Le ali hi-tech che cambiano forma in volo. Il progetto di Nasa e MIT

Un gruppo di ricercatori sta testando un prototipo di ala capace di cambiare forma durante il volo. Il progetto di chiama Madcat (Mission Adaptive Digital Composite Aerostructure Technologies)

È passato più di un secolo dal volo del Flyer, il prototipo di aeroplano costruito dai fratelli Wright, che rivoluzionò la vita dell’uomo. Oggi, percorrendo quella stessa strada, un gruppo di ricercatori della NASA e del MIT di Boston sta testando un prototipo di ala capace di cambiare forma durante il volo. Una soluzione che ha, come obiettivo principale, quello di determinare un miglioramento delle prestazioni degli aerei e una riduzione notevole dei consumi e dei costi. 

La nascita e lo sviluppo del prototipo è stato raccontato proprio da Neil Gershenfeld, fondatore del movimento fabbers e direttore di uno dei laboratori più importanti del MIT, sulla rivista Soft Robotics: «I tentativi fatti in passato puntavano  all’inserimento di nuove componenti all’interno dell’ala. Stavolta abbiamo deciso di costruirla interamente con le nuove caratteristiche». Ma siamo ancora all’inizio di una ricerca molto complessa. 

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Il progetto Madcat

Il progetto, chiamato Madcat (Mission Adaptive Digital Composite Aerostructure Technologies), sviluppa una struttura costituita da piccole sub-unità, piccoli mattoncini in fibra di carbonio, tenuti insieme da un reticolo flessibile. Mattoncini che potrebbero venire assemblati da robot già sviluppati all’interno del MIT. Questa tecnologia permetterà di controllare elettronicamente l’ala, facendola flettere e ruotare, modificando così le sue prestazioni in volo.

La NASA sta portando avanti i primi concreti esperimenti all’interno di un campo d’aviazione specializzato. A Modesto, in California

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Lavoro condiviso

Oltre al MIT, fanno parte del progetto membri provenienti da alcune delle università più rinomate d’America. Le californiane Davis, Berkeley e Santa Cruz. Ma anche la Cornell University di New York. Un lavoro condiviso che sottolinea lo sforzo che la NASA sta attuando in questo progetto.

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L’ala che si adatta

Il paper spiega che i test non hanno l’obiettivo di arrivare a costruire l’ala perfetta. Il tipo di aereo, ad esempio, è un fattore che esclude lo sviluppo di un modello unico, valido per ogni mezzo. Ma non solo. Anche le varie fasi del volo pretenderebbero l’attuazione di tipologie diverse. Le prestazioni richieste alle ali durante il decollo e atterraggio sono profondamente diverse da quelle durante il volo di crociera: «Vogliamo ridurre drasticamente l’impatto ambientale degli aerei, mantenendo la sicurezza nei cieli più affollati e aprendo la strada a nuove forme per i velivoli e a nuovi sistemi di propulsione». Una nuova rivoluzione, iniziata nel 1903 e pronta a scrivere un altro capitolo.