Tecnologia

Apple sfida Amazon Echo con l’HomePod, l’assistente casalingo che risponde grazie a Siri

L’azienda di Cupertino ha presentato alla Worldwide Developers Conference un nuovo dispositivo che è una cassa per ascoltare musica e per controllare gli elettrodomestici smart. Il tutto a un prezzo ancora elevato rispetto ai diretti competitor: 350 dollari. Ecco spiegato il perché

Il 5 giugno ha presentato una serie di nuovi prodotti, software e aggiornamenti in occasione della Worldwide Developers Conference. Tra le novità svelate c’è HomePod, una cassa in  grado di rispondere ai comandi vocali grazie a Siri. In questo modo sarà possibile controllare gli elettrodomestici smart e accedere a una serie di informazioni come le notizie e le previsioni del tempo. Si tratta della sfida della mela ad Amazon Echo che ha avuto il merito di posizionarsi per primo sul mercato e di introdurre di fatto una nuova categoria di dispositivi che svolgono il ruolo di assistenti casalinghi. Nonostante il ritardo con il quale Apple l’ha presentato, HomePod sembra avere delle prestazioni superiori a quelle del suo principale competitor per quello che riguarda l’audio. La cassa è in grado di adattare e bilanciare il suono che emette in base alla sua posizione e alla stanza in cui si trova. Di sicuro, però, HomePod non è ancora dotato di tutte quelle funzioni delle quali Amazon Echo si è arricchito nel corso del tempo.

Le funzioni dell’HomePod

Ci sono ancora molte domande a cui è necessario rispondere riguardo alle potenzialità dell’HomePod. Per esempio come funzionerà lo schermo circolare che si trova sulla parte superiore, come sarà supportato Siri, se sarà possibile usare servizi come Spotify oltre ad Apple Music. Per trovare risposte a questi interogativi bisognerà aspettare dicembre quando il prodotto verrà lanciato ufficialmente. Apple ha comunque deciso di mantenere elevato il costo del suo prodotto. Serviranno 350 dollari per portarsi a casa HomePod a fronte dei 180 che servono per Amazon Echo e dei 129 che bisogna investire per Google Home. Solo la linea Sonos ha un prodotto più costoso anche se in media i prezzi si mantengono al di sotto della soglia dei 300 dollari.

Il costo dei dispositivi Apple

Il costo ha fatto sorgere una riflessione sul perché i prodotti Apple costino così tanto. Si tratta di un’azienda che nel 2016 ha fatturato 215 miliardi di dollari e basa gran parte dei suoi guadagni sul fatto di vendere i suoi dispositivi a un prezzo due o tre volte superiore a quello che paga per realizzarli. L’iPhone 7, per esempio, viene venduto a 650 dollari a fronte di un costo di produzione che non supera i 220 dollari. Il 70 per cento delle entrate di Apple nel 2016 è arrivato proprio dalla vendita di questi smartphone che vengono ancora considerati i migliori attualmente in circolazione. Un ulteriore 15 per cento delle entrate deriva da iPad e Mac. E i guadagni sono sempre legati alla cosiddetta Apple Tax che l’azienda di Cupertino ha da sempre chiesto ai suoi clienti in cambio dell’esclusività di software e di design offerta dai suoi prodotti.

Il confronto con i competitor

Con l’arrivo di altre aziende che di fatto hanno messo in commercio prodotti in tutto simili a quelli introdotti per la prima volta dalla società guidata da Tim Cook, la scommessa è stata quella di lanciarsi su un dispositivo che fungesse da assistente casalingo. La maggior parte degli introiti dell’azienda continuerà ad arrivare da altre fonti, ma proprio come avviene per i competitor, coprire questo settore del mercato sarà fondamentale per il brand e servirà da volano per altri prodotti di certo più remunerativi. È stato così anche per Amazon che pur avendo già venduto circa 10 milioni di Echo, più che sul dispositivo, ha sperato nell’aumento di vendite che le ordinazioni vocali possono rappresentare per il più famoso e-commerce al mondo.

 

 

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