Tecnologia

Basta touchscreen: ora possiamo rispondere al telefono toccandoci l’orecchio

Il nostro modo di interagire con i dispositivi mobile è destinato a cambiare. Su Kickstarter spopola SGNL, cinturino intelligente ideato dalla startup Innomdle Lab che consente di rispondere al telefono con le dita di una mano. Anche l’Italia ha il suo: si chiama GET e lo produce la startup romana Deed.

Entro il 2021 gli abitanti della terra che avranno un telefono cellulare saranno più di cinque miliardi e mezzo. In crescita anche il numero dei dispositivi connessi (dodici miliardi contro gli attuali otto). Lo dice l’undicesimo report Cisco Visual Networking Index Global Mobile Data Traffic Forecast (2016-2021). Quello che il rapporto non dice però, è che il nostro modo di interagire con i dispositivi mobile è destinato a cambiare. Basta dare un’occhiata al successo ottenuto su Kickstarter da un dispositivo come SGNL per capire che dal touchscreen alle interfacce gestuali il passo è breve.

(Foto: Innomdle Lab)

Il telefono in un dito

Parliamo di un milione e mezzo di finanziamenti per questo cinturino intelligente che consente di rispondere al telefono con le dita di una mano. Ideato dalla startup Innomdle Lab, spin-off di Samsung, SGNL si può indossare al polso anche come cinturino di un orologio o di un qualsiasi smartwatch di Apple, Samsung Gear o Pebble Time. Funziona, più o meno, così.

In pratica, è sufficiente posizionare la punta del dito all’orecchio, mentre si parla attraverso il microfono incorporato. Collegato via Blueooth allo smartphone, il dispositivo trasmette il segnale vocale all’orecchio attraverso un sistema di Body Conduction Unit, molto simile alla conduzione ossea (bone condution) di alcune cuffie. È il corpo a veicolare le vibrazioni del suono, che vengono poi amplificate una volta arrivate all’orecchio.

Il futuro è già qui e si chiama GET

Le prime spedizioni sono in partenza ma, senza andare troppo lontano, anche in Italia (e più precisamente a Roma) è possibile trovare un device simile. Sviluppato dalla startup Deed, finalista dell’ultima edizione del premio Marzotto, è appunto un braccialetto che permette di controllare i nostri device tramite un’interfaccia invisibile. Si chiama GET e, partendo dall’assunto che l’interfaccia perfetta è il corpo stesso, sfrutta la bone conduction per farci ascoltare le notifiche – email, whatsapp e social – e telefonare. Non solo. GET (come anche SGNL) può essere utilizzato per tracciare l’attività fisica, gli spostamenti e il ciclo del sonno, sostituendosi a qualsiasi wearable.

 

(Foto: Innomdle Lab)

Non solo telefonate

«Quello che stiamo realizzando é un vero e proprio Smart-bridge, in grado di unire finalmente in un unico dispositivo, tutte le funzionalità ad oggi presenti separatamente negli smartwatch e negli sport tracker», spiega Emiliano Parini, COO di Deed. Non solo telefonate, dunque. Del resto, in futuro diventerà sempre più frequente l’uso di device come GET. Magari non assisteremo all’affermarsi di un nuovo standard (come è stato per il touchscreen), ma una serie di nuove soluzioni tecnologiche saranno integrate all’interno dei nostri dispositivi. «Get inoltre potrà essere utilizzato come una carta di credito: permetterà di effettuare pagamenti in maniera più rapida e sicura, semplicemente connettendo la propria carta all’App del bracciale. Altra funzione esclusiva che stiamo finalizzando, riguarda il mondo della biometria, ciò permetterà di fare un bel passo in avanti nella sicurezza» conclude Parini.

@antcar83

(Foto: Deed)

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