Tecnologia

Silk Biomaterials, la seta che entra nel mondo dell’healthcare

Dopo un finanziamento da 7 milioni nel 2016, ora la startup lombarda prevede di sviluppare protesi vascolari per bypass periferici partendo dal filato resistente dei bachi da seta

In origine c’era il simpatico baco da seta: un bacherozzo che, quando deve trasformarsi, rigurgita un materiale altamente resistente con il quale si costruisce un guscio dove dormire. Poi sono arrivati i cinesi che ne hanno fatto un business. In seguito per rompere il monopolio degli avventurosi mercanti ha avuto origine il contrabbandato dei bachi in Italia. I bravi cittadini di Como, su pressione della locale potenza straniera, ne hanno sfruttato a loro volta le potenzialità. Fin qui la storia.

Sette milioni di euro nella seta

Oggi, dopo tanti anni, si continua a investire nella seta. Sette milioni di euro sono la cifra messa a disposizione da Principia SGR in questo settore. Per fare nuovi foulard? Non proprio. Il fondo di venture capital Principia III-Health, specializzato in healthcare e biomedicale, ha effettuato nel 2016 un investimento Series A in Silk Biomaterials, dopo la raccolta seed di 485mila euro portata a termine alla fine del 2015 con alcuni business angels italiani. L’avventura è cominciata nel 2014 con la costituzione della startup innovativa presso il Parco Scientifico Tecnologico di ComoNExT a Lomazzo, in provincia di Como. «La scelta della zona con un hub per le startup di primo ordine vuole ridare slancio a un settore che nel tempo ha visto un forte declino nella realtà comasca», spiega Gabriele Grecchi, ceo del gruppo. «Abbiamo vinto differenti premi tra i quali la StartCup Milano Lombardia e il Premio Nazionale dell’Innovazione nel 2014 e lo SME Instrument – Phase 1 del programma Horizon 2020 della Commissione Europea nel 2015. Siamo inoltre stati ammessi al programma di accelerazione della Singularity University in California», continua Grecchi.

Cosa fa Silk Biomaterials?

«Esploriamo i differenti aspetti e utilizzi clinici della fibroina, una proteina prodotta dai bachi da seta», spiega Antonio Alessandrino (comasco, PhD in ingegneria dei materiali e presidente del consiglio di amministrazione della società). «Il materiale, di origine biologica è tra i più antichi utilizzati in ambito medico. Possiede infatti straordinarie proprietà meccaniche e rigenerative che possono trovare mercato in diversi ambiti clinici», aggiunge. Seta per guarire le persone quindi? Sembra confermarlo Grecchi che precisa: «Il piano strategico dell’azienda prevede inizialmente lo sviluppo di protesi vascolari per bypass periferici, fino a raggiungere applicazioni di drug delivery per il rilascio controllato di farmaci con focus iniziale in oncologia».

Sette milioni sono tanti, soprattutto per gli standard dell’ecosistema?

Secondo Grecchi l’investimento in Silk Biomaterials da parte di Principia SGR è un segno della tendenza nel mondo delle startup a sviluppare aree prima meno esplorate. «Soprattutto nell’ambito della salute, l’Italia ha una tradizione di cui le startup possono beneficiare. L’ingresso di un primario fondo di venture capital così profondamente impegnato nel sostegno di iniziative imprenditoriali nel mondo life science costituisce una svolta importante per lo sviluppo di Silk Biomaterials», continua Grecchi.

Seta e Como, come vi hanno accolto?

Silk Biomaterials è stata selezionata nell’ambito del Bando “Dall’Idea all’Impresa” 2014 promosso della Camera di Commercio di Como e si è poi insediata a ComoNExT. Da comasco devo ammettere che vedere un rilancio della seta, e di tutta la tradizione e la ricchezza che questo materiale ha significato per la zona, è una piccola soddisfazione. Soprattutto un approccio innovativo in un ambito che, si riteneva, non avesse più molto da raccontare, e dove l’unico valore era il costo (sempre al ribasso, quindi in netta concorrenza con i prodotti cinesi). Silk Biomaterials è anche parte di Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie) e del Cluster Lombardo Scienze della Vita.

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