Tecnologia

Ikea ha progettato case per i rifugiati che si montano in 4 ore e resistono anni

Le costruzioni di Better Shelter, società della Fondazione Ikea, possono ospitare fino ad un massimo di cinque inquilini e per montarle bastano quattro persone

Secondo gli ultimi dati forniti dalle Nazioni Unite, sono oltre sessantacinque milioni i rifugiati che scappano dalla guerra, dalle persecuzioni e dalle calamità naturali in tutto il mondo. Pensando a loro, il colosso scandinavo Ikea ha avuto un’idea davvero brillante.

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Una costruzione più resistente e più durevole

Ikea Foundation è l’associazione non profit del gruppo che ha avviato un progetto per il sociale. Better Shelter, una società sempre fondata da Ikea Foundation, ha progettato degli ingegnosi rifugi per ospitare temporaneamente le persone in difficoltà. Sull’idea dei ripari offerti dall’ONU, Better Shelter ha costruito delle strutture più durevoli, più convenienti e più sicure rispetto a quelle fornite dalle Nazioni Unite.

La costruzione targata Ikea può durare fino a tre anni, contro i sei mesi o meno delle tende ONU la cui tenuta varia a seconda del meteo.

La struttura è composta da tre parti principali: una cornice, dei pannelli e un sistema ad energia solare. Molto resistente alle intemperie, si può montare in meno di quattro ore e sono necessarie solamente quattro persone, senza l’aiuto di attrezzi particolari. Può ospitare fino ad un massimo di cinque persone. Il rifugio ha recentemente vinto il premio Beazley Design of the Year per il 2017, ed è stato aggiunto alla collezione permanente del MoMA di New York.

Il ban di Trump

L’ordine esecutivo firmato dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la “protezione della nazione contro l’ingresso di terroristi stranieri” vieta l’arrivo di cittadini provenienti da sette Paesi musulmani: Siria, Iraq, Iran, Yemen, Somalia, Sudan e Libia. Il decreto ha ordinato anche la sospensione per quattro mesi del programma per i rifugiati, uno dei più ambiziosi al mondo in tema di accoglienza delle vittime di conflitti. Creato nel 1980, il programma ha permesso di accogliere negli Stati Uniti circa 2,5 milioni di persone. Era stato sospeso solo una volta, per tre mesi, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Grazie a questo decreto sono oltre 20 mila secondo le stime delle Nazioni Unite i rifugiati, in prevalenza siriani, che subiranno gli effetti immediati della “chiusura” delle frontiere americane. Sicuramente la struttura progettata da Ikea tornerà molto utile nei prossimi mesi. La fondazione dell’azienda svedese ha già  spedito  i suoi rifugi in Africa, Asia, Europa e Medio Oriente, dove sono state trasformate in case, centri medici e centri di distribuzione alimentare.

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