Health

Occhiali per vedere le fiabe in 3D. Un aiuto per i bambini disabili

Il progetto si chiama Wildcard: lo schermo esterno permette ai terapisti di vedere ciò che fissano i bimbi, l’applicazione web raccoglie i dati e offre la possibilità di cambiare sfondi, personaggi e particolari della storia.

Degli occhiali “magici” per i bambini con disabilità intellettiva. Magici perché in grado di dare vita alle storie raccontate dai loro terapisti. Non un vero e proprio incantesimo però, ma solo un modo nuovo (e intelligente) di utilizzare la realtà virtuale. Sviluppati all’interno del progetto Wildcard (da cui il nome) dal gruppo I3Lab del dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, gli occhiali rappresentano un importante stimolo per la curiosità, l’attenzione e la concentrazione dei piccoli. E un utile supporto per i terapisti.

(Foto: WIldcard)

Un’immersione a 360 gradi nella storia

“Wildcard offre un insieme di esperienze di realtà virtuale immersiva fruibili attraverso un visore indossabile di bassissimo costo e un normale smartphone inserito nel visore”, spiegano dall’I3Lab. Mentre sullo schermo appaiono due scene sfasate, ciascuna per ogni occhio, al cervello arriva un’unica immagine in tre dimensioni.

I bambini possono immergersi a 360 gradi nel mondo virtuale semplicemente spostando lo sguardo a destra e sinistra.

Appena si inclina o sposta la testa la visuale si modifica, gli oggetti iniziano a muoversi e i contenuti interattivi possono essere esplorati. “Inoltre Wildcard offre una piattaforma per la creazione di attività ludiche a supporto delle terapie per i bambini affetti da NDD (Neurodevelopmental Disorder, ndr.)”.

[youtube id=”2UIPxQ_RIYc”]

Un’applicazione web infatti permette ai terapisti di cambiare sfondi, personaggi e particolari della storia. Grazie a una semplice interfaccia visuale si possono modificare i contenuti ma anche i parametri di interazione – come la durata minima di focus visiva richiesta per l’attivazione di un oggetto interattivo – per adattarli alle esigenze e alle capacità di ogni soggetto.

Aumentano attenzione e concentrazione

Inoltre, l’applicazione web raccoglie automaticamente i dati relativi ai livelli di attenzione. I terapisti possono così visualizzare su uno schermo esterno ciò che fissano i bambini e analizzare al contempo i dati emersi durante l’interazione.

(Foto: WIldcard)

E i primi dati registrati grazie agli occhiali Wildcard sono davvero promettenti. La sperimentazione – durata tre mesi presso il centro L’abilità onlus – ha mostrato un aumento dei livelli di attenzione in tutti i bambini trattati. Che non hanno avuto reticenze nell’indossare il visore, stimolati anche da alcune attività preliminari di gioco con delle artigianali maschere di cartone. E nemmeno rischiato di estraniarsi dal mondo reale, grazie ai continui stimoli e i racconti dei terapisti.

Un grande risultato dunque, al quale se ne è aggiunto subito un altro. Per ogni forma e grado di disabilità infatti, i ricercatori sono riusciti a identificare dei pattern specifici nell’andamento dei livelli di attenzione dei loro piccoli pazienti. Questo vuol dire che, in futuro, uno strumento del genere potrà essere usato anche nell’ambito della diagnostica. Ma questa, forse, è un altra storia.

@antcar83

Ti potrebbe interessare anche

«Ho creato un guanto per far comunicare i sordo-ciechi». Caporusso racconta DbGlove

Un guanto con 18 sensori fa comunicare chi è privo di udito e vista. La startup DbGlove ha appena vinto il contest #MakeToCare organizzato da Sanofi Genzyme come miglior innovazione nel campo dell’e-health

Alden, il maker 16enne che ha inventato un passeggino speciale per mamme disabili

L’incontro tra Sharina Jones (mamma, 35) e Alden Kane (maker, 16) ha fatto nascere un prototipo di passeggino che è in grado di rendere autonome le mamme disabili nel portare in giro i propri figli. Una storia davvero bella.

Ballare sott’acqua con la sedia a rotelle (anche alle Olimpiadi). L’arte di Susan Austin

Susan Austin è sulla sedia a rotelle da quando aveva 16 anni ma con la sua arte ha riscritto la sua identità e quella delle persone che assistono alle sue performance. Nel 2012 si è esibita alle Olimpiadi e ogni giorno lotta per sostenere l’arte creata dalle persone con disabilità.

Be My Eyes, l’app per “offrire” i propri occhi a chi non può vedere

Be My Eyes, che ha superato i 370mila iscritti, collega l’utente che ha bisogno di assistenza al primo volontario disponibile, anche a un continente di distanza. Puntando tutto sulla solidarietà, quest’app aiuta le persone non vedenti a risolvere piccoli problemi quotidiani, semplificando loro la vita.

Galaxy Note 8, tutte le notizie prima del lancio

Dopo la sfortunata storia del Note 7, quest’anno Samsung spera di bissare il successo del Galaxy S8. Con un terminale munito di pennino e accessori omaggio per chi prenota subito

Il motore di ricerca della moda cresce e aggiunge altre città | Papèm

La startup, guidata da Alberto Lo Bue e Carlo Alberto Lipari, dopo aver ricevuto il premio Endeavor ai MYllennium awards, ha annunciato che l’espansione non si fermerà fino a quando Papèm non sarà presente in ogni angolo di tutte le città

Zooppa lancia il primo contest per video VR a 360°. Ecco come partecipare

C’è tempo fino al 16 ottobre, saranno selezionati i migliori video promozionali o di storytelling girati con tecnologia 360° e della durata massima di 120 secondi
Garmin è partner tecnologico dell’iniziativa e mette in palio 5 Camere VIRB 360

DevSecOps: lo sviluppo software agile attento alla sicurezza

Sviluppatori, esperti di sicurezza, reparto IT: tutti devono collaborare per creare software davvero sicuro. Un concetto che si concretizza nel DevSecOps, un modo moderno e veloce per arrivare dall’idea alla produzione senza correre rischi