Il materiale che permetterà agli schermi degli smartphone di ripararsi da soli

I ricercatori dell'università della California a Riverside, guidati da Chao Wang, hanno sperimentato una sostanza che grazie all'attrazione tra ioni e molecole si rimargina come se fosse pelle umana

Una delle cose che può capitare ai possessori di uno smartphone è che il dispositivo scivoli via dalle mani e cada a terra. Nella maggior parte dei casi rimane incolume, magari perché protetto da pellicole e custodie. Ma ci sono volte in cui l’incidente può avere effetti più negativi, soprattutto per lo schermo, che finisce per portare i segni di mille rotture. E se esistesse un modo perchè le fratture sul vetro scompaiano da sole? Ci hanno pensato i ricercatori dell’università della California a Riverside.

Il materiale che si ripara da solo

La sperimentazione degli studiosi ha portato allo sviluppo di un materiale in grado di ripararsi da solo da tagli e graffi. Gli scienziati hanno condotto un test per provare l’efficacia della scoperta: hanno rotto a metà uno schermo e hanno aspettato che le due parti si ricongiungessero in maniera autonoma in 24 ore circa. Chao Wang, che ha guidato il gruppo di ricerca, ha spiegato le proprietà della sostanza a Business Insider. Si tratta di un polimero elastico in grado di allungarsi fino a 50 volte oltre la sua misura originaria. Nella sua composizione anche del sale ionico. Il tipo di interazione tra le molecole è legata alla forza che esiste tra ioni caricati e molecole polarizzate. Quando il materiale si rompe, ioni e molecole si attraggono a vicenda consentendo la riparazione dello schermo.

Foto: Wang Lab

Come la pelle umana

«Quando ero giovane il mio idolo era Wolverine di X-Men. Poteva salvare il mondo perché poteva guarire da solo. Un materiale che è in grado di ripararsi senza interventi esterni, quando viene rotto a metà, come se niente fosse accaduto, si rimargina come se fosse pelle umana», ha spiegato Wang. Con questa scoperta il gruppo di ricerca si presenterà martedì 11 aprile 2017 a un incontro dell’American Chemical Society. Nella prossima fase gli scienziati lavoreranno per migliorare le proprietà della sostanza. Sono in corso test in condizioni di forte umidità dato che l’acqua può cambiare le proprietà meccaniche del polimero.

Sul mercato entro il 2020

È il primo materiale di questo tipo che può essere conduttore di elettricità e si presta quindi all’impiego nella realizzazione di cellulari e batterie. Alcuni cellulari del marchio Lg sono già realizzati in modo che le fratture si possano riparare da sole, ma solo nella parte della cover, visto che fino a questo momento non si era riusciti a conciliare l’elasticità con la conduttività elettrica. Secondo Wang il materiale verrà utilizzato in maniera diffusa per la produzione di schermi e batterie entro il 2020. «I materiali che si riparano da soli sembrano lontani da una reale applicazione, ma io credo che faranno la loro comparsa presto nei nostri cellulari. Entro tre anni questo materiale arriverà sul mercato e cambierà la nostra vita quotidiana», ha previsto il ricercatore.