Scienza

Scienza, le 6 sfide urgenti per Donald Trump (secondo Science)

Science, uno dei più autorevoli magazine americani, ha pubblicato un articolo in cui elenca le 6 grandi sfide che il prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America dovrà affrontare. E non ci sono solo il riscaldamento globale e le emissioni di anidride carbonica. C’è in ballo il futuro di tutti noi.

Donald Trump. Gli americani hanno deciso a chi affidare la guida del loro Paese. Almeno per i prossimi 4 anni. La rivista Science, in occasione delle elezioni, ha redatto una lista con 6 questioni che il nuovo inquilino della Casa Bianca dovrà affrontare una volta eletto. Sfide di grande importanza, racchiuse sotto un titolo emblematico: «Lezioni scientifiche per il prossimo Presidente».

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Sfide che non si possono rimandare

Non è un caso che un articolo del genere compaia con così grande urgenza. Science, come altri autorevoli magazine degli Stati Uniti, ha rimarcato come le questioni scientifiche non siano state adeguatamente prese a cuore dai candidati, concentrati a difendersi dagli scandali e a propagandare temi a loro più cari. Eppure, in passato, molte decisioni che hanno riguardato l’esplorazione dello spazio, le misure contro determinate malattie, il finanziamento della ricerca, le risorse energetiche e la lotta all’inquinamento, hanno determinato la popolarità, o la caduta in disgrazia, di diversi presidenti. Ecco quali saranno le nuove sfide che hanno bisogno di risposte concrete nei prossimi anni.

1) Riuscire a prevenire le future epidemie

Secondo Science non è una battaglia da prendere alla leggera. Virus, batteri, funghi e parassiti, in futuro, si evolveranno più velocemente dei rimedi che, oggi, si possono usare per debellarli. L’esempio principale è quello del batterio Escherichia Coli, che attacca l’intestino. Un fastidioso ospite che riesce a moltiplicarsi in appena 17 minuti e a creare danni ingenti per l’organismo. Senza contare poi virus che hanno già spaventato l’umanità in anni recenti come l’Ebola e Zika o altri che si stanno diffondendo causando malattie che non dovrebbero più fare paura come la Tubercolosi. Gli USA dovranno avere un ruolo primario nel decidere come affrontare eventuali crisi di epidemie a livello internazionale.

An Aedes aegypti mosquito is photographed through a microscope at the Fiocruz institute in Recife, Pernambuco state, Brazil, Wednesday, Jan. 27, 2016. The mosquito is a vector for the proliferation of the Zika virus currently spreading throughout Latin America. New figures from Brazil's Health Ministry show that the Zika virus outbreak has not caused as many confirmed cases of a rare brain defect as first feared. (ANSA/AP Photo/Felipe Dana)

2) Biotecnologie ed etica

Nel 2015, Science ha eletto la cosiddetta Crispr come “scoperta scientifica dell’anno”. E non a torto. Si tratta di una tecnica di intervento genomico che dà la possibilità di alterare il DNA, degli organismi viventi, come uomini, animali e batteri, in maniera semplice e low-cost. Trump, in questo caso, dovrà agire tenendo conto delle questioni etiche che girano intorno ad operazioni del genere. La Crispr, infatti, permetterà di creare nuovi trattamenti per malattie genetiche esistenti ma, allo stesso modo, avrà un ruolo nei cambiamenti che si manifesteranno nelle nuove generazioni. Per sempre. Si tratta dell’inizio di una nuova era da maneggiare, però, con estrema cautela.

3) Combattere le emissioni

Non è una battaglia nuova ma, nei prossimi anni, potrebbe entrare in una delle sue fasi più critiche e delicate. Per questo l’accordo di Parigi, entrato in vigore nei giorni scorsi, è considerato davvero decisivo per il futuro della Terra. L’innalzamento dei mari porta ad un concreto rischio inondazioni per molte coste degli Stati Uniti. Senza dimenticare di fenomeni come il ritiro dei ghiacciai delle zone montuose e lo scioglimento delle calotte polari. Science ricorda inoltre che circa il 40 per cento della popolazione statunitense vive nei pressi di zone costiere, dove sono state costruite molte infrastrutture e centri urbani di grande rilevanza. Ma Trump dovrà essere in grado, come alcuni suoi predecessori, di manifestare una fermezza diplomatica di grande qualità per poter incidere, a livello internazionale, su accordi, tagli, decisioni che riguardano questo tipo di emissioni.

4) Brain Initiative

Una delle principali priorità della prossima amministrazione sarà quella di dedicarsi, ancor più, alle malattie neurodegenerative. L’invecchiamento generale della popolazione sta determinando, in questi anni, un’attenzione particolare verso patologie come l’Alzheimer o il morbo di Parkinson. Malattie che hanno un’altissima ricaduta economica e sociale sulle famiglie e sullo Stato. I numeri citati nell’articolo sono inequivocabili: nel 2030 ci potrebbero essere fino a 76 milioni di casi, nel mondo, di nuovi malati di Alzheimer. Questo vorrà dire nuove risorse da dare alla ricerca ma anche al sistema di assistenza agli anziani. Quella che, più in generale, viene chiamata Brain Initiative. Ovvero il piano di ricerca di durata decennale annunciato da Obama nel 2013 e che, fino a ora, ha comportato una spesa di circa 750 milioni di dollari. Trump vorrà tenerlo in piedi? Questa è una vera incognita.

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5) Robot e driveless car. Il futuro delle macchine

Chi legge The Next Tech lo sa bene. Nel prossimo futuro le intelligenze artificiali avranno un ruolo fondamentale in tutti gli ambiti principali della nostra società. Dal lavoro alla casa, dall’assistenza alla mobilità. La lista è lunga: automobili che si guidano da sole, assistenti vocali e bot di tutti i tipi, wearable e Internet of Things. Tutti settori che stanno già scrivendo le pagine del nostro futuro. Computer sempre più potenti, algoritmi sempre più complessi, processori sempre più resistenti: l’intelligenza artificiale è ormai parte della nostra quotidianità e le sue evoluzioni dovranno essere controllate anche dal prossimo Presidente che dovrà fare delle scelte importanti. Dallo sviluppo dell’Industria 4.0 alla stesura di regole per una maggiore sicurezza nazionale.

6) La valutazione dei rischi

Ambiente, difesa, salute, lavoro. I cambiamenti, anche a causa delle nuove tecnologie, porteranno la Casa Bianca a dover valutare in maniera diversa i nuovi rischi che la popolazione potrebbe correre. I big data, le statistiche, le analisi dei diversi gruppi sociali, determineranno una nuova regolamentazione della vita e della quotidianità. Secondo Science, Donald Trump, dovrà apprendere e studiare quei principi che staranno alla basate dei comportamenti dei propri cittadini. E, sinceramente, c’è più di un motivo per preoccuparsi.

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