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Gli aeromodelli che sembrano libellule. Ecco i segreti degli F1D

Hanno un’autonomia di ben 30 minuti, pesano appena un grammo e sono alimentati da una sola matassa elastica. Tanta tecnologia (elica a passo variabile, materiali, apertura alare ecc.), principi di fisica e aerodinamica, tipo di costruzione con precisione assoluta li rendono davvero unici. Ecco gli F1D.

È uno degli hobby più belli di sempre, capace di coinvolgere persone di tutte l’età. Si chiama Aeromodellismo, ovvero la realizzazione di modelli in scala capaci di volare e di prestazioni ben superiori agli attuali aerei commerciali. In rete spopolano i crash, gli schianti, ma come racconta questo video è molto più che un semplice passatempo.

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L’aeromodellismo è passione. È uno sport con un’unica visione del mondo. È straordinario il tempo passato a costruire, modificare e far volare qualcosa che hai creato con le tue mani. Ogni viaggio inizia da qualche parte, ma quello dell’aeromodellista inizia con un’idea e con l’immaginazione. Un’immaginazione che può davvero prendere il volo.

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Ok i crash, ma….

In rete si trovano tantissimi incidenti di modelli radiocomandati. Sempre più grandi, sempre più mostruosi. Navigando, però, può capitare di incontrare degli aerei più eleganti che somigliano a libellule. Si chiamano F1D e, nonostante la loro innocua apparenza, sono protagonisti di alcune tra le competizioni mondiali più importanti del settore.

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In questo documentario si raccontano le caratteristiche e la storia di questi aeromodelli. Dall’aspetto sembrano molto semplici, i classici giocattoli fai-da-te che possono restare in volo appena qualche attimo. In realtà hanno un’autonomia di ben 30 minuti (record dell’ultimo campionato mondiale) e sono alimentati da una sola matassa elastica. Tanta tecnologia (elica a passo variabile, materiali, apertura alare ecc.), principi di fisica e aerodinamica, tipo di costruzione con precisione assoluta li rendono davvero unici. E il loro peso è di appena un grammo!

Come suggerisce il nome, gli F1D (Indoor Free Flight) sono modelli progettati per volare in ambienti chiusi. Questo sia per questioni aerodinamiche che per le condizioni climatiche esterne, di certo non favorevoli ad un aeromodello così leggero. Volete iniziare con quest’hobby? Beh, armatevi di pazienza, pensate che per costruire un modello da competizione ci vuole almeno un anno di lavoro, tanta precisione ma soprattutto… tanta delicatezza.

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I ragazzi di FliteTest

FliteTest è nata in un garage (come ogni startup americana che si rispetti) grazie a un gruppo di ragazzi appassionati di volo. Parlano di droni, aeromodelli e ultraleggeri e in rete sono già diventati da qualche anno popolari grazie ai loro video di DIY (Do It Yourself).

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Ad agosto hanno vinto la Boston Redbull Flutag, la competizione aerea più spettacolare del mondo, riservata a macchine volanti prive di motore, che provano a sfidare le comuni leggi di gravità affidandosi unicamente alle proprie mani. In questo video ci raccontano la loro esperienza con gli F1D e chissà se tra qualche anno li vedremo costruire anche aerei commerciali.

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Beh, ora siete pronti a creare il vostro aeromodello?

Leonardo Falanga

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