Ambiente

Il rino-robot per proteggere i rinoceronti dal bracconaggio. Ramakera

Ramakera è un robot con le sembianze di un rinoceronte, in grado di monitorare e proteggere il gruppo di animali in cui si trova. Una possibile misura contro il bracconaggio che, a causa dei corni, sta spingendo questo animale verso una rapida estinzione.

Dal 2010, in Africa, i bracconieri hanno già ucciso più di 5mila rinoceronti. Intanto in Asia due specie, la Javan e la Sumatran, sono in serio pericolo. Il 2015, ad esempio, è stato un anno drammatico: ben 1338 esemplari sono scomparsi per mano dei bracconieri. Una strage che, secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iunc), ci sta portando ad un mondo in cui nessuna delle specie oggi esistenti sarà più in vita. Allo stato attuale esistono 28mila esemplari, suddivisi fra tre specie, tutti seriamente minacciati dal bracconaggio. Viene contata una morte ogni 7 ore. Nel giro di 30 anni potrebbero essere estinti.

2013_03_01_grabb_13529_0_rsz

Il mercato dei corni

Sul mercato nero, il corno di rinoceronte è più caro della cocaina. Il prezzo per un corno oscilla tra i 60mila e i 10mila dollari al chilogrammo. Superstizioni e credenze gli attribuiscono straordinarie proprietà curative, eppure non è molto diverso dalle nostre unghie. Per quest’appendice animale, composta nient’altro che da cheratina, i bracconieri infliggono terribili sofferenze ai rinoceronti, strappandogli via il corno quando sono ancora in vita e lasciandoli agonizzanti fino alla morte. Sono molte le soluzioni che mirano ad annientare il bracconaggio.

Le soluzioni. E i robot

Alcune coinvolgono apparecchiature hi-tech, come videocamere a infrarossi, sistemi di monitoraggio spaziale o droni, ma risultano essere invasive dal punto di vista ambientale, poiché possono spaventare il branco. Tra le ultime proposte però ce n’è una che punta a inserirsi gentilmente tra i branchi di rinoceronti. Infatti, dall’idea dell’ingegnere meccanico Charles Bombardier, nasce Ramakera. Si tratta di un robot con le sembianze di un rinoceronte, in grado di monitorare e proteggere il gruppo di animali in cui si trova.

Charles Bombardier, di origine canadese, è un innovatore che mette a disposizione le proprie idee grazie alla no profit, da lui fondata, Imaginactive. Questa ha lo scopo di ispirare le nuove generazioni a “sognare, credere e costruire i veicoli di domani”. Ramakera è, infatti, uno speciale veicolo che usa celle a combustibile ad idrogeno per funzionare. Può trasportare un’unità di navigazione che gli consente di ritornare alla base per eventuali upgrade o riparazioni. Inoltre un sistema di sensori gli permette di tenersi al passo con i suoi compagni di branco e di tracciare e registrare l’attività umana. Per assicurare al rino-robot l’accettazione da parte del branco, il corpo sarà coperto da un pelle sintetica e avrà un odore riconoscibile per gli animali.

ramakera_ta

Probabilmente si riuscirà anche ad inserire un microprocessore che consentirà a Ramakera di riprodurre i movimenti degli altri membri del gruppo. Grazie a queste accortezze, seppure non dovesse essere scambiato per un animale, il robot risulterebbe senza dubbio meno fastidioso di rumorosi elicotteri o droni. Remakera, convivendo con il branco riuscirà a proteggerlo: qualsiasi attacco sarà velocemente registrato e potrà essere lanciato l’allarme. Così la tecnologia fungerà da baluardo per una specie di cui non tutti ne comprendono l’importanza della salvaguardia.

Andrea La Frazia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Alla scoperta delle frontiere digitali della didattica: il 5 maggio c’è l’Edu Day a L’Aquila

Si terrà in Abruzzo la seconda edizione dell’Edu Day di Microsoft, una giornata di formazione e informazione dedicata a insegnanti, animatori digitali e dirigenti scolastici sulle nuove tecnologie digitali per la didattica

La Nato aprirà un centro di Info warfare, a Helsinki

“Il centro – ha detto il ministro degli Esteri finlandese Timo Soini in conferenza stampa – è stato realizzato per sensibilizzare alle minacce ibride e a come queste possano sfruttare le vulnerabilità delle moderne società occidentali.