Lara Martino

Lara Martino

Nov 10, 2016, 9:54am

Come potrebbe essere Hyperloop One: Bjarke Ingels disegna il trasporto del futuro

Basteranno 12 minuti per collegare Abu Dhabi e Dubai. Nel disegno degli architetti danesi le capsule supersoniche saranno eleganti e confortevoli e basterà una app per usufruire del servizio

Cosa succede se un grosso studio di architetti, uno dei più famosi al mondo, si mette a disegnare il futuro? Succede che vengono fuori i rendering di come sarà Hyperloop One, il sistema di trasporti in grado di far muovere le persone a una velocità supersonica. Lo studio di architetti di cui stiamo parlando è il Bjarke Ingels Group. L’intenzione degli architetti danesi è stata quella di trovare un modo per far coesistere un sistema di trasporti che sfida la fisica e l’immaginazione con le strutture cittadine già esistenti. In realtà siamo ancora lontani dallo sviluppo di questa tecnologia che è ancora nella sua fase sperimentale. E di conseguenza anche gli schizzi su come sarà questa nuova forma di mobilità assomigliano più a delle visioni che a dei veri progetti.

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Foto: Bjarke Ingels Group

La sfida per disegnare Hyperloop

L’idea di Hyperloop è di Elon Musk, il numero uno di Space X, che nel 2013 presentò la sua innovazione come il quinto sistema di trasporti dopo aerei, treni, automobili e barche. Lanciò una sfida a chi sarebbe stato in grado di disegnare una capsula alimentata a energia solare, in grado di contenere più persone e di muoversi lievitando lungo un grosso tubo. La startup Hyperloop One è stata una delle aziende che hanno raccolto la proposta e che si sono spese in questi anni per fare i primi test. Il prototipo funzionante dovrebbe essere pronto entro il 2020. Sono state avanzate diverse ipotesi sul luogo del primo viaggio di Hyperloop: prima California o Russia. Ora pare che il posto più adatto siano gli Emirati Arabi Uniti. Il progetto riguarderà infatti la connessione tra Abu Dhabi e Dubai: 75 miglia da percorrere in 12 minuti. E il deserto sembra essere morfologicamente più adeguato e sicuro per la realizzazione del sistema.

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Foto: Bjarke Ingels Group

Il progetto di Bjarke Ingels Group

È da maggio che lo studio di architetti danese BIG sta lavorando alla sua idea di Hyperloop. In questi giorni ha rilasciato un video in cui presenta le caratteristiche della capsula supersonica. Nel filmato si fa una simulazione di come potrebbe venire in futuro scelto questo mezzo di trasporto tramite una app, di come verrà costruita l’infrastruttura che correrà nel deserto e della stazione di arrivo su due livelli da realizzare di fronte al Burj Khalifa, il grattacielo di Dubai che è il più alto al mondo.

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Foto: Bjarke Ingels

La velocità di questo mezzo risiede nell’assenza di interruzioni nel viaggio e nell’abbattimento dei tempi di attesa. Inoltre, siccome a viaggiare nel tubo sono sostanzialmente auto senza pilota, esse possono uscire dal circuito di Hyperloop all’occorrenza e portare la persona nella sua destinazione finale. In un comunicato stampa Bjarke Ingels ha detto: «Con Hyperloop One abbiamo dato forma a un ecosistema di mobilità fatto di capsule e ingressi dove è scomparsa la sala d’attesa insieme all’attesa stessa. Hyperloop One combina il pendolarismo condiviso con la libertà individuale a una velocità quasi supersonica. Ci stiamo dirigendo verso un futuro dove la nostra mappa mentale della città verrà riconfigurata insieme alla nostra abituale concezione della distanza e della prossimità».

Lo stile elegante di una tecnologia che ancora non c’è

Le capsule di Hyperloop rispondono anche a delle spiccate esigenze di stile: sono eleganti, confortevoli e sono pensate per essere a misura d’uomo. Ogni mezzo è in grado di contenere sei persone che possono “prendere un passaggio” recandosi ai vari gate a disposizione. La difficoltà più grande che hanno incontrato gli architetti nel disegnare Hyperloop è stata quella di pensare all’aspetto di una tecnologia che in sostanza ancora non esiste. E addirittura cercare un modo per renderla coerente con le necessità della vita cittadina del futuro. Non c’è nessuna certezza che questi rendering troveranno applicazione in un sistema di trasporto funzionante. Ma nel frattempo tanto vale progettare.