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La risposta (locale e smart) delle città statunitensi alla politica ambientale di Trump

Quarantasette sindaci degli Stati Uniti hanno scritto una lettera aperta al presidente Trump per esprimere critiche nei confronti della sua decisione di cancellare il Clean Power Plan di Obama. In alternativa propongono energia solare, costruzioni attente all’ambiente, alberi e app

Donald Trump il 28 marzo ha firmato l’ordine esecutivo che ha messo fine alle politiche ambientali dell’amministrazione Obama. Ma non tuttti l’hanno presa bene. Pochi giorni dopo c’è già chi ha cercato di reagire: 47 sindaci delle città statunitensi hanno scritto una lettera al presidente annunciando di voler continuare sulla strada delle iniziative a favore della tutela ambientale. Nulla di paragonabile alle politiche di contrasto al cambiamento climatico che il precedente inquilino della Casa Bianca aveva intrapreso, ma si tratta comunque di un impegno a livello locale per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera. Di seguito una selezione, fatta da Fast Company, delle proposte più creative per ridurre l’impatto che la vita di una città può avere sull’ambiente.

La forza del sole

Phoenix, la capitale dell’Arizona, ha deciso di puntare tutto sull’energia solare. La sua particolare posizione geografica significa 296 giorni di sole all’anno. Per cercare di sfruttare il più possibile questa risorsa, l’amministrazione cittadina ha deciso di installare i pannelli solari nelle aree dimenticate della città. Nel 2015 è stato inaugurato un impianto su una discarica in grado di produrre 10 megawatt, l’energia necessaria per dare elettricità a 2500 case. Si tratta solo di uno dei 9 impianti per la produzione dell’energia solare che sono disseminati sul territorio dello stato che con l’Arizona Sun Project punta a raggiungere il 15 per cento di energia rinnovabile. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Orlando, in Florida, e Ann Arbor, in Michigan, che hanno scelto di ricoprire di pannelli solari i tetti delle strutture.

Pannelli solari in Kansas. Foto: Jeff Kubina/Flickr

Costruire per l’ambiente

Gli edifici sono responsabili del 39 per cento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. È per questo che nel 2016 la città di Denver ha deciso di imporre alle nuove costruzioni unifamiliari di dotare i propri garage di sistemi per la ricarica dei veicoli elettrici. L’obiettivo è quello di rendere la città pronta a un’innovazione che presto si diffonderà a macchia d’olio. A Boulder, in Colorado, invece, si vuole raggiungere l’obiettivo net-zero. Gli edifici dovrebbero entro il 2031 riuscire ad essere autosufficienti dal punto di vista energetico, senza il bisogno di attingere alla rete elettrica. A Seattle, infine, un regolamento impone alle costruzioni non residenziali più grandi di 50 mila metri quadri di ottimizzare i consumi per accumulare tra il 10 e il 15 per cento di scorte.

Foto: peter Burgess/Flickr

Il potere degli alberi

Il “polmone verde” in una città è sempre stato un valore aggiunto. Ancora di più oggi, visto che l’urbanizzazione e il cambiamento climatico portano alla formazione delle cosiddette isole di calore in corrispondenza dei centri urbani, dove si registrano temperture più alte rispetto alle zone rurali circostanti. San Francisco ha pensato di rimediare a questo problema incentivando la presenza degli alberi. Ha avviato una sorta di censimento della vegetazione per individuare delle aree in cui poterne piantare ancora. In tutto, nella città ci sono 124.795 alberi di più di 500 specie differenti. E l’obiettivo è aggiungerne 50 mila nei prossimi 20 anni. Grazie agli alberi è possibile risucchiare dall’aria quasi 9 mila tonnellate di anidride carbonica e ripulire 380 milioni di litri di acqua piovana. Anche a Philadelphia e Columbus, in Ohio, 20 organizzazioni lavorano per far crescere la vegetazione urbana di 300 mila piante entro il 2020.

Un viale alberato di San Francisco. Foto: Torbakhopper/Flickr

App e software per città ecosostenibili

Sul fronte delle app, la città di Boulder ha messo a disposizione un tool per scoprire il potenziale energetico della propria casa. Il sistema è in grado di valutare la forma della struttura, il clima del posto e le costruzioni vicine e stabilire quanta energia si potrebbe ottenere con l’installazione dei pannelli solari. SolarSystem tiene conto anche dei costi di gestione dell’impianto. Kansas City ha pensato, invece, a un sistema per monitorare il consumo energetico degli edifici pubblici. Infine, Fort Collins, in Colorado ha scelto di controllare il traffico cittadino in tempo reale con un software e di intervenire per ridurre le emissioni laddove possibile.

 

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