workplace, la nuova piattaforma di Facebook, per le aziende di tutto il mondo, dedicata al lavoro. L’annuncio lo ha fatto Mark Zuckerberg direttamente dal suo profilo: «L’obiettivo è quello di connettere tutte le figure presenti nella vostra azienda e trasformare le idee in azioni con gruppi di discussione». Ma non solo. «Ci sono un news feed personalizzato, chiamate audio e video e la possibilità di una maggiore cooperazione, anche a grandi distanze».

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Workplace sfida LinkedIn e Slack

È evidente che il guanto di sfida sia rivolto principalmente a LinkedIn, acquisita da pochi mesi da Microsoft. Ma anche altre realtà come Yammer (sempre di Microsoft) e Slack, uno dei fenomeni più in ascesa nell’ambito dell’organizzazione interna dei gruppi di lavoro. Tra le funzioni di Workplace ci sono, infatti, i gruppi multi-aziendali, la traduzione automatica, i trending post, i filtri di ricerca. I primi, ad esempio, sono gruppi condivisi che permettono ai dipendenti, appartenenti a gruppi differenti, di poter lavorare insieme. Ovviamente a condizione di far parte di Facebook Workplace.

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Un servizio a pagamento

Workplace rappresenta una novità anche perché è il primo servizio a pagamento di Facebook. E non è un particolare banale.  Il tool funziona tramite sottoscrizione e il modello di business, almeno per ora, si fonda sulla raccolta pubblicitaria. La piattaforma prevede un sistema di tariffe mensili per utente attivo. Le aziende, infatti, pagano solo per quello che effettivamente utilizzano.

Più utenti attivi avrà un’organizzazione, meno pagherà per ognuno di questi.

Facebook Workplace a partire dal 10 ottobre è disponibile per tutti: «Abbiamo lanciato la versione beta che conta più di  mille organizzazioni che la utilizzano in tutto il mondo. In ogni continente ad eccezione dell’Antartide, e più di 100mila gruppi già attivi». Un’operazione di scouting e di miglioramento, in formato beta, iniziato nel 2014.

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Un uso professionale

La parola d’ordine è separazione. L’obiettivo di Menlo Park è quello di creare una piattaforma autonoma che sia slegata dal concetto di intrattenimento, divertimento, relax. Workplace è uno strumento che vuole rispondere a richieste ed esigenze diverse, ben chiarificate da alcuni numeri pubblicati sul Pew Researh Center e ripresi dal Corriere della Sera: «Il 20% di chi utilizza Facebook durante l’orario di lavoro lo fa per ottenere informazioni che lo aiutino a risolvere problemi professionali, il 17% per creare relazioni più forti con i suoi colleghi e il 17% per comunicare con qualcuno interno alla sua azienda. E ancora, il 12% per fare domande lavorative a qualcuno fuori dall’ufficio e un altro 12 a vicini (o lontani) di scrivania».

L’azienda di Zuckerberg ha dichiarato che i cinque paesi che utilizzano maggiormente la piattaforma professionale sono India, Norvegia, Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Il sistema, sempre secondo Facebook: «colma un gap cruciale nel mercato per chi non lavora in ufficio o alla scrivania. Si tratta di lavoratori del commercio al dettaglio, equipaggi delle navi, baristi, i quali non avevano accesso agli strumenti di lavoro tradizionali». Vedremo se riuscirà a imporsi in un mercato già affollato.

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