Patrizia Caraveo

Patrizia Caraveo

Apr 1, 2017, 3:10pm

Patrizia Caraveo

Patrizia Caraveo

Apr 1, 2017, 3:10pm

Scusi, ma il razzo spaziale lo prende nuovo o usato? L’impresa visionaria di Elon Musk

Riciclando i razzi usati si apre un nuovo mercato per i viaggi spaziali. Il patron di Tesla mantiene le promesse

Il razzo lo preferisce nuovo o usato?  Questo potrebbe essere la domanda che,  dopo il successo del lancio del primo Falcon 9 riciclato (vedi foto), i venditori dei  lanciatori Space X faranno ai loro clienti. La scelta tra un razzo nuovo di zecca ed uno il cui primo stadio ha già volato ed è stato recuperato e ricondizionato per un nuovo volo.

Una foto storica. Questa è la foto del lancio avvenuto dalla storica  piattaforma 39A del Kennedy Space Center  con l’integration building di Space X in primo piano. Il Launch Complex 39 ( che comprende le piattoforme A,B e D) è stato costruito per il progetto Apollo ed è poi stato utilizzato per i lanci dello Shuttle. Dal 2017 è stato affittato da Space X

Questa invece è la foto a 28 secondi dal lancio da uno dei punti di osservazioni per  i visitatori.

Con Space X l’usato sicuro viaggia anche nello spazio

I prezzi di un razzo nuovo o usato saranno ovviamente diversi, con un significativo risparmio per chi scelga di optare per l’usato sicuro. E infatti non sappiamo quanto sia stato lo sconto praticato per il lancio di SES-10, un satellite di telecomunicazioni da 5 tonnellate  che, una volta inserito in orbita geostazionaria alla longitudine di 67 gradi ovest (rispetto al meridiano di Greenwich), è destinato ad entrare a fare parte della rete satellitare Simon Bolivar 2 per offrire trasmissioni TV a Bolivia, Colombia, Equador e Perù.

Il primo stadio riciclato era stato utilizzato nell’aprile dello scorso anno per lanciare la capsula Dragon CRS-8 con i suoi rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale.
Oltre a svolgere egregiamente il suo compito “commerciale”,  immettendo il carico nell’orbita di trasferimento verso la posizione geostazionaria scelta, il primo stadio riciclato è riuscito a completare l’opera,  atterrando su una piattaforma in pieno oceano, pronto per essere nuovamente  riutilizzato.
IN questo servizio video si può vedere come è andata

 

Elon Musk mantiene le promesse e si prepara a rivoluzionare i viaggi spaziali

Chissà se nel listino prezzi del Falcon 9 ci sarà anche l’opzione dell’usato multiplo per permettere al cliente un ulteriore risparmio. Chiaro che nulla è regalato, più consistente il risparmio, più alto il rischio che si accetta di correre.  Per capire quanto sicura sia la procedura occorrerà avere un po’ di statistiche. Così come una rondine non fa primavera, un lancio, pur coronato dal più totale successo, non permette di valutare la sicurezza della procedura.

Non dimentichiamo che Space X è entrata da relativamente poco sul mercato e la sua “storia” fatta di successi, ma anche di qualche disastro, non è certo paragonabile ad altre industrie spaziali che lanciano da decenni.  Nessuno, però, aveva mai  adottato una tabella di marcia così aggressiva e così visionaria.

Bisogna riconoscere che Elon Musk ha fatto di nuovo centro. Aveva promesso che avrebbe cercato di abbattere i costi di lancio con il recupero ed il riciclo del primo stadio e ieri ha dimostrato che il suo progetto è una realtà.

Come dice nella sua intervista, questa è una rivoluzione nel trasporto spaziale. E ha ragione.