Tecnologia

A Dubai entra in servizio Reem, il primo poliziotto robot

Frutto della collaborazione tra il dipartimento di polizia della città degli Emirati Arabi, Google e IBM, il moderno Robocop potrà interagire con i cittadini grazie all’intelligenza artificiale e sarà sempre in connessione con i colleghi umani per segnalare situazioni sospette

Probabilmente a molti lettori il nome dell’agente Alex Murphy non dirà nulla. Ma per i nati negli anni Ottanta quel nome porterà subito alla memoria la figura del primo poliziotto robot della storia: Robocop. A trent’anni dal primo capitolo della famosa saga di fantascienza, un poliziotto robot entrerà in servizio per le strade strade di Dubai. E non si tratterà di un film.

Entro il 2030 via il 25 per cento dei poliziotti

Presentato durante l’ultima edizione della Gulf Information Technology Exhibition, il primo umanoide in veste di pubblico ufficiale si chiama Reem ed è prodotto dalla spagnola Pal-Robotics. È il frutto della collaborazione tra il dipartimento di polizia di Dubai, Google e IBM, nell’ambito di un progetto mirato ad ampliare le funzioni dei robot per fornire maggiore supporto ai colleghi umani. «Stiamo cercando di rendere tutto più smart nella polizia di Dubai ed entro il 2030 avremo la prima stazione di polizia smart che non richiederà l’impiego di personale umano», ha detto Khalid Nasserl Al Razouqi, General Director del dipartimento Smart Services della polizia di Dubai. L’obiettivo è sostituire, entro quella data, il 25 per cento dei poliziotti della città degli Emirati Arabi. Del resto, come ricorda lo stesso Al Razouqi, i robot «non hanno bisogno di assicurazione medica o addestramento, sono subito pronti a interagire con i residenti e con i milioni di turisti che camminano per le nostre strade».

(Foto: Pal-Robotics)

Cosa può fare Reem

Reem non avrà niente a che vedere col suo corrispettivo cinematografico. Niente inseguimenti, sparatorie e frasi ad effetto. Il suo compito, almeno inizialmente, sarà soprattutto quello di interagire con i cittadini. Oltre ad ascoltare (conosce sei lingue), grazie ad un avanzato sistema di riconoscimento vocale dovuto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale Watson di IBM, metterà a disposizione degli utenti il touchscreen sistemato sul suo petto grazie al quale persone potranno comunicare con l’agente robot. In questo modo, sarà possibile segnalare un crimine, inviare di documenti in formato digitale, effettuare il pagamento delle multe e ricevere informazioni utili.

(Foto: Dubai Police)

Un poliziotto super intelligente

Il primo agente robotico di Pal-Robotics sarà alto 1,70 metri per 100 kg di peso e si muoverà su ruote. Saprà comunicare con i comuni cittadini, interpretare i loro gesti e leggere le loro emozioni, cambiando espressione in base alla discussione e sarà sempre connesso con i suoi colleghi umani. Potrà scattare fotografie a situazioni o persone sospette (è dotato di una tecnologia per il riconoscimento facciale) e avvisare istantaneamente la centrale. La stessa cosa sarà possibile anche in caso di incendi o incidenti stradali. Ma attenzione: il suo turno di servizio non potrà mai superare le otto ore. È questa l’autonomia massima delle batterie. Prima che intervengano i sindacati o che il robot si spenga, comunque, conserverà un minimo di carica utile per rientrare in caserma a ricaricarsi.

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