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Con PowerMe gli smartphone si ricaricano a vicenda

Una startup milanese ha ideato un dispositivo che permette di condividere energia tra dispositivi mobile dotati di porta microUSB. Grande successo su Indiegogo, in arrivo un’app per localizzare altri utenti nelle vicinanze con cui “ricaricarsi”.

Nell’epoca dei social, tutto va condiviso. Anche l’energia. “Con il mio socio Francesco Crema stavamo tornando da un appuntamento”. A raccontare la storia è Ludovico Cianchetta, cofounder della startup milanese PowerMe. “La sua auto aveva l’accendisigari rotto e non avevamo nessuna batteria esterna con noi”. Da questa piccola disavventura è nata l’idea di realizzare un semplice cavetto, in grado di far condividere energia a due dispositivi mobile.

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Si chiama PowerMe e permette di “trasformare ogni dispositivo in una fonte d’energia”, come sostengono i suoi ideatori. In fondo, è capitato ad ognuno di noi di trovarci, almeno una volta, con lo smartphone scarico, proprio quando ne avremmo avuto più bisogno. Presto non sarà più così, grazie anche ad un’app che ci permetterà di localizzare gli utenti più vicini con cui “scambiare” energia.

(Foto: PowerMe)

I cellulari si ricaricano tra loro (senza corrente)

Con PowerMe è possibile infatti caricare uno smartphone o un altro device direttamente dal tablet di un amico, senza avere accesso ad alcuna presa di corrente. “I punti vincenti di questo progetto sono molteplici, a partire dal prezzo (10,99 euro, n.d.r.)”, spiega Cianchetta. “E poi, la semplicità di utilizzo disarmante e il suo design a portachiavi, che permette di avere PowerMe sempre con sé”. Sarà sufficiente collegare le due estremità ai dispositivi che devono scambiarsi l’energia per “ricaricarsi” automaticamente.

Pratico da trasportare dunque e semplice da utilizzare, davvero per chiunque.

In questo modo, si può fare a meno delle più ingombranti power bank, che necessitano peraltro di una ricarica a parte. Il cavo inoltre, può funzionare anche come sistema di trasferimento plug&play, per condividere foto e altri contenuti multimediali.

(Foto: PowerMe)

Quattromila pezzi venduti in un mese

Ad oggi il mercato degli accessori per smartphone vale oltre 85 miliardi di dollari. Non è un caso dunque che la campagna di crowdfunding di PowerMe su Indiegogo sia stata un vero successo. Oltre 40mila dollari raccolti e più di quattromila pezzi venduti in tutto il mondo, in soli 45 giorni. Oggi l’innovativo cavetto è acquistabile attraverso il sito ufficiale della startup. Da solo – per tutti i dispositivi mobili dotati di slot Micro-USB – e nella versione con adattatore, per collegarsi a connettori Lightning, Mini-USB e USB Type-C.

(Foto: PowerMe)

Gli ideatori hanno deciso inoltre di attivare un servizio di assistenza su Telegram per avere un canale diretto con i “donatori”. Gli utenti potranno richiedere informazioni, dare suggerimenti, fare richieste o semplicemente ricevere assistenza immediata e gratuita sul prodotto.

Energia a portata di app

Anche il donatore potrà guadagnare dal suo gesto di solidarietà tecnologica. Innanzitutto dei punti, proporzionati all’energia offerta e spendibili per ottenere gadget elettronici. Ma anche giga di traffico dati o minuti di chiamate, in base alle partnership future. Intanto, Ludovico e Francesco stanno lavorando sullo sviluppo dell’app ufficiale, che dovrebbe permettere a chi è in cerca di energia di individuare facilmente altri utenti nelle vicinanze con cui “ricaricarsi”.

(Foto: PowerMe)

Non solo. L’applicazione potrà adattarsi alle abitudini del singolo utente, consigliandolo su modi e tempi della ricarica. “Se, ad esempio, alle 18 ho quasi sempre il telefono scarico, PowerMe mi invierà una notifica tra le 12 e le 15, per invitarmi a ricaricare”. L’app sarà poi in grado di segnalare dei punti di ricarica all’interno di negozi convenzionati, chiamati PowerMe Station. In questo modo, condividere energia, potrà trasformarsi anche in un’innovativa forma di marketing.

@antcar83

Un Commento a “Con PowerMe gli smartphone si ricaricano a vicenda”

  1. nome Cognome

    sarebbe stata una novita se Samsung non lo avrebbe inventato l’anno scorso con una semplice app e un cavo otg collegato al cavo usb (che poi anche samsung ha il cavo dedicato allo share)

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