Robotica

Robopin, il robot receptionist che accoglie e riconosce i clienti

Un robot “mediatore”, addetto al ricevimento degli ospiti e dei clienti. Sviluppato dai Fujitsu Lab in Giappone, Robopin è in grado di eseguire 222 movimenti espressivi e può modulare costantemente la voce per comunicare le proprie emozioni

Immaginate di entrare in un hotel e trovare, ad accogliervi, un piccolo robot umanoide. Assunto, a tutti gli effetti, come addetto alla reception. Niente di più probabile, da qui a qualche anno. Arriva dal Giappone infatti, con le sue piccole braccia simili a delle pinne (che lo fanno sembrare un piccolo pinguino), Robopin. Oltre a fornire indicazioni e assistenza ai clienti, questo robot è in grado di consigliare prodotti, itinerari o appuntamenti, a seconda del luogo in cui viene utilizzato. Hotel appunto, ma anche edifici aziendali e banche. Sviluppato da Fujitsu Lab, rappresenta la perfetta sintesi di quello che per l’azienda giapponese sarà il prossimo futuro. Un futuro nel quale IA e robot potranno convivere in armonia con gli esseri umani. Ben riassunto in questo video (in cui Robopin è assoluto protagonista).

Un’accoglienza speciale

Non a caso, il Giappone. La patria dei robot Asimo e Pepper. E soprattutto, il paese dove è prevista, per il 2035, la perdita di metà dei posti di lavoro, a scapito dei robot. “È vero, alcuni lavori potrebbero scomparire a causa dei robot e della IA”, ammette Tatsuya Tanaka, presidente del gruppo Fujitsu. “Ma credo che questo ci permetterà di concentrarci su compiti più importanti, più creativi, lasciandoci il tempo di inventare nuove cose e, perché no, nuovi tipi di lavoro”.

Mentre all’accoglienza clienti continuerà a pensare Robopin.

Il suo punto di forza è la capacità di eseguire ben 222 movimenti espressivi, mappati secondo un cosiddetto “spazio emozionale”. In questo modo, è in grado di imitare l’ampia gamma espressiva umana. Ciò aumenta significativamente l’empatia con gli utenti che interagiscono con lui. Robopin si esprime infatti utilizzando la tipica gestualità della tradizione giapponese. Inchino compreso.

 

(Foto: Fujitsu Lab)

Sa sempre chi sei (e cosa fai)

Posizionato all’ingresso di una banca o di un’azienda, Robopin può indicare con il movimento del corpo e delle braccia la direzione per un ufficio, una sala riunioni o anche semplicemente per la toilette. Al posto del suo unico occhio è stata piazzata una videocamera che gli permette di riconoscere il viso del suo interlocutore (e anche per leggere, ad esempio, il codice stampato su un cartellino). Il robot sarà in grado di riconoscere i visitatori e interagire con loro sulla base delle caratteristiche di ognuno. E continuerà a seguirli, mantenendo sempre il contatto visivo. Proprio come farebbe un buon receptionist umano.

(Foto: Fujitsu Lab)

Un robot “emozionale”

Robopin è dotato di sistemi e sensori che gli permettono di prendere in considerazione ciò che lo circonda, per rispondere proattivamente alle necessità dei suoi utilizzatori. Grazie ad un avanzato software di riconoscimento vocale, il robot receptionist può, non soltanto comprendere il significato di ciò che gli viene detto, ma anche interpretare emozioni e stati d’animo delle persone che si trova di fronte. E reagire di conseguenza. In pratica, cambierà atteggiamento in base al suo stato d’animo o a quello della persona che si trova di fronte. E, attraverso un sistema di sintesi vocale intelligente, sarà capace di modulare costantemente la voce per comunicare le proprie emozioni. Robopin è stato presentato per la prima volta al pubblico Fujitsu Forum di Monaco del novembre scorso. Prossimo passo, sarà testarlo nelle banche o negli uffici. E da qui a cinque anni (massimo), secondo Fujitsu, sarà pienamente operativo.

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