Device

La pellicola smart che ricarica lo smartphone trasformando l’energia cinetica

Sfruttare il movimento umano per ottenere l’energia sufficiente ad alimentare i nostri dispositivi mobile. È questa l’idea di un team di ricercatori americani

Fornire energia al proprio cellulare con il solo tocco delle dita. O semplicemente camminando. Un sogno per tutti i possessori di smartphone, costretti a ricaricare il loro compagno elettronico anche due o tre volte al giorno. Un team di ricercatori di ingegneria della Michigan State University sta lavorando per realizzare questo sogno. Ed è già a buon punto.

(Foto: Flickr)

Un addio alla batteria scarica

Il risultato dei loro studi (finanziati dalla National Science Foundation) è una pellicola sottilissima, in grado di catturare l’energia che serve a ricaricare il cellulare. Come? Tramite una tecnologia a diodi ionici che permette di trasformare l’energia cinetica generata dal movimento delle dita sul touchscreen, in corrente elettrica. Ma non solo. “Siamo in cammino verso dispositivi indossabili alimentati dal movimento umano”, afferma Nelson Sepulveda, a capo del progetto. L’obiettivo finale infatti, è quello di riuscire a sfruttare il movimento per ottenere l’energia sufficiente ad alimentare i nostri device.

(Foto: MSU)

Una rivoluzione “sottile”

Intanto, grazie al loro nanogenratore – più precisamente, “Biocompatible ferroelectret nanogenerator”, o anche solo FENG – Sepulveda e il suo team di ricerca sono riusciti a far funzionare uno schermo a cristalli liquidi touchscreen, un sistema di luci a led e una tastiera pieghevole. Senza l’ausilio di una batteria, ma solo attraverso la pressione delle dita sullo strumento in questione. I risultati di questi test sono stati pubblicati sulla rivista Nano Energy. Essendo sottile come un foglio di carta, leggera e flessibile, la pellicola – composta da sottilissimi strati di silicio e altri materiali ecocompatibili (e caricata di ioni) – è in grado di adattarsi a molte applicazioni e dimensioni. Potrà così essere applicata su diversi dispositivi, per “riciclare” l’energia cinetica per ricaricarli.

Una soluzione estremamente semplice e low cost.

E in più, “ogni volta che si piega aumenta in modo esponenziale la quantità di tensione che sta creando”, spiega Sepulveda. In pratica, piegato, il FENG crea più energia. E in questo modo potremmo inserirlo, per esempio, nel tacco delle nostre scarpe. Così, ogni volta che il tallone toccherà il suolo, genereremo potenza per effetto dello schiacciamento della pellicola.

(Foto: LG)

L’energia è nei nostri piedi

È questo il prossimo passo. Del resto, quello della durata delle batterie sarà uno dei problemi fondamentali da affrontare nei prossimi anni. Batterie che dovranno supportare dispositivi sempre più innovativi e dunque più “pesanti”, perché ricchi di nuove funzioni. Presto potremo dire addio ai Power Bank (troppo ingombranti) per far spazio a soluzioni diverse. Come il già noto Power Me, che permette la condivisione di energia. Ma anche batterie solari. Ed energia cinetica, appunto. “Quello che prevedo – continua Sepulveda – è che relativamente presto non avremo più bisogno, per esempio, di ricaricare il cellulare per una settimana intera, perché l’energia sarà prodotta dal movimento”. Con il suo team, sta già lavorando per sviluppare una tecnologia che permetta di trasmettere la potenza generata dal tallone a un auricolare senza fili. Ma sempre, un passo alla volta.

@antcar83

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Alla scoperta delle frontiere digitali della didattica: il 5 maggio c’è l’Edu Day a L’Aquila

Si terrà in Abruzzo la seconda edizione dell’Edu Day di Microsoft, una giornata di formazione e informazione dedicata a insegnanti, animatori digitali e dirigenti scolastici sulle nuove tecnologie digitali per la didattica

La Nato aprirà un centro di Info warfare, a Helsinki

“Il centro – ha detto il ministro degli Esteri finlandese Timo Soini in conferenza stampa – è stato realizzato per sensibilizzare alle minacce ibride e a come queste possano sfruttare le vulnerabilità delle moderne società occidentali.