Lifestyle

Onward, l’app che ti aiuta a superare la dipendenza da smartphone

Un bot ti guida passo passo nella conoscenza dell’utilizzo che ogni giorno fai del tuo dispositivo mobile. Dei report ti fanno rendere conto del tempo effettivamente passato su siti o app e ti aiutano a definire cosa evitare per non cadere nell’ossessione

Come in un perfetto contrappasso, la fine della dipendenza dallo smartphone potrebbe arrivare da una app. Si chiama Onward ed è stata lanciata sull’Apple Store il 4 aprile. Il suo compito è quello di monitorare quanto tempo si passa incollati allo schermo del cellulare e fornire dei report sull’uso quotidiano e mensile che ne fanno gli utenti. L’obiettivo finale è quello di rivelare eventuali comportamenti anomali e aiutare a evitare gli eccessi, per raggiungere un «equilibrio tecnologico», come ama definirlo uno dei fondatori di Onward, Gabe Zichermann.

Il coach per raggiungere l’equilibrio tecnologico

«Onward è pensata per ridurre il tempo passato allo schermo dello smartphone e per spingerti dopo un po’ in un’altra direzione», dice Zichermann a Business Insider Uk. L’applicazione mette a disposizione O, un coach che ti guida durante la giornata. È un bot ed è stato scelto perché è meno invasivo del controllo umano con il quale l’utente potrebbe trovarsi a disagio. Tutto funziona in maniera personale e privata in modo che non ci sia il timore dei giudizi altrui. È in grado di fornire delle statistiche su quanto tempo si passa a guardare il cellulare, divise per categoria di utilizzo: social network, chat, shopping e perfino il porno. I dati in genere stupiscono gli utenti. «Quando dici che in media si prende in mano lo smartphone più di 100 volte al giorno, la maggior parte delle persone non si riconoscerà in quell’abitudine», aggiunge Zichermann. Il problema che Onward cerca di risolvere, quindi, si basa soprattutto sulla percezione che le persone hanno dell’uso del loro dispositivo.

Bloccare siti e app che creano dipendenza

Onward può disabilitare le notifiche che ti portano a ritornare sempre su uno stesso sito o su una stessa applicazione. Un’altra delle funzioni è lo Smart Filter. L’applicazione dà la possibilità di settare dei blocchi sulle app e sui siti che possono creare problemi. L’utente sarà libero di navigare su quel sito o aprire quell’app solo per una determinata finestra di tempo. Lo scopo finale non è comunque quello di castigare l’utente. In caso di emergenza è possibile disabilitare Smart Filter dopo aver risposto alla domanda del bot riguardo al grado di bisogno avvertito di cambiare il comportamento deciso in precedenza. In questo modo l’utente viene stimolato a riflettere sui motivi che determinano la sua dipendenza. L’applicazione a un certo punto del percorso suggerisce anche di coinvolgere nel processo di “rieducazione” un amico o un familiare. Anche la solitudine pare essere un problema nell’affrontare la dipendenza da smartphone.

 

Il motore di ricerca della moda cresce e aggiunge altre città | Papèm

La startup, guidata da Alberto Lo Bue e Carlo Alberto Lipari, dopo aver ricevuto il premio Endeavor ai MYllennium awards, ha annunciato che l’espansione non si fermerà fino a quando Papèm non sarà presente in ogni angolo di tutte le città

#rESTATE in città coi bambini: 5 cose da fare a…Bologna

Dalla mostra interattiva Bologna Experience, al ciclo di eventi “Un’estate alla scoperta dell’Orto Botanico“.  Dall’appuntamento alla Serre dei Giardini Margherita allo spettacolo Sandokan al Teatro Testoni. Tutte le attività culturali e scientifiche per chi resta in città con i bambini

Megaride, l’arma segreta Ducati: un software per ottimizzare le performance dei pneumatici in pista

Megaride, la startup di Flavio Farroni che analizza la salute dei pneumatici, stringe una partnership con Ducati per ottimizzare le performance in pista. Questa l’arma segreta che ha regalato a Dovizioso la vittoria nella gara austriaca della MotoGP?

Prodotti tech certificati in base alla (cyber) sicurezza | La proposta di Andrus Ansip

Il vicepresidente della Commissione europea pensa ad una rete di uffici di cybersecurity diffusi in tutti gli Stati dell’Unione, incentrati sulla certificazione delle misure di sicurezza informatica attuate dai prodotti