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Acadermic trasforma gli scarti alimentari in prodotti cosmetici eco-compatibili

Attraverso un metodo estrattivo che fa uso delle microonde, la startup nata nei laboratori dell’Università di Genova riesce a ricavare sostanze nutrienti e antiossidanti per la pelle dai componenti naturali contenuti nel cibo destinato ad essere buttato

Trasformare uno scarto ad alto impatto ambientale in una risorsa con un notevole valore aggiunto. Questo è l’obiettivo di Acadermic, uno spinoff dell’Università degli Studi di Genova, che fabbrica prodotti cosmetici grazie a componenti naturali ritrovati negli scarti alimentari. La cosmesi eco-compatibile risponde a una crescente domanda di prodotti per la cura della persona rispettosi dell’ambiente. Accanto alle molte multinazionali che negli ultimi anni stanno lanciando linee cosmetiche green, ci sono anche diverse startup che nascono nel contesto accademico e che operano in questo settore. Acadermic, per esempio, prende vita nei laboratori della Facoltà di Farmacia, grazie a un team multidisciplinare guidato da Carla Villa, ricercatrice nella sezione di chimica del farmaco e del prodotto cosmetico dell’ateneo.

La cosmesi eco-compatibile

Il progetto ha richiesto l’unione di competenze in ambito cosmetologico, biomedico e microbiologico per la preparazione di ingredienti bioattivi verdi, ottenuti grazie a rivoluzionarie tecniche estrattive microonde. Si offre così una seconda vita agli scarti che, attraverso la trasformazione dei residui, diventano materie prime pronte per essere utilizzate. «La cosmesi eco-compatibile ha come scopo principe il rispetto dell’ambiente e la cura della cute. È impossibile dare una definizione univoca di questo termine, di cui oggi si abusa in ogni ambito merceologico. Non ci sono abbastanza paletti sul mercato per poter definire con esattezza un prodotto bio, ma mi piace poter pensare che chi sceglie di utilizzare questo termine abbia fatto qualcosa di concreto all’interno del proprio processo produttivo», spiega Villa.

Le microonde

Il laboratorio di ricerca cosmetica dell’Università di Genova si è focalizzato da anni sullo studio della tecnologia microonde in processi sintetici ed estrattivi. Questa tecnica offre diversi vantaggi rispetto a un normale irraggiamento termico, grazie a un riscaldamento omogeneo, selettivo e all’assenza di inerzia, dovuta a un rapido trasferimento dell’energia in tutta la massa del materiale irraggiato (fino a 10 gradi centigradi al secondo). Le microonde garantiscono una bassissima percentuale di dissipazione del calore, assicurando di conseguenza una maggiore efficienza energetica ed economica rispetto ad altre tecnologie di irradiazione. Un ulteriore vantaggio è legato allo sviluppo di calore a cuore: il surriscaldamento avviene dall’interno verso l’esterno, evitando il surriscaldamento superficiale del materiale irradiato. Le tecniche estrattive che si basano su microonde garantiscono una notevole diminuzione dei tempi di reazione: questo abbatte la possibilità di possibili degradazioni termiche della matrice e permette di ottenere una qualità superiore dell’estratto.

La tecnica estrattiva

Il progetto Acadermic sfrutta un metodo estrattivo noto come Microwave Hydrodiffusion and gravity (MHG): le microonde penetrano nel materiale vegetale, surriscaldano l’acqua di vegetazione contenuta nella matrice, causando così l’espansione e la rottura delle cellule che si trovano al suo interno. Gli attivi idrosolubili fuoriescono così dalla matrice e possono essere recuperati senza l’aggiunta di acqua di rete. «Otteniamo in questo modo quelle che noi definiamo acque essenziali, ricche di principi idrosolubili di interesse cosmetico e caratterizzate da un’elevata attività antiossidante e antialcalina. Le sostanze così ottenute sono assolutamente atossiche ed eco-compatibili per l’ambiente», conclude Villa.

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