Realtà aumentata

La realtà aumentata di Pixie Technology aiuta a ritrovare gli oggetti smarriti

L’azienda californiana ha pensato a un modo per far sì che perdere le chiavi, il pc o il portafoglio non sia più un problema. Grazie a una app da scaricare sullo smartphone e a una serie di localizzatori, è possibile tenere traccia delle cose più importanti

Quando non si riesce a trovare lo smartphone, il più delle volte basta farlo squillare. Sempre che la suoneria sia attivata. Per gli altri oggetti smarriti in casa sembra non esserci altra soluzione che cercare fino a stancarsi. La realtà aumentata può, però, dare una mano. Pixie Technology fornisce dei localizzatori da aggiungere al portachiavi o al portafoglio. Sono dotati di bluetooth e sono in grado di stabilire delle connessioni tra di loro. Basta quindi associare dei pixie points agli oggetti principali di cui non si vuole mai perdere traccia. Il resto lo farà un’app.

La realtà ai raggi pixie

La localizzazione dell’oggetto perso avviene attraverso la fotocamera dello smartphone. Una volta attivata l’app, bisogna puntare il cellulare in una direzione. Se nei paraggi è presente un pixie point, ne verrà segnalata la posizione sullo schermo e si avranno anche le istruzioni su come raggiungerlo. Se l’applicazione non dovesse riuscire a individuare il portafoglio, le chiavi, il pc, gli occhiali cercati, fornirà comunque indicazioni sul posto in cui quegli oggetti sono stati visti l’ultima volta, con tanto di indirizzo e data dell’ultimo avvistamento. Amir Bassan-Eskenazi, ceo e cofounder di Pixie ha raccontato a Venture Beat come gli è venuta l’idea per la sua tecnologia: «Stavo cercando di trovare una soluzione di localizzazione smart e non ci riuscivo. Ci ho pensato e poi ho cominciato a crearne una. Le persone pensano alle chiavi perse come a una difficoltà, un evento della vita con il quale devi convivere. Io ho pensato che fosse un problema che si potesse risolvere».

La mappa degli oggetti smarriti

Ogni kit di pixie points costa 100 dollari e si basa sul meccanismo delle reti a maglia. Ogni dispositivo della rete “parla” con gli altri e aumenta quindi la precisione della localizzazione. «È come una bussola. Invece di puntare verso il nord, punta a ciò che stai cercando. Tu vedi sulla mappa dove si trova l’oggetto rispetto alla tua posizione», spiega Bassan-Eskenazi. Nemmeno i cuscini o i cassetti ostacolano il ritrovamento: il puntatore di Pixie segnala comunque l’oggetto cercato. Quando l’utente si avvicina al suo obiettivo, l’applicazione fornisce anche delle indicazioni visive e sonore. Il raggio di azione è di 45 metri all’esterno e da 9 a 15 metri all’interno. Pixie Technology offre il suo servizio al momento solo per i dispositivi Apple, ma ha intenzione di allargare il suo ambito di azione. La società, che ha sede in California, ha raccolto già 24 milioni di dollari di finanziamento. Solo nel 2016 ha ottenuto 18,5 milioni di dollari. Pixie Technology ha fatto domanda per ottenere 10 brevetti.

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