Tecnologia

Ikea vuole integrare l’intelligenza artificiale nel suo arredamento

L’azienda svedese in collaborazione con il laboratorio Space 10 sta intervistando i potenziali clienti sulle caratteristiche che dovrebbe avere il futuro assistente virtuale da integrare nei mobili di casa. La ricerca si chiama “Do you speak human?”

Il divano o la credenza potrebbero parlare. Il tavolo della cucina potrebbe dare informazioni su cosa mangiare e su come cucinare. Gli elettrodomestici potrebbero dialogare con chi abita nella casa. È il futuro che sta disegnando Ikea, la famosa azienda di arredamento svedese che ha pensato di integrare l’intelligenza artificiale nei suoi prodotti.

L’arredamento smart

In realtà alcuni progetti simili sono già stati lanciati dalla società che ha proposto dei piani di cottura smart in grado di pesare gli ingredienti e suggerire ricette. E ha anche proposto sistemi di illuminazione smart dotati di timer e sistemi per il controllo del colore della luce. La casa di arredamento a basso costo diffusa in tutto il mondo sta però pensando a un’ulteriore sperimentazione. Prima di procedere all’integrazione dell’intelligenza artificiale in maniera diffusa nei mobili in vendita nei suoi store, Ikea vuole capire i desideri dei suoi clienti. E per farlo ha deciso di interpellarli direttamente.

Foto: Space 10

Capire i desideri dei clienti

Ad occuparsi dell’indagine è il laboratorio Space 10 che ha sede a Copenaghen e collabora con Ikea. Una rete di esperti, specialisti e designer esplora le possibili evoluzioni della tecnologia allo scopo di trovare soluzioni sostenibili in grado di migliorare la vita. Space 10 sta intervistando i potenziali clienti sui prodotti Ikea e su come vorrebbero modificarli grazie all’integrazione di assistenti virtuali. L’intervista si intitola “Do you speak human?” e punta a stabilire quali caratteristiche tecnologiche dovrà avere l’arredamento del futuro. Sul sito dedicato alla ricerca sono disponibili in tempo reale i risultati con le risposte degli utenti già interpellati. La maggioranza delle persone preferirebbe avere a che fare con un assistente virtuale che assomiglia a un essere umano, nella voce e nelle sembianze.

Foto: Kajsa Lindström

I mobili con l’intelligenza artificiale

Le domande poste hanno a che fare anche con la preferenza riguardo al genere dell’assistente virtuale. Per il momento si preferisce avere una neutralità di genere. Agli utenti viene anche chiesto se preferiscano che l’intelligenza artificiale reagisca alle emozioni e alle loro opinioni. In generale la risposta è sì per la maggioranza dei clienti che quindi hanno desiderio di interagire il più possibile con gli elementi presenti nella loro abitazione. Non viene dimenticata la questione della privacy che in una casa ultraconnessa è molto sensibile. L’intelligenza artificiale potrebbe raccogliere dati sul comportamento degli utenti per migliorare il suo funzionamento. Per l’86 per cento degli intervistati, però, non sembrano esserci problemi riguardo alla raccolta delle informazioni se queste servono a ottimizzare il funzionamento della tecnologia.

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